La brutta batosta patita da Charles Leclerc in Francia ha portato in molti a pensare che il mondiale parli già olandese. Ma è davvero così?
Il giro 18 del GP di Francia potrebbe rappresentare il vero spartiacque di questa stagione 2022. Il brutto botto di Charles Leclerc rischia di mandare in frantumi il sogno mondiale del monegasco e dei tifosi ferraristi. Lo zero patito dal campioncino della Rossa lo ha portato ad essere dietro di ben 63 lunghezze nei confronti di un solido e costante Max Verstappen, che vede la strada per il secondo titolo sempre più in discesa.
L’urlo, quasi straziante, di Leclerc dopo il botto è il simbolo di una stagione che nonostante la bontà della F1-75, non sta andando come preventivato. I punti persi per strada sono tanti, e il rischio (ora più concreto che mai) è quello di arrivare a dicembre avendo raccolto molto meno di ciò che si è seminato a Maranello.
“Partita finisce quando arbitro fischia” diceva però il grande Vujadin Boškov, storico allenatore della Sampdoria. E quindi, anche il mondiale finirà solamente quando la matematica non lascerà più via di scampo. I numeri dicono che il sogno mondiale per Charles e per la Ferrari è ancora vivo, ma è veramente così? Vediamolo insieme.
Controsorpasso F1-75

Dopo alcuni GP nei quali Red Bull, con la sua RB18, sembrava essere uno step avanti (se non in qualifica almeno in gara) rispetto alla F1-75, l’ultimo mese ha visto la Rossa riportarsi sotto al team di Milton Keynes introducendo meno aggiornamenti ma più azzeccati. Red Bull ha portato piccole novità ad ogni weekend (o quasi) di gara, ma non tutte hanno funzionato. Gli aggiornamenti sul fondo e sulla riduzione del peso non hanno sortito l’effetto desiderato, tant’è che la RB18 ha pure ripreso qualche chilogrammo, sull’ordine della decina.
A Maranello, invece, si è scelto di tenere una linea più cauta, introducendo gli aggiornamenti solo dopo riscontri positivi dalla fabbrica e dai dati delle prove libere. Questo ha permesso di affinare la già ottima F1-75, mantenendo le qualità originali del progetto e appianandone i difetti. L’aggiornamento più importante pare essere stata la nuova ala posteriore. La monoposto di Ferrari, infatti, pur essendo la migliore nel generare carico aerodinamico, pagava rispetto a Red Bull in velocità di punta sul dritto.
La nuova ala è stata introdotta in Canada e ha da subito permesso a Leclerc e a Sainz di recuperare il gap sul dritto rispetto ai loro avversari del team austriaco. Ora la velocità massima in rettilineo è maggiore, così come è maggiore l’efficienza e la potenza del DRS. Benefici che si vedono soprattutto in gara e che hanno permesso al team di Binotto di risolvere forse il peggior difetto della vettura, ovvero quello del tanto drag sul dritto, che aveva costretto in più occasioni a scegliere un assetto più scarico perdendo downforce.

