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La Ferrari va a Singapore per ritrovarsi.

Il circus riparte da Singapore, dopo due stagioni passate in una sorta di inferno dantesco, la Ferrari torna dove tre anni fa aveva trionfato con una doppietta. 

Più precisamente fu l’ultima vittoria di Seb Vettel, che nel 2019 vinse davanti a Leclerc, su di una Ferrari che, dopo Spa e Monza, sembrava aver trovato la strada del successo. Fu un’illusione, alla power unit rossa vennero tarpate le ali, e quello che ne seguì, è storia nota.

Il salto temporale, ci riporta oggi, come all’epoca, nella situazione di una Ferrari che deve cercare o ritrovare competitività in vista della prossima stagione, per sottolineare quanto di buono fatto fino ad ora, ma anche per dimostrare di saper correggere i propri errori. 

Il circus riparte da Singapore, dopo due stagioni passate in una sorta di inferno dantesco, la Ferrari torna dove tre anni fa aveva trionfato con una doppietta.

La Ferrari del 2022 ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, ma non ha fatto lo stesso nel prosieguo del calendario, inciampando su errori di piloti, muretto e problemi di affidabilità, fino a sembrare, a partire dell’Ungheria fino alla gara di Monza, persa nella ricerca di una prestazione improvvisamente sparita.

Quindi Singapore, un circuito dove i sorpassi sono sempre stati difficili, che sembrerebbe andare incontro alle caratteristiche della F1-75, proprio come Montecarlo, e proprio per questo, al netto di una Red Bull ancor più sorprendente del solito, la Ferrari non dovrà commettere errori.

Nel 2019, dopo il weekend di Singapore, la FIA avviò un’indagine che, nonostante nessuna sentenza di colpevolezza, portò ad un patto segreto tra Federazione e Ferrari, con il risultato di una vettura targata Maranello privata del proprio cuore. Quest’anno, la direttiva FIA è arrivata con qualche gran premio di anticipo, e dopo qualche difficoltà, a Singapore, Binotto avrà la possibilità definitiva di dimostrare in pista che i nuovi problemi di gestione delle gomme non sono dovuti al cambio di regolamento. 

Il circus riparte da Singapore, dopo due stagioni passate in una sorta di inferno dantesco, la Ferrari torna dove tre anni fa aveva trionfato con una doppietta.

Il team di Maranello dovrebbe portare aggiornamenti alla propria vettura (la parte maggiormente interessata sarebbe il fondo), e dopo che gli uomini della Ferrari hanno avuto più tempo rispetto al solito per poter riorganizzazione i dati raccolti nella tripletta di fine estate, sarà interessante vedere se le novità funzioneranno. Se così fosse, verrebbe confermato il trend positivo, che ha mostrato da inizio stagione una Scuderia che dalla propria ha la ritrovata correlazione tra i dati delle simulazioni e quelli raccolti in pista.

Una vittoria o una grande prestazione aiuterebbero tutto questo, oltre che a rinvigorire gli animi di piloti e di tutti coloro che lavorano alla Gestione Sportiva del Cavallino. 

Singapore è stata per la Ferrari teatro di vittorie, drammi sportivi e come nel 2019 di false speranze, vedremo cosa saprà riservarci in questo 2022, con un occhio sconsolato ormai già rivolto alla prossima stagione.

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