Lola – Per tutto il resto c’è MasterCard

Lola – Per tutto il resto c’è MasterCard

7 Febbraio 2022 0 Di Alessandro FDC

Un grande ingresso nel circus della Formula 1. Nella stagione 1997 esordisce la Lola MasterCard, pronta a stupire il mondo intero.

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La Lola Racing Cars viene fondata nel 1958 da Eric Broadley. A partire dagli anni sessanta la casa costruttrice inglese inizia a fornire i telai ad alcuni team di Formula 1, attività continuata per circa trent’anni quando nel 1993 produce la T93/30 per la Scuderia Italia.

Dopo due anni Broadley decide di compiere il passo successivo impegnandosi in prima persona in Formula 1. Nel 1995 la Lola progetta e costruisce un prototipo denominato T95/300 e lo affida al pilota scozzese Allan McNish per testarla.

Il progetto Formula 1

Tuttavia a causa della mancanza di fondi il progetto si ferma, fino a quando sul finire del 1996 Broadley firma un contratto di sponsorizzazione con MasterCard che gli garantisce il supporto economico necessario.

Lola vorrebbe debuttare in Formula 1 nella stagione 1998, ma nel novembre del 1996 lo sponsor primario fa pressione per esordire già nel 1997. Nonostante manchi pochissimo tempo all’inizio della stagione la Lola si trova con le spalle al muro e con moli di lavoro da svolgere per i mesi successivi.

La monoposto, battezzata T97/30, viene affidata a Vincenzo Sospiri (campione in Formula 3000 e tester della Benetton) e Ricardo Rosset (supportato da munifici sponsor). La vettura viene equipaggiata con motori Ford e con pneumatici Bridgestone, mentre il carburante viene fornito dalla Pennzoil.

Nel pre-campionato Broadley rilascia dichiarazioni ottimistiche: “Abbiamo avuto poco tempo ma non siamo partiti dal nulla. Possiamo lottare ad armi pari con l’altra debuttante Stewart GP. Vogliamo vincere il titolo mondiale entro quattro anni”.

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Il primo GP della Lola MasterCard

In effetti nonostante la fretta nello sviluppare e assemblare la macchina i distacchi sono molto contenuti: durante le prime prove libere infatti Rosset fa segnare un tempo appena un decimo più lento rispetto a quello della Minardi di Katayama. Nella seconda sessione si scopre però che le vetture della Lola MasterCard avevano girato con pochissima benzina a bordo, mentre i concorrenti stavano simulando il passo per la gara. Il distacco dalla scuderia precedente è di sette secondi, mentre il più veloce della sessione Villeneuve fa segnare un tempo di quasi tredici secondi migliore. Inutile dire che in qualifica i piloti non riusciranno minimamente ad avvicinarsi alla soglia del 107% imposta dalla Federazione per poter disputare la gara.

Prossima fermata: Interlagos

Successivamente al disastro di Melbourne il team apporta modifiche alle fiancate e alle sospensioni, nell’attesa di ricevere un motore più competitivo di quello attuale vecchio di tre anni.

MasterCard però si rende conto che associare il proprio marchio ad un team così poco competitivo può solo danneggiare l’immagine della propria azienda e decide di ritirare la sponsorizzazione. L’ufficialità arriva il mercoledì del weekend del GP successivo in Brasile. La Lola che già si è indebitata per entrare in Formula 1 non può far altro che abbandonare il campionato.

La bancarotta viene scongiurata grazie all’intervento di Martin Birrane che ne rileva la proprietà.

Pochi mesi dopo i materiali della Lola Mastercard vengono acquistati dall’imprenditore Zoran Stefanović. Tenta vanamente di impiegarli al fine di far esordire la Stefan Grand Prix nella stagione 1998. La FIA però non accoglie la sua richiesta.

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