Gasly sta subendo un’involuzione?

Gasly sta subendo un’involuzione?

13 Luglio 2022 0 Di Nicola Sotgia

Il Transalpino fatica a trovare il giusto ritmo, venendo spesso battuto dal compagno di squadra. Andiamo ad analizzare l’involuzione del nativo di Rouen

Sono lontani i tempi in cui Gasly trionfava a Monza, dopo un GP spettacolare e pieno di emozioni. L’involuzione del pilota Francese è sotto gli occhi di tutti. Da uno come Pierre ci si aspettava decisamente un qualcosa in più. Invece, ad esattamente metà stagione, la situazione denota una chiara difficoltà nell’arpionare un certo tipo di prestazioni.

Il confronto con Tsunoda lo vede in vantaggio, ma questo non giustifica alcunché. Dati alla mano, Gasly ha battuto il compagno per un parziale di 8-3 in qualifica. In gara gli è invece arrivato davanti in 7 occasioni. A primo impatto si potrebbe dire che va tutto bene. Invece no. Già, perché la quantità di arrivi a punti è estremamente esigua. Tra sfortune ed errori, la stagione di Gasly è ampiamente insufficiente.

Va sottolineato un qualcosa di importante. Dal lato vettura, la velocità non manca. Problemi di affidabilità esclusi (il Francese chiede nuovi aggiornamenti), l’AlphaTauri ha il potenziale per giocarsi le sue carte nel gruppo di centro. Spiace dirlo, ma l’involuzione del nativo di Rouen è fattuale. Pierre sembra aver perso la calma e la concretezza delle ultime due annate. Le tre top10 sono estremamente povere per uno come lui. Se Tsunoda ha dalla parte la poca esperienza (solo una stagione in F1 alle spalle), per Gasly non vi è alcun alibi.

Stimoli ridotti alla base della pochezza di risultati?

Giustificare una metà stagione così inconsistente è veramente difficile. L’unico sprazzo di velocità è stato a Baku, con il quinto posto finale. E poi? Pressoché il nulla. Solo Jeddah e Melbourne, con una ottava e nona posizione. É questo il Gasly che conosciamo? Ovviamente no. Dov’è finito il Pierre dello scorso anno? Confrontando la prima parte di stagione del 2021 con questa del 2022, il dato che salta all’occhio è l’involuzione nella solidità dei risultati.

Ecco i numeri della prima metà dello scorso anno. Otto arrivi a punti su undici GP, tra cui un terzo posto a Baku. Come già citato pocanzi, il 2022 lo vede sinora a punti solo in tre appuntamenti. Per uno dal talento come il suo, tutto ciò stona veramente tanto. E allora la domanda sorge spontanea. E se l’involuzione fosse dovuta alla mancanza di stimoli? Come è noto, il Team di Faenza ha esteso il contratto del Transalpino anche per il 2023.

Forse per Gasly non è abbastanza. Probabilmente vuole di più. Per il vincitore di Monza 2020, guidare l’AlphaTauri potrebbe non essere più soddisfacente come un tempo. Ogni stagione che passa, per Gasly significa perdere l’occasione di lottare per le posizioni che contano. Avere una macchina da centro gruppo non ti da la possibilità di fare grandi cose. La causa dell’involuzione potrebbe essere proprio questa. Una mancanza di stimoli.

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Gasly con la divisa Toro Rosso PH: F1World.it

Sappiamo che i top Team sono blindati. Ferrari e Red Bull soprattutto. L’unico spiraglio corrisponde al nome di Mercedes, più precisamente Lewis Hamilton. Come sappiamo, la carta d’identità del Britannico inizia a farsi datata. I suoi 37 anni pesano, e la scelta del sette volte Iridato potrebbe incidere enormemente sul mercato.

A quanto trapela, il 2023 dovrebbe comunque vederlo al via, posticipando l’eventuale ritiro al 2024. Ovviamente sono solo ipotesi, ma tutto ciò andrebbe a gettare nuove luci sul futuro di molti piloti, tra cui Gasly. Che sia l’occasione giusta? Per adesso, il nativo di Rouen deve invertire la rotta e pensare al presente.

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