I voli di Mark Webber

I voli di Mark Webber

17 Dicembre 2022 0 Di Federico Mantovani

Durante la sua carriera automobilistica, Mark Webber è stato vittima di paurosi incidenti, nei quali il suo veicolo ha spiccato il volo

Le Mans 1999

La partecipazione alla 24 ore di Le Mans del 1999 non è sicuramente un bel ricordo per Webber.

L’australiano, a bordo della Mercede-Benz CLR, già al giovedì notte, durante le prove di qualificazione, riscontrò problemi sulla sua vettura. Infatti, la CLR aveva cominciato a volare, proprio con l’australiano a bordo: l’esatto opposto di ciò che dovrebbe fare un’auto da corsa.

Per ovviare al problema, i meccanici della Mercedes apportarono modifiche alla vettura per mantenerla il più possibile incollata a terra.

Tuttavia, durante il warm-up, a causa anche della scia delle auto davanti, la vettura si risollevò nuovamente da terra riatterrando in modo molto violento. Lo stesso destino lo subì poche ore dopo il suo compagno di squadra Peter Dumbreck, che però terminò il suo volo nel bosco.

Webber ha raccontato questo episodio nella sua autobiografia ‘Aussie Grit: my Formula One Journey’.

“Fuori dal box mi misi in scia a Bernd Schneider, e nella coda era presente anche Brundle con la Toyota. Entrammo in pista cercando di farci strada in mezzo alle GT2. Era da giovedì che non salivo sull’auto. Tutti insieme, in velocità, arrivammo a Mulsanne mentre scaldavamo l’auto nel suo complesso.”

“Nell’approccio al dosso di Mulsanne, ero attorno ai 290 chilometri orari, e davanti a me c’era Beretta sulla Viper Oreca. Anche nel warm-up non si rallenta in quel punto. In cima al dosso la mia auto si alzò e prese il volo. Non potevo credere ai miei occhi, semplicemente non pensavo che sarebbe successo di nuovo dopo giovedì.”

“Questo incidente fu più violento. Atterrai sul tracciato a ruote all’aria, colpendo anche la barriera diverse volte. Quando si va a 200 all’ora strisciando con il tetto è tutto rumoroso e devastante, e cominci a preoccuparti per dove l’auto andrà a finire.”

“Ero così in panico che tolsi le cinture e mi ritrovai aggrappato dentro l’auto: sono stato fortunato in questo caso perché non ci furono più urti. Probabilmente è stata la cosa più stupida che abbia mai fatto durante una corsa. Una volta sceso dall’auto mi dissi che non sarei mai più salito su una sports car”.

Il pauroso incidente di Mark Webber alla 24 ore di Le Mans del 1999

Europa 2010

Il Gran Premio d’Europa 2010, svoltosi sul circuito cittadino di Valencia, è ricordato negativamente dall’australiano.

Nonostante una buona qualifica, che lo porta a partire dalla seconda posizione, Webber combina un pasticcio nei primi giri di gara, tanto che si ritrova addirittura in nona posizione.

A questo punto, la Red Bull lo richiama ai box per un pit-stop molto anticipato, e Mark si ritrova perciò nelle ultime posizioni.

Al giro nove succede però l’incredibile: nel tentativo di superare Heikki Kovalainen, ha un’indecisione e la sua vettura colpisce quella del finlandese decollando e compiendo addirittura un giro completo in aria, fino a tornare a terra, per poi terminare contro le barriere.

Ancora una volta, fortunatamente, l’australiano esce illeso dalla sua macchina, ormai distrutta.

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