La F1 deve agire sul pessimo comportamento dei fan

La F1 deve agire sul pessimo comportamento dei fan

13 Luglio 2022 0 Di Davide Citterio

La FIA ha la responsabilità di iniziare una “battaglia” volta ad agire e migliorare il comportamento eccesivo di alcuni fan.

Non basta fare un comunicato contro delle dichiarazioni razziste, schierarsi a parole contro ogni discriminazione e usare hashtag di ogni tipo, se poi non fai nulla a livello concreto. La F1 ha l’obbligo di schierarsi concretamente contro gli abusi di ogni tipo, partendo dal correggere il comportamento dei propri sostenitori. Partendo dallo sradicare l’erba marcia nel giardino.

Quello che è accaduto in Austria, non dovrà ripetersi mai più. Perché le tribune e i prati dei circuiti dovrebbero essere un luogo di ritrovo per i fan della Formula Uno, dovrebbero essere un luogo dove poter stare insieme a delle persone con cui condividi una passione; non un luogo di soprusi e di paura o ansia.

Chiaramente non tutti i tifosi sono così, non facciamo di tutta l’erba un fascio.

Quello che è accaduto in Austria

Tra le valle austriache, domenica scorsa si sono verificati diversi spiacevoli inconvenienti. Diversi partecipanti hanno raccontato diverse storie raccapriccianti: alcuni hanno raccontato di aver avuto paura di assistere alla gara vicino ai tifosi olandesi, altri hanno detto di aver subito violenze e soprusi ( in particolar modo le giovani sostenitrici) e altri ancora hanno dichiarato di essere stati insultati solo perché fan di altri piloti o scuderie. Inoltre, alcuni piloti, come ad esempio Lewis Hamilton, sono stati insultati e hanno ricevuto dei bo dopo uno schianto contro le barriere.

Diverse figure molto rilevanti hanno fatto importanti dichiarazioni su ciò che è accaduto. Partendo da Toto Wolff, che ha rivelato di aver ricevuto insulti pesantissimi e che ha condannato tutti i tifosi comportatisi in questo modo spedendoli “a quel paese” e dicendogli di “non tornare mai più“.

Lewis Hamilton si è detto “disgustato” da alcune dichiarazioni che ha sentito, soprattutto di alcune sue fan vittime di soprusi proprio perché sostenitrici di Lewis.
Max Verstappen ha, invece, criticato l’eccessivo consumo di alcool tra i partecipanti.

La Formula Uno ha deciso di esprimersi sull’argomento con un comunicato – nella foto sottostante. Tuttavia, la FIA deve necessariamente intervenire in modo concreto sull’argomento.

Cosa fare, adesso?

Sicuramente, una sola gara in cui sono accadute queste “violenze” è troppo riduttivo per capire come agire. Tuttavia, se la FIA non intervenisse in merito a ciò che è successo, perderebbe molti soldi.

Perché delle persone dovrebbero – nella maggior parte dei casi – spendere un intero stipendio per assistere ad un weekend di gara, se poi rischierebbero di essere vittime di commenti, battutacce o peggio, e non godersi l’esperienza?

La FIA deve, quindi, necessariamente intervenire, perché questo scempio porterà via molti soldi alle casse della F1 e potrebbe allontanare anche molti nuovi fan.

Se l’obiettivo è cercare di espandersi sempre di più e trovare nuovi sostenitori, allora bisogna creare un ambiente sano e di puro divertimento. Devono essere prese delle misure che delineano i confini di ciò che è possibile e ciò che non è possibile fare. Se per casi come, ad esempio, quello di Nelson Piquet sono state prese delle misure rigidissime, altrettanto dovrebbe essere fatto dopo i fatti dello scorso Gran Premio. La F1 e la FIA, in primis, devono dare il buon esempio e devono lottare per un mondo dove non c’é spazio per quelle bestie.

Questa “tolleranza” è già un approccio sbagliato. Perché queste “bestie”, se anche solo usi un briciolo di tolleranza, se ne fregano degli avvertimenti. Per citare un fatto successo lo scorso weekend, i tifosi hanno continuato ad usare dei fumogeni nonostante fossero stati avvisati che non si poteva. Durante i primi giri, nei punti dove era situata la cosiddetta “marea arancione”, la visibilità era veramente scarsa.

Attenzione, in questo articolo non si critica la formazione o l’appartenenza ad una tifoseria piuttosto che un’altra.

David Coulthard, ex pilota di F1 e vicecampione del mondo nel 2001, ha suggerito che una sorta di “patto” o “tregua” tra Verstappen e Hamilton potrebbe far cessare tutto questo. I due, in pista, resteranno due avversari che combatteranno duramente, ma davanti alle telecamere saranno “più amici”.

Considerazioni finali

Quello che i tifosi desiderano a gran voce non richiede nulla rispetto a quello che loro, e noi, diamo alla F1. Perché assistere dal vivo ad un Gran Premio, parlare con un altro ammiratore lì vicino ed essere felici dovrebbero essere diritti di ogni persona vivente.

D’altronde, come è sempre stato nella sua lunga storia, la Formula Uno può e deve garantire degli standard e dei limiti di comportamento ai propri ammiratori. Perché ci vuole un attimo per passare da un’insieme di persone civili ad una mandria di bifolchi.

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