La caratteristica principale in ottica 2026 sarà quella di evitare gli eccessi. In Ferrari si punta all’efficienza di poche PU.
L’ultima evoluzione del sistema ibrido del motore 066/7 è quello congelato dalla Ferrari fino al 2025. Dal 1 settembre scorso infatti le scuderie hanno visto congelare i loro motori. La FIA ha progettato questo piano “freezing” fino al 2025, per diminuire le spese sulle Power Unit. Esse infatti non potranno essere modificate o aggiornate in alcun modo. Si potrà intervenire solo per problemi di affidabilità.
Il budget cup il prossimo dal prossimo anno fino al 2025 sarà di 95 milioni di dollari. Dal 2026 con l’introduzione delle nuove Power Unit il massimo sarà di 130 milioni di dollari.

In questi 3 anni la performance delle monoposto sarà maggiormente dipendente dall’aerodinamica e dal telaio. Non sarà più utilizzabile la Power Unit come metodo strategico, nel corso della stagione. Se non attraverso lavori sull’affidabilità dei motori. Ci sarà anche una riduzione dimensionale delle masse radianti, utile per diminuire il peso delle monoposto.
In Ferrari è iniziata la progettazione delle Power Unit 2026 che richiederanno delle caratteristiche specifiche. L’elettrico dovrà garantire un recupero del 50% della potenza concedendo meno libertà ai team. Fondamentale cercare di evitare gli eccessi. Primo punto preso in causa dal team di Maranello.
Importante per Ferrari e per gli altri motoristi fare attenzione all’arrivo di Audi e non solo. Non si punterà più alla produzione di tante Power Unit, ma l’efficenza di queste sarà la chiave.

L’adattamento della F1 alle esigenze ambientali.
Questi anni rappresenteranno il maggior momento di evoluzione nella Formula 1 attuale. I nuovi motori del 2026 richiederanno l’e-fuel che avrebbe come fine ultima l’allungamento della vita di questi motori. Il tutto attraverso un finanziamento al 50% dalla Commissione Europea.
La situazione ambientale spinge il grande mondo della Formula 1 ad attuare modifiche maggiormente sostenibili. La conversione a combustibili a impatto zero è lo scopo finale appoggiato anche da Aramco.


