La terza parte del racconto sull’indimenticabile mondiale di F1 del 1997. Le cronache di cinque delle ultime sei gare di quell’anno.
Siamo giunti alla terza parte del nostro racconto sul mondiale del 1997. Dopo essere arrivati fino al GP d’Ungheria nella scorsa parte (di cui vi lascio qui il link), ripartiamo a narrare dal GP del Belgio, arrivando fino al GP del Giappone. L’ultima gara, tenutasi a Jerez, avrà poi una parte a sé dedicata: l’ultima.
Il duello continua: Il GP del Belgio
Ci troviamo in Belgio, più precisamente sul tracciato di Spa-Francorchamps. Michael Schumacher si trova in testa alla classifica del mondiale, ma il rivale Jacques Villeneuve è dietro per soli tre punti. Il livello è altissimo. Nessuno può sbagliare.
Quello che al sabato appare più in palla è Villeneuve; infatti, il canadese riesce a conquistare la pole position, qualificandosi davanti a: Jean Alesi, Michael Schumacher, Giancarlo Fisichella e Mika Häkkinen.
Colpo di scena: venti minuti prima della partenza la pioggia comincia a scendere in grande quantità. In breve, sul circuito si scatena un vero e proprio diluvio. Controllare la vettura è difficilissimo, come dimostrato da Ralf Schumacher che perde il controllo della sua monoposto durante il giro di formazione.
I primi quattro giri avvengono sotto Safety Car, poi l’intensità della pioggia diminuisce e la battaglia può ufficialmente cominciare. Schumacher è agguerritissimo: passa Alesi in curva 1 e Villeneuve in curva 10, portandosi in testa. Il tedesco comincia, poi, a guidare il più velocemente possibile, facendo in poco tempo il vuoto dietro di lui. Dopo poco, anche Giancarlo Fisichella riesce a sopravanzare Alesi e Villeneuve, risalendo, così, in seconda posizione, alle spalle dell’inarrivabile pilota tedesco della Ferrari.
Piano piano la pista si asciuga, ed iniziano – a questo punto – le prime soste, che si concludono nel 25esimo giro. Al termine di tutti i pit-stops, le prime cinque posizioni sono, nell’ordine: Schumacher, Fisichella, Häkkinen, Alesi e Herbert; Villeneuve è solo sesto. Il canadese viene ulteriormente rallentato da una sosta aggiuntiva, necessaria a causa della rottura del distanziale. Ma Jacques riesce a sorpassare solo Berger, che l’aveva precedentemente superato mentre si trovava ai box, e Alesi, concludendo la gara in P6.
Il podio è composto da: Michael Schumacher, Giancarlo Fisichella e Mika Häkkinen, ma… Incredibile! Häkkinen viene squalificato dopo la gara, a causa di un uso improprio del carburante, permettendo a Frentzen di salire in terza posizione e a Villenuve di scalare in quinta. Inoltre, Berger entra in zona punti.

Un colpo di scena: Il GP d’Italia
Siamo finalmente a Monza, a casa nostra, per correre il Gran Premio d’Italia 1997. I favoriti sono, indubbiamente, i beniamini di casa: Michael Schumacher e la Ferrari, reduci dalla gloriosa vittoria in Belgio.
Però, come in terra fiamminga, avviene un colpo di scena incredibile, che fa restare tutti a bocca aperta: Schumacher si qualifica solamente nono, mentre Villeneuve non va oltre la quarta piazza. A prendersi la pole position ci pensa Jean Alesi, seguito da Frentzen e Fisichella.
La domenica, Alesi parte bene, riuscendo a tenersi dietro Frentzen; mentre Coulthard parte divinamente e riesce a sopravanzare fino alla terza posizione. Dopo il primo giro, la top 5 della gara, che rimarrà tale fino al ventisettesimo giro, è la seguente: Alesi, Frentzen, Coulthard, Fisichella, Villeneuve.
Per l’appunto, durante il ventisettesimo giro rientra Frentzen, permettendo a Coulthard di passare in seconda posizione. Il giro dopo, i due piloti di testa rientrano contemporaneamente; grazie a un pit-stop più rapido, il pilota scozzese passa Alesi, portandosi al comando.
L’ultimo avvenimento degno di nota è la foratura Häkkinen, che si vede costretto a rientrare ai box, per poi uscire in quattordicesima posizione, rimontando fino alla nona.
La top cinque finale è la seguente: Coulthard, Alesi, Frentzen, Fisichella, Villeneuve. E Michael? Sesto, appena dietro al rivale di campionato. I due, ora, sono separati da dieci punti.

