Il Safari Rally Kenya viene letteralmente dominato da Toyota, con Ogier e Rovanperä che fanno tutt’altro sport. Male Hyundai.
Giro di boa per il WRC che archivia anche il 7° round su 13 della stagione, quello del Safari Rally Kenya. A vincerlo è Sébastien Ogier che se le suona e se le canta con Kalle Rovanperä. I due fanno quasi un altro sport, mentre Hyundai delude ed M-Sport resta in qualche modo a galla.
Nel WRC-2 Kajetan Kajetanowicz vince sul divano un rally che fino al sabato è stato molto combattuto, mentre primo podio mondiale in carriera per l’esperto keniota Carl Tundo.
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Toyota über alles

Dominanti. Non c’è altra parola per descrivere il weekend di Toyota. Quando il gioco si fa duro, la GR Yaris mostra la cazzimma (oltre ad una certa dose non indifferente di velocità pura) e non si fa cogliere impreparata. Certo, la vettura qualche problemino l’ha avuto durante il rally keniota, ma alla fine è stata quella che ha saputo coniugare al meglio velocità ed affidabilità.
Il migliore di tutti è Sébastien Ogier. Il francese vince 7 speciali su 19 e domina il rally dall’inizio alla fine, facendolo alla sua maniera: inarrivabile sulle prove speciali più lunghe e gestendo dove si può. Gli 8 secondi rifilati a Rovanperä la domenica mattina con la Yaris priva di baule e spoiler posteriore, poi, è l’apoteosi di un altro weekend magico di Seb. Terza vittoria in campionato e la sensazione che, Rovanperä a parte, il più forte sia ancora lui.
Perché Rovanperä a parte? Perché Kalle è stato l’unico a riuscire a tenere testa ad Ogier, vince 6 speciali e terminando a soli 6.7 secondi dal francese. Un’inezia se teniamo in conto che si tratta del Safari Rally. Assieme ad Ogier, Rovanperä è stato di un altro pianeta ed ha lottato fino all’ultimo senza pensare troppo al campionato, fermato da qualche problema di potenza senza il qualche, forse, sarebbe addirittura riuscito a spuntarla. Inutile dire poi che quando c’è l’acqua, spunta come le lumache. Weekend galattico come quello di Ogier, e secondo titolo piloti che comincia a prendere la via di Jväskyla.

3° posto per un Elfyn Evans che, pur non strappando ottimi tempi, è sempre rimasto lì. Nessun errore, nessuna sbavatura, non ha strafatto e soprattutto è stato costante. Certo, non è stato al livello dei compagni Ogier e Rovanperä, ma ha messo in piedi una prestazione solida senza pretendere troppo. L’atteggiamento giusto per fare punti pesanti, anche se per essere un campione serve una scintilla in più.
Molto bene anche Takamoto Katsuta, 4° a fine rally. Il giapponese agguanta il miglior risultato della stagione, almeno fin qui, ed è a tratti molto veloce, vincendo anche 2 prove speciali. È un altro Takamoto rispetto a quello di inizio 2023, e stiamo rivedendo quegli sprazzi che ha fatto vederenel 2021 e l’anno scorso. Ora bisogna continuare su questa strada.
Hyundai: weekend povero

Chi è rimasto con l’amaro in bocca è Hyundai. Sembrava che la i20 potesse superare la Yaris in termini di affidabilità, e invece la vettura coreana non si è dimostrata all’altezza delle aspettative. E questo l’hanno pagato piloti che avrebbero potuto benissimo fare meglio di ciò che poi è stato.
Il migliore del team è stato Dani Sordo, l’unico che non ha avuto grossi problemi se non uno al servosterzo a fine domenica. Lo spagnolo su questi fondi e su questo tipo di rally si esalta, non tanto in termini di velocità ma di costanza. È un macina punti e si è visto, svolgendo il suo lavoro in maniera egregia. Con queste Toyota, di più non poteva fare, e il 5° posto non è oro che cola ma quasi. Molto bene.

Sorriso amaro per Esapekka Lappi. Il finlandese, alla sua prima comparsata in Kenya, ha problemi già durante lo shakedown, dove gli si rompe l’albero di trasmissione e salta i run. Nonostante questo, e nonostante fosse un rookie, il venerdì stupisce tutti issandosi fino al 3° posto e vincendo pure una speciale. Il trend di un Lappi in palla sembra continuare, ma l’albero di trasmissione lo abbandona altre due volte non corso del weekend e lo costringe a un piazzamento fuori dalla Top 10 assoluta. Peccato perché Pekka sembra trovarsi alla grande con la i20 e sembra poter dimostrare il talento che in questi anni ha un po’ nascosto.
Non sorride per nulla Thierry Neuville. Partito con l’obiettivo di recuperare altri punti a Rovanperä, le speranze del belga si sono infrante già il venerdì per la rottura di una sospensione. Stoicamente, Thierry ha risalito la china fino ad assicurarsi l’8° posto e i 5 punti della Power Stage. “Attività non consentite” durante le ricognizioni, però, gli fanno recapitare a casa una pesante penalità che lo vede squalificato dal rally. Di male in peggio.
M-Sport: Poteva andare peggio

È stato un bel weekend per M-Sport? No. Poteva andare peggio? Assolutamente sì. Perché la Puma Rally1 non è l’auto da rally più affidabile del pianeta e perché il Safari è tutto fuorché un rally dove non serve avere una vettura affidabile. Invece in Kenya la macchina del team inglese ha fatto quel che poteva e non ha avuto grossi problemi, il che è già un bel traguardo.
6° posto per Ott Tänak, che fa il possibile con una Puma che non ha la velocità per stare con i primi. L’estone vince anche due speciali, ma non ne ha per stare con gli altri, tanto che ad un certo punto inizia a sospettare di essere lui il problema. Ma purtroppo la sua vettura ancora non gli consente voli pindarici, e quindi deve accontentarsi di non avere avuto grossi problemi di affidanilità e di aver portato a casa buoni punti.

Meno efficace degli ultimi rally, nonostante il 7° posto, Pierre-Louis Loubet. Anche per lui era la prima volta in Kenya, e giustamente non ha voluto strafare. Ma il ritardo ad ogni singola speciale era veramente tanto. Positivo dunque il piazzamento a punti, mentre sulla velocità in prova bisogna cercare di ritrovare il passo visto in Portogallo e in Sardegna. Anche perché serve meritarsi la riconferma, che non è scontata.
Non arriva al traguardo Jourdan Serderidis, che sarebbe probabilmente comunque rimasto fuori dalla Top 10 assoluta. Non ha accumulato grossissimi ritardi in prova, ha fatto quel che ha potuto nel limite delle sue capacità fino a che il motore della sua Puma non lo ha abbandonato.
Rally 2

Vittoria nel WRC-2 per Kajetan Kajetanowicz che dimostra di essere tagliato per questo tipo di rally vincendo il suo 2° Safari di fila. Nel roster di piloti, che a dir la verità non era il più competitivo, il polacco vince in surplace ma non senza aver battagliato a lungo, fino al sabato pomeriggio con Grégoire Munster, rilanciandosi in un certo senso anche per il mondiale.
Munster, Il giovane lussemburghese di M-Sport