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Qual è il motivo delle difficoltà della McLaren in Bahrain?

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Il direttore tecnico James Key ha svelato il perché di tanta fatica in questo inizio di stagione, dove non hanno ottenuto alcun punto.

Mancanza di performance, sia in qualifica che in gara, e mancanza di affidabilità: questo il primo difficile weekend del Bahrain per la McLaren. Piastri è stato costretto al ritiro per un problema elettrico dopo pochi giri nella sua gara di debutto; invece Norris ha concluso ultimo e due volte doppiato, con ben 6 pit-stop in cui veniva immessa dell’aria nella monoposto.

Un debutto da mani nei capelli per la MCL60, ma le aspettative non erano buone fin dai test pre-stagionali, quando erano già evidenti numerose difficoltà. Un aggiornamento importante arriverà a Baku, quando il team di Woking spera di colmare il gap con le altre squadre di centro gruppo.

Il direttore tecnico della McLaren James Key ha spiegato come si tratti principalmente di un problema dovuto al piccolo cambio regolamentare del 2023. Al fine di ridurre il porpoising l’altezza minima da terra delle auto è ora infatti più grande di 15 millimetri rispetto al 2022. Questo li ha messi in crisi, costringendoli perfino a cambiare il concetto del fondo.

“Dove questo è accaduto in realtà è quando abbiamo alzato il fondo dei 15 mm.”, ha detto, come riportato da Autosport. “Eravamo tutti d’accordo di farlo come protezione al porpoising, che era molto ragionevole dato che al momento dello scorso anno era una questione piuttosto importante. Ha cominciato a migliorare per tutti come le cose sono migliorate durante l’anno.”

“Sembra molto poco, ma questi fondi sono enormi e incredibilmente sensibili. Guardate quanto carico aerodinamico genera, enorme. Quando l’abbiamo fatto con la nostra auto, ci ha dato una perdita molto più grande del previsto. Sembra che abbia colpito diversi team in modi diversi. E in una certa misura, sembra essere legato alla geometria del bordo del fondo.

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Il problema della McLaren, secondo Key, è stato quello di avere un design aerodinamico del fondo atipico e diverso rispetto alla maggior parte degli altri.

“Se si guarda l’anno scorso, c’erano due filosofie che iniziavano a svilupparsi. Uno era la nostra, e un’altra in cui c’erano la maggior parte dei team. E quando abbiamo fatto quel passo [dei 15mm], è stato davvero un grande colpo per noi.“, ha aggiunto.

“E poi cercando di recuperare con quello che sapevamo al momento, ed era circa settembre, stavamo pensando che questo non avrebbe funzionato e abbiamo effettivamente avuto modo di cambiare direzione interamente con queste geometrie.

Poco tempo per McLaren per essere pronti in Bahrain

A questo punto ci si chiede perché il team inglese non abbia portato queste novità fin dal primo appuntamento stagionale di domenica scorsa. La risposta sta nella mancanza di tempo di realizzare un cambiamento così radicale. Infatti a fine aprile ci sarà questo pacchetto di sviluppi per il quarto GP stagionale in Azerbaijan.

“È un grande cambiamento, perché sono progetti molto grandi e molto complessi. Quindi penso che per i tempi del regolamento abbiamo dovuto cambiare direzione abbastanza tardi.

Ciò ha portato ad un approccio completamente rinnovato in quella zona della vettura. Ci vuole un po’ per sviluppare queste cose. Abbiamo provato ad utilizzarlo per la prima gara, ma non era abbastanza maturo.

Portarlo in Bahrain sarebbe stato un rischio eccessivo per Key. “Sarebbe andata un po’ meglio. Ma con questi fondi, devi mantenere la stabilità, una buona correlazione e tutto il resto per garantire che funzioni, ed era un po’ rischioso per la prima gara.”

“Il tasso di sviluppo è molto più alto di quello che avevamo. Se la regola fosse stata fatta prima o se avessimo calcolato il fatto che in realtà era necessario fare una cosa diversa quattro settimane prima, non ne staremmo parlando adesso.

Nonostante le difficoltà, la McLaren non demorde e spera di tornare più forte una volta portate le novità. “Quindi è un po’ un peccato, ma siamo dove siamo, e cerchiamo di recuperare da questo.“, ha concluso.

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