Che fine fanno le gomme di F1?

Che fine fanno le gomme di F1?

14 Gennaio 2022 0 Di Giuseppe Ruffo

Andiamo a scoprire insieme il percorso di uno pneumatico Pirelli dopo aver abbandonato le piste del mondiale.

Una domanda del tutto inconvenzionale, insolita. In F1 e nel motorsport in generale sentiamo sempre parlare di coperture ma ,se ci pensiamo bene, circa questo argomento sappiamo davvero poco. Per comprendere al meglio come vengono smaltite delle mescole di Formula 1 però, è bene conoscere prima la loro struttura.

Gli pneumatici da corse sono innanzitutto composti dal battistrada, che è la parte più esterna della gomma a contatto con l’asfalto e di conseguenza soggetta ad usura. Abbiamo poi la carcassa, la quale si trova subito sotto il battistrada, fatta da una base in kevlar e costituisce lo scheletro dello pneumatico. Infine vi è la “zona vuota” che si trova tra la carcassa e il cerchione.

Questa area è cava in quanto non composta da materiali allo stato solido (se non per le pareti laterali della gomma),ma al suo interno è contenuto dell’azoto, il quale, essendo secco, evita la condensazione oltre a mantenere più a lungo la pressione della mescola.

Per ciò che concerne i materiali solidi adoperati, oltre al sopracitato kevlar troviamo per lo più elastomeri: ossia polimeri allo stato gommoso.

Andiamo a scoprire insieme il percorso di uno pneumatico Pirelli dopo aver abbandonato le piste del mondiale.

Una questione di legge

La Pirelli , infatti, nello smaltire le gomme deve seguire lo stesso processo di stoccaggio e decongestionamento dedicato a qualsiasi tipo di rifiuto originato da autoveicoli cittadini. Ciò è sancito dall’ Ue, che sin dal 2011 si è prodigata per far sì che queste procedure abbiano il minor impatto possibile sull’intero ecosistema mondiale.

Andiamo a scoprire insieme il percorso di uno pneumatico Pirelli dopo aver abbandonato le piste del mondiale.

Ma quindi, cosa succede alle coperture dopo l’uso?

Veniamo al punto. Dopo essere smontate dalla vettura ed essere studiate per reperire quanti più dati possibili, le gomme vengono ridate alla casa Italiana. Successivamente verranno caricate su un camion in direzione Didcot, dove risiede un centro specializzato in cui vengono collocate insieme agli altri pneumatici stradali.

Qui gli addetti ,dopo averle messe in un trituratore, inseriranno i trucioli in un grande forno capace di cuocerli fino a 1400 gradi; temperatura che non consente alla gomma di emanare fumi tossici.

Una fine non troppo romantica, ma giustificata dall’intento di non peggiorare ulteriormente le condizioni ambientali del nostro pianeta.

Andiamo a scoprire insieme il percorso di uno pneumatico Pirelli dopo aver abbandonato le piste del mondiale.
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