Si riaprono i giochi: Il GP d’Austria
Sul circuito di Zeltweg, ora Red Bull Ring, va in scena il Gran Premio d’Austria 1997. Durante le qualifiche del sabato, Villeneuve conquista la sua ottava pole stagionale, mettendosi dietro Häkkinen e, sorprendentemente, Jarno Trulli. Male, invece, la Ferrari, che appare in difficoltà: Irvine si qualifica ottavo, mentre Schumacher non va oltre la P9.
L’indomani parte benissimo Häkkinen, che conquista le testa della corsa. Villeneuve scatta male, e viene superato anche da Jarno Trulli, che – grazie alla rottura del motore del pilota finlandese – riesce a portarsi in testa alla corsa già nel primo giro. Dopo la prima tornata, a Trulli seguono: Barrichello, Villeneuve, Magnussen, Frentzen, Schumacher e Coulthard.
Al 24esimo giro, Villeneuve riesce a passare Barrichello, mettendosi, quindi, a caccia del pilota italiano in testa alla corsa. Durante il 38esimo giro, Eddie Irvine prova a sorpassare Jean Alesi; tuttavia, il francese allarga troppo la traiettoria e i due entrano inevitabilmente in contatto. La direzione di gara opta per mettere la bandiera gialla in quel tratto di pista, ma Schumacher non la nota e decide di sorpassare Frentzen. La direzione punisce, così, il Kaiser con uno stop and go.
Al 40esimo giro, dopo il pit-stop, Villeneuve prende il comando della gara, passando Jarno Trulli. Il giro dopo si fermando anche Fisichella (terzo) e Schumacher (quarto). Il tedesco rientra, poi, in nona posizione a causa della penalità commissionatagli. Diciassette giri dopo, i sogni di Trulli vanno in fumo quando il motore della sua Prost scoppia.
Durante il 66esimo giro, Barrichello, nel tentativo di resistere all’attacco di Schumacher, esce fuoripista e viene passato dal tedesco, che conquisterà la sesta posizione e un disperato punto all’ultimo giro, sorpassando Damon Hill.
La top 5 è la seguente: Villeneuve, Coulthard, Frentzen, Fisichella e Ralf Schumacher.

Ancora in difficoltà: Il GP di Lussemburgo
Nel GP di Lussemburgo 1997, Olivier Panis torna, finalmente, al volante della sua Prost dopo il bruttissimo incidente del GP del Canada di quello stesso anno. In ogni caso, la scena viene rubata subito da Mika Häkkinen che conquista la sua prima pole position della carriera proprio in Lussemburgo. Al finlandese seguono: Villeneuve, Frentzen, Fisichella, Schumacher e Coulthard.
Il giorno dopo partono bene i due piloti della McLaren, mentre in curva uno i due fratelli Schumacher e Fisichella combinano un disastro; arrivano tutti e tre in curva uno insieme, ma nessuno vuole mollare. Il tutto si conclude con Fisichella che si scontra con Ralf Schumacher, che vola, poi, sulla vettura del fratello. Tutti e tre i piloti, ai quali si aggiungono le due Minardi, si ritirano.
Häkkinen, nel mentre, continua a condurre davanti a: Coulthard, Villeneuve, Barrichello, Alesi e Magnussen. Anche dopo i pit-stop la situazione resta invariata.
La gara di decide inaspettatamente tra il giro numero 42 e numero 43, quando prima Coulthard e poi Häkkinen si ritrovano col motore fumante. Poco dopo, anche Barrichello è costretto al ritiro a causa della rottura del cambio. Ecco che Villeneuve si trova primo senza nessuna preoccupazione e con trentasette secondi di margine sul secondo pilota, cioè Alesi.
La gara verrà vinta proprio da Villeneuve, davanti ad Alesi, Frentzen, Berger, Diniz e Panis, con quest’ultimo che chiude a punti nel weekend del ritorno dopo il brutto infortunio.
Ora Jacques è davanti di ben nove punti su Schumacher. Anche in classifica costruttori la faccenda è altrettanto disastrosa: la Williams è in fuga a ventisei punti dalla Ferrari, reduce tra tre bruttissime gare.

Non è ancora finita: Il GP del Giappone
Sullo storico tracciato di Suzuka va in scena il Gran Premio del Giappone 1997, che riapre tutti i giochi in merito al campionato piloti.
La Ferrari appare subito molto in palla, pronta a reagire e riaprire i conti. Ma, per soli sessantadue millesimi, Jaques Villeneuve riesce a strappare la pole position a Michael Schumacher. Irvine, invece, è terzo, seguito da Häkkinen, Berger e Frentzen.
La gara incomincia male per Michael: Jacques parte bene e il tedesco è costretto ad accodarsi. Alla fine del primo giro la classifica recita: Villeneuve, Schumacher, Häkkinen, Irvine, Frentzen e Berger. Tra il secondo e il terzo giro, Irvine si rende protagonista di due prodezze: supera all’esterno della “esse” sia Häkkinen sia Schumacher, e, alla chicane del triangolo, riesce a sorpassare all’esterno anche Villeneuve.
Il pilota britannico, ora al comando, si ferma durante il 16esimo giro, e rientra in quarta posizione alle spalle di: Villeneuve, Schumacher e Frentzen. Ma una volta conclusosi il primo giro di pit-stops, Irvine torna a comandare la corsa, seguito a ruota dal compagno di squadra – che era riuscito a sorpassare il rivale in curva uno grazie a un undercut -, da Villeneuve, Frentzen, Häkkinen e Alesi.
Irvine comincia ad accusare l’eccesivo ritmo, e la coppia di inseguitori lo raggiunge. Mentre il Kaiser riesce a passarlo, il pilota canadese della Williams non è altrettanto fortunato, e, pertanto, decide di fermarsi e anticipare la sosta. Tuttavia, il bocchettone si blocca e il pilota riesce a rientrare in pista solamente in P7.
La top 6 finale recita i seguenti nomi: Schumacher, Frentzen, Irvine, Häkkinen, Villeneuve e Alesi. Ciononostante, Villeneuve viene squalificato la settimana successiva alla gara, poiché, durante le prove libere, il canadese non aveva rallentato sotto il regime di bandiera gialla.
Tra il tedesco e il canadese c’è solamente un punto. Il titolo si deciderà, quindi, a Jerez, all’ultima gara. Per quanto riguarda la classifica costruttori, la Williams è riuscita a trionfare. I tre GP di Austria, Italia e Lussemburgo sono stati fatali per il team di Maranello.


