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Ferrari, ancora lavori in corso

Dopo il pessimo inizio di stagione e l’uscita di Sanchez da Ferrari, intorno alla GeS e a Vasseur sembra si stia scatenando una tempesta. 

Una tempesta in un bicchier d’acqua o una rivoluzione francese in quel di Maranello? Nonostante voci, dimissioni e malumori più o meno ben celati, sarebbe impensabile credere che un nuovo team principal non apporti modifiche all’organigramma per il quale è stato chiamato a lavorare. 

L’uscita di Sanchez, che con Binotto era diventato responsabile dell’aerodinamica della vettura (una delle tre macroaree volute dall’ex team principal), è arrivata sì dopo la brutta gara di Sakhir, ma è figlia di altri strascichi, quelli della decisione di cambiare guida alla Gestione Sportiva Ferrari. 

Dopo il pessimo inizio di stagione e l'uscita di Sanchez da Ferrari, intorno alla GeS sembra si stia scatenando una tempesta.

In Ferrari, le uscite di nomi conosciuti o illustri che siano, fanno sempre un certo effetto. Che sia per come ingegneri usciti in malo modo da Ferrari abbiano fatto fortuna in altri team, o per come le attenzioni sul team italiano siano particolarmente pressanti e vogliose di veder risultati positivi dopo troppi anni di magra. In attesa di altre possibili uscite tra le prime file Ferrari, direttamente collegate alle dimissioni di Binotto o alla rifondazione che sta compiendo Vasseur.

Da sottolineare come tutto questo sia stato anticipato dalle uscite di Giacobazzi e Rosato, uomini in rosso, che nelle loro storie personali incarnavano parte della storia del Cavallino. Che la loro uscita indichi la fine del legame tra la Ferrari da corsa e la sua storia, è francamente impossibile. Ma questi timori, questa ossessione di non veder più una Ferrari di Formula 1 all’altezza delle proprie antenate è indice di mancanza di fiducia in chi tira le redini del Cavallino rampante, o perlomeno in un futuro prossimo meno negativo di quanto non sia stato il primo GP stagionale. 

Se continuità e stabilità sono fondamentali per la crescita e la gestione di un team, è anche vero che quando le cose non vanno nel verso giusto da diverso tempo qualche aggiustamento va fatto. Scegliendo Vasseur, Elkann e Vigna hanno preso una decisione importante, andando ad interrompere un cammino iniziato quattro anni prima, mettendo a rischio anche gli sviluppi della vettura 2023.

Vasseur, oltre che l’obbligo parziale di sviluppare al massimo delle sue potenzialità la SF-23, dovrà riorganizzare la GeS Ferrari secondo i propri dettami. 

Certo dell’appoggio del presidente Elkann e seguito da vicino da Vigna, con l’obbiettivo di collaborare verso un fine comune, ben consapevole dei propri margini d’azione, Vasseur sta apportando i suoi primi cambiamenti, dopo aver capito il quadro generale che lo circonda.

Ancora lavori in corso quindi, con la speranza di vedere il prima possibile i risultati del lavoro della nuova Ferrari di Vasseur, possibilmente positivi.

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