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Il ruolo degli equipaggi di ricognizione durante un evento del WRC

Avete mai sentito parlare degli equipaggi di ricognizione? Se sì, siete veri appassionati, se no, ecco chi sono!

Come in tutti gli sport motoristici, dietro alle giornate di gara c’è un enorme backstage fatto di meccanici, ingegneri e così via. Questo vale chiaramente anche per i rally, che non si fermano alle prove speciali o ai trasferimenti.

Affinché un equipaggio possa avere tutte le informazioni necessarie per affrontare al meglio le prove speciali, c’è bisogno di costanti aggiornamenti sul percorso e sulle sue condizioni, sia climatiche che di asfalto. E questo non è compito di meteorologi o ingegneri, ma degli equipaggi di ricognizione.

Che cosa fanno nello specifico? Scopriamolo!

Gli esploratori del rally

Gli equipaggi di ricognizione sono estremamente importanti soprattutto quando si tratta di rally su asfalto, dove il manto stradale può assumere diverse caratteristiche a seconda degli eventi atmosferici. E, chiaramente, dove spiccano questi equipaggi è il Rally di Monte-Carlo, da sempre una vera sfida da questo punto di vista.

Per prima cosa, gli equipaggi di ricognizione non sono equipaggi che gareggiano. Possono essere piloti del team che durante quel weekend non corrono così come equipaggi esterni (di solito ex piloti) ingaggiati soltanto per questo speciale ruolo di “esploratori”.

Il compito di questi equipaggi, infatti, è quello di percorrere le prove speciali prima del passaggio dei piloti per riportare al team le ultime informazioni sulle condizioni dell’asfalto, la presenza di pioggia o acqua in alcuni punti, la presenza di ghiaccio o neve e così via. Una sorta di bollettino della prova speciale che serve soprattutto ai piloti in gara per integrare le informazioni nelle note dei navigatori e scegliere con cura i giusti pneumatici da montare.

E per fare questo, la sveglia a volte suona veramente presto, come spiegano Leo Urlich e Cameron Fair, ricognitori di Sean Johnston e Alex Kihurani del WRC-2, a Dirtfish.com. “Il venerdì del Monte-Carlo, quest’anno, ci siamo svegliati penso attorno alle 3:20 di mattina, forse 3:15. Poi abbiamo guidato fino alle speciali, abbiamo ricevuto un foglio da compilare con le informazioni meteo e poi abbiamo affrontato le speciali” ha detto Fair.

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Tattiche e trucchetti

Volevamo affrontare i primi passaggi abbastanza presto, prima che Sean e Alex uscissero dal Parco Assistenza. Ma a volte è meglio cercare di affrontare le speciali il più tardi possibile, così da poter vedere le ultimissime condizioni prima del via” prosegue Fair indicando che ci sono due strategie da scegliere.

Le condizioni a volte cambiano anche mentre passano i ricognitori, in più a volte guidiamo che è ancora buio, quindi più tardi è meglio è. Qualche volta però la cosa migliore è cercare di fare presto così i piloti possono avere delle informazioni prima di lasciare il Parco Assistenza, montando quindi gli pneumatici giusti”.

Poi, sempre secondo Fair, c’è un altro piccolo trucchetto. “Si tratta anche di farsi degli amici, così da poterli magari seguire”.

Le informazioni importanti

Sempre continuando con l’esempio del Rally di Monte-Carlo, dove il compito dei ricognitori è di vitale importanza, vediamo le informazioni che essi raccolgono. Ce le racconta il navigatore di Sean Johnston, Alex Kihurani. “Se ad esempio abbiamo un Monte-Carlo con neve, noi non sappiamo i punti in particolare dove c’è neve, ghiaccio, terra o quant’altro. Quindi ci affidiamo a Leo e a Cameron, che ci danno queste informazioni. E poi, come seconda cosa, chiediamo loro di controllare i tagli delle curve. A volte segnamo dei tagli dove vogliamo venga fatto un check visivo e delle foto per capire se possono essere usati, e come. Terza cosa, chiediamo di riferirci quello che abbiamo sbagliato nella compilazione delle note”.

I nostri ricognitori ci forniscono veramente un sacco di informazioni, Leo è sempre molto preciso, scrive tutti i dettagli. A volte devo togliere qualcosa perché sono veramente tante informazioni” prosegue Kihurani.

Infine, i complimenti del pilota, Johnston, per il lavoro che i ricognitori svolgono. “Sono veramente grato a loro per quello che fanno e per l’incredibile entusiasmo che hanno per fare il loro lavoro al meglio”.

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