Ferrari: uno sguardo al 2022.. e oltre!

Ferrari: uno sguardo al 2022.. e oltre!

31 Agosto 2021 0 Di

L’anno prossimo ci sarà un nuovo cambio regolamentare in Formula Uno e la Ferrari, se vuole tornare a vincere, non dovrà sbagliare un colpo. Ma nel 2023 la Scuderia del Cavallino tornerà anche nella categoria principale nel Mondiale Endurance, dopo ben 50 anni. Come verranno gestite le sinergie per entrambi i reparti sportivi? La Rossa riuscirà ad uscire dalla crisi? Vediamo quali sono i piani della Rossa a partire dal prossimo biennio.

Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano, come dice una famosa canzone di Antonello Venditti ed è una frase che si addice perfettamente alla Ferrari in ottica 2023, quando la Rossa tormerà, dopo ben 50 anni, nella categoria principale del Campionato Endurance, ovvero l’attuale Hypercar, approvata e varata proprio quest’anno.

E calza proprio a pennello, quasi come un cielo tempestoso, che non può fare a meno dei fulmini e delle saette, la famosa frase del cantautore romano, perchè la Ferrari, ancor prima della Formula Uno, iniziò la sua lunga storia d’amore con l’Endurance, con la prima vittoria a Le Mans nel lontano 1949, dove vinsero Luigi Chinetti (diventato poi importatore della Ferrari in America e fondatore della North American Racing Team, ovvero la N.A.R.T) e Lord Selsdon al suo fianco.

L'anno prossimo, ci sarà un nuovo cambio regolamentare in Formula Uno e la Ferrari, se vuole tornare a vincere, non deve sbagliare un colpo.

Ma si sa, gli amori, per quanto belli e infiniti prima o poi, finiscono.

E l’anno esatto in cui finisce l’amore Endurance per la Scuderia più vincente del mondo è il 1973, quando il Grande Vecchio preferì chiudere per sempre la partecipazione della Rossa nella categoria dell’epoca nel Mondiale Endurance, ovvero il Gruppo 4, indirizzando tutte le risorse solo ed esclusivamente verso la Formula Uno.

Ed è proprio nella categoria regina delle automobili da corsa che il Team di Maranello deve essere veloce, scaltro e inafferabile, se vuole tornare a dominare, sfruttando il cambio di regolamento tecnico a livello aerodinamico, dove le monoposto sfrutteranno l’Effetto Suolo nuovamente, dopo 40 anni.

Le future monoposto ricaveranno la maggior parte del carico aerodinamico dal fondo vettura, con valori nell’ordine del 70%, mentre il restante 30% verrà dalla superficie della monoposto, a contatto con l’aria; oltrettutto, il regolamento tecnico è stato già definito, con poche zone in cui trovare un escamotage per aggirare il regolamento (la cosiddetta ”zona grigia”).

La Rossa, nel 2017 e 2018, ha provato a contrastare lo strapotere Mercedes, ma non ci è riuscita per poco e ciò dimostra che gli uomini del Cavallino, se ci si mettono, sanno fare veramente paura, con due monoposto straordinarie (la SF70-H e la SF71-H) e con soluzioni tecniche audaci, come la discussa T-Wing e il fondo flessibile.

Dopo la morte di Marchionne, la Ferrari sembra aver smarrito la via, con a capo Louis Camilleri prima e John Elkann dopo; purtroppo però, fino ad ora, nessuno dei due sembra aver capito nulla della crisi del Team e della Rossa in generale, non sapendo di conseguenza che strada intraprendere.

Aggiungiamo a tutto questo pacchetto esplosivo anche una McLaren in crescita, che sposa nuovamente la Power Unit delle Frecce D’Argento, con Norris che dimostra sempre di più di potersela giocare con i grandi, una Alpine che raccoglie anche lei frutti sempre più maturi (reduci da una grandissima vittoria in Ungheria) e anche un’Aston Martin che potrebbe diventare pericolosa.

L'anno prossimo, ci sarà un nuovo cambio regolamentare in Formula Uno e la Ferrari, se vorrà tornare a vincere, non dovrà sbagliare un colpo.

La Ferrari non ha più solo uno o due avversari da dover contrastare, ma rischiano di diventare cinque, rischiando quindi di fare sfumare gli orizzonti di gloria del Team italiano.

Le corrispondenze tra galleria del vento e simulatore e il progetto a livello aero e termodinamico della Power Unit e della monoposto stessa, a detta degli addetti ai lavori, sembrano mandare segnali positivi, facendo ben sperare sia il Team che i tifosi; però, tutte queste promesse, al giorno d’oggi, con il Circus che cambia continuamente, non bastano più.

E continuando a parlare in questi ultimi termini, il ritorno del Team di Maranello nella principale categoria del WEC, ovvero la attuale Hypercar, fa piacere a tanti appassionati, soprattutto dopo ben 50 anni d’assenza.

I regolamenti però cambiano: è un progetto totalmente nuovo, si riparte da zero e questo significa indirizzare grandi, ma soprattutto non indifferenti quantità di denaro in ottica 2023, rendendo ancora più delicata la situazione e rischiando che questo ”ritorno di fiamma” si riveli un incendio doloso.

Perchè il forte sentimento e desiderio di tornare a vincere nella categoria delle automobili più veloci del pianeta, del nostro orgoglio nazionale, è forte e prepotente, ma c’è questo desiderio anche per l’Endurance, dovendo quindi adottare due pesi e due misure, per fare in modo che ci debba essere un’equa quantità di denaro nelle due categorie a cui si partecipa, dovendo però formare anche un nuovo Reparto Corse per la categoria Hypercar e trovare dei piloti, dei quali però, per ora, non si sa nulla.

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