AI in F1 – Come Red Bull sta lavorando con l’intelligenza artificiale.

AI in F1 – Come Red Bull sta lavorando con l’intelligenza artificiale.

15 Aprile 2021 0 Di Riccardo Frattarelli

Red Bull intende guadagnare un vantaggio competitivo anche grazie allo sviluppo tecnologico. La collaborazione con Oracle per lo sviluppo dell’AI e lo studio dei dati, le basi per portare al livello successivo i computer in F1.

AI, acronimo inglese di intelligenza artificiale, e ML, machine learning. Due aspetti informatici sui quali i team di F1 stanno cercando di lavorare per provare a migliorare le proprie prestazioni in pista.

Ogni settimana i team raccolgono sul campo teraflop di dati da analizzare e studiare. Numeri che vanno interpretati per capire come utilizzarli a proprio vantaggio. La necessità di diventare molto più efficienti nella gestione dei dati è cresciuta enormemente man mano che il limite di costi delle scuderie si abbassa.

E proprio dal tentativo di promuovere l’uso di AI e ML in F1 nasce la collaborazione tra Oracle, colosso tecnologico americano, e la stessa Red Bull. AI e ML sono grandi categorie che stanno emergendo. Entrambe le aree, con la quantità di dati che generiamo e il modo in cui simuliamo, giocheranno un ruolo chiave nel nostro processo decisionale poiché il tempo in pista diventa sempre meno”. Queste le parole di Christian Horner, team principal Red Bull riguardo lo sviluppo tecnologico della casa austriaca.

Oracle, sponsor ufficiale Red Bull

Lo studio dei dati per le prestazioni in pista

“I dati e il modo in cui operiamo, sono la nostra linfa vitale”, afferma sempre Horner: “Ne generiamo un’enormità. Essi hanno un impatto su tutto ciò che facciamo: il modo in cui corriamo una gara, il modo in cui sviluppiamo un’auto, il modo in cui analizziamo i piloti e la selezione dei piloti.”

Ovviamente Horner non ha mai spiegato puntigliosamente gli aspetti tecnologici sotto i quali Red Bull sta lavorando per acquisire vantaggio rispetto agli altri team. Sicuramente l’IA può aiutare con la comprensione e la pianificazione della strategia di gara, ma i computer potrebbero anche offrire indicazioni sulla scelta della configurazione per un fine settimana di gara e aiutare a guidare i progettisti nello sviluppo.

Horner aggiunge: “Prendere la decisione migliore possibile per sviluppare la tua auto in modo efficiente in termini di costi, quindi prestazioni convenienti, è assolutamente cruciale per noi mentre andiamo avanti con la mancanza di test (solo 3 giorni quest’anno).”

Per assurdo, la scelta di mettere sotto contratto Perez come secondo pilota, potrebbe essere scaturita da ciò che una macchina AI ha studiato, piuttosto che da una sensazione viscerale di Helmut Marko o Horner.

AI e il rapporto con i fan

L’AI viene utilizzata anche nel marketing e nell’aiutare il team ad avvicinarsi ai fan. Perché piuttosto che cercare di attivare campagne e promuoversi con l’invio di massa di e-mail o bombardare le piattaforme social, conviene dare ai fan quello che vogliono quando lo vogliono. Per esempio l’intelligenza artificiale è in grado di capire quando è il momento migliore per proporre un contenuto ad un tifoso.

Come spiega il chief marketing officer di Red Bull, Oliver Hughes: “Utilizzando l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale, possiamo capire molto meglio la nostra fan-base.

In conclusione, Ariel Kelman, chief marketing officer di Oracle ha dichiarato: “Si tratta di essere in grado di dimostrare un vero successo essendo un motore di innovazione per i nostri clienti. Quindi possiamo lasciare che i nostri clienti raccontino le storie, in modo che altre aziende possano apprendere e trarre ispirazione da ciò che possono fare con la nostra tecnologia”.

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