McLaren si dichiara favorevole ad un calendario “ideale” da 20 tappe

McLaren si dichiara favorevole ad un calendario “ideale” da 20 tappe

2 Ottobre 2021 1 Di Ivan Mancini

Secondo quanto riportato da F1i.com, Seidl è a favore di un calendario snello da 20 gare che faccia della qualità il suo punto di forza.
 

Complici le complicanze dovute al Covid, quali la complessa situazione sanitaria ed economica, l’attuale calendario della F1 è un cantiere in costruzione. Oggigiorno il calendario conta un numero record di 22 eventi, numero destinato ad aumentare a 23 nel 2022 quando Miami si unirà al circus. Ma se da un lato una quantità maggiore di eventi equivale ad un maggiore intrattenimento (ergo maggiori introiti per Liberty Media e per i team), il risvolto della medaglia non è così roseo come si possa immaginare. Maggiori appuntamenti significano anche uno sforzo più grande, quasi insostenibile, per le squadre, per il personale e ovviamente per i piloti.

Andreas Seidl (McLaren) ritiene che un approccio basato sulla rotazione dei circuiti ospitanti potrebbe produrre il giusto equilibrio tra i ritorni finanziari e gli sforzi sostenuti dalle squadre. Approccio condiviso anche da Zak Brown, amministratore delegato della scuderia di Woking. “Per raggiungere il giusto equilibrio tra gli interessi commerciali e il carico di lavoro che il nostro personale può sostenere, pensiamo ad un calendario da 20 gare” ha dichiarato Seidl. Più nel dettaglio, Seidl sarebbe favorevole ad un calendario da 15 gare fisse con la possibilità di “ruotare” 5 tappe per poter esplorare nuovi orizzonti di mercato. Senza trascurare, ovviamente, la sostenibilità. “Quando si programmano questi 20 eventi è necessario che venga fatto in modo ecosostenibile ma soprattutto sostenibile anche per i nostri ragazzi“.

L’idea portata avanti dalla McLaren, in un certo senso, sembra conciliare la proposta formulata da Wolff qualche giorno fa. Lo stesso Seidl ha riconosciuto la bontà dell’idea di Wolff, sottolineando come già qualche anno fa McLaren abbia formulato la stessa ipotesi senza riscuotere grande supporto da parte degli altri team. Il destino, ora, è nelle mani di Domenicali: solo lui, in qualità di amministratore delegato della F1, potrà risolvere questa spinosa questione.

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