L’altra area su cui si è lavorato duramente è quella della risoluzione del problema del porpoising. Già in Spagna Ferrari aveva portato un grosso pacchetto di aggiornamenti riguardanti le appendici aerodinamiche che avevano in parte diminuito il saltellamento. In particolare, si era lavorato tanto sulla zona del fondo per ridurre questo spiacevole fenomeno e, contemporaneamente, guadagnare del carico aerodinamico. In Gran Bretagna si è poi introdotto un nuovo cofano motore più stretto e nuovi specchietti, mentre in Francia è arrivato un nuovo aggiornamento sul fondo.
Quest’ultimo ha visto l’introduzione di una nuova imboccatura del canale venturi. L’obiettivo era quello di guadagnare del carico da poter togliere dalle ali e generare meno drag aumentando anche l’affidabilità della vettura (meno drag significa anche dover spremere di meno la Power Unit). Un altro aggiornamento che sembra essere stato azzeccato, visto i primi riscontri. Si parla di un guadagno di 2 decimi al giro al Paul Ricard, un’auto più bassa e con meno drag, e della possibilità di poter girare più “safe” con la Power Unit.
A Maranello quindi hanno lavorato di fino e hanno lavorato bene per dare a Leclerc e a Sainz la miglior macchina possibile. Il lavoro svolto ha permesso di rimettere un piede davanti a Red Bull, che ora pare leggermente più indietro rispetto a Ferrari in termini di prestazioni.
Team, Max Verstappen e questione penalità
Nonostante l’ottima monoposto, tanti punti sono andati persi per via di decisioni sbagliate da parte del muretto. Binotto & Co hanno spesso sbagliato la strategia (come a Monaco) e sono risultati molte volte troppo lenti nel risolvere situazioni critiche (come quella di Silverstone). Errori che spesso fanno perdere dei mondiali, e che nella sola prima parte di campionato sono costati a Leclerc quasi la metà di punti che ha di svantaggio. La macchina c’è ma il team deve crescere e deve farlo in fretta perché per vincere il mondiale è d’obbligo non sbagliare più nulla da qui in avanti. In questo senso la pausa estiva dopo l’Ungheria potrebbe rappresentare l’occasione giusta per resettare tutto e ripartire da zero.

Un altro ostacolo sul cammino di Leclerc è Max Verstappen. L’olandese ora, assieme al talento, ha una costanza impressionante, e questo gli permette di capitalizzare sempre quando gli altri hanno una giornata storta. Super Max, più in gara che in qualifica, è una vera macchina e non sbaglia nulla. L’esperienza acquisita nel corso della passata stagione lo ha reso un pilota più maturo e più alla “Lewis Hamilton”, ovvero capace di essere un martello e sempre costante senza errori. Una qualità che paga, soprattutto quando c’è un mondiale in ballo. Per questo sarà tosta batterlo, anche se Leclerc ha già dimostrato di avere le capacità e il talento per farlo, quando team e monoposto non tradiscono.
Altra variabile da considerare da qui è l’affidabilità e la questione penalità. Leclerc ha già scontato posizioni in griglia in Canada montando sia la 3a che la 4a unità termica del propulsore. Un giochetto che sta permettendo a Ferrari di correre con Power Unit relativamente fresche e di gestire meglio l’usura delle componenti. È probabile però che arrivi la necessità, verso la fine della stagione, di montare il 5° motore, scontando penalità che potrebbero rivelarsi pesantissime dal punto di vista della rincorsa al titolo. Dopo i problemi di affidabilità avuti in Spagna e a Baku, costati ben 50 punti, Ferrari sembra aver trovato la quadra del problema. Come dimostrato da Sainz in Austria, però, le rotture sono sempre dietro l’angolo, e sarà importantissimo evitare ulteriori problemi da questo punto di vista.
Cosa dicono i numeri
Leclerc, a 10 gare dalla fine, è ora a 63 punti da Max Verstappen. Significa che dovrebbe recuperare all’olandese, da qui ad Abu Dhabi, 6,3 punti ad ogni gara. Il gap di punti tra primo classificato e secondo classificato è di 7 punti, ma vincerle tutte potrebbe non bastare se Max dovesse fare incetta di giri veloci. Con un Verstappen sempre secondo, Charles dovrebbe quindi vincerle tutte da qui alla fine e sperare che Max non vada oltre i 6 giri veloci conquistati. Un impresa difficilissima ma non impossibile che il monegasco è chiamato a fare se vuole portarsi a casa questo mondiale. Tutto però può ancora succedere. Sicuramente Verstappen sarà chiamato a scontare qualche penalità e non è detto che riesca a terminare tutte le gare ancora in programma.
In sintesi
Il mondiale è ancora tutto da scrivere e da qui fino a quando la matematica non sancirà il vincitore è giusto (e doveroso) crederci ancora. La monoposto lo permette, serve solo vincere e lasciarsi alle spalle errori che sono costati troppo caro sin qui. Sperando poi che la dea bendata metta qualche bastone tra le ruote anche a Verstappen. Sarà difficile ma il mondiale non è ancora chiuso e Leclerc ha ancora delle possibilità. Siano essere abbastanza remote non importa. Bisogna crederci fino alla fine.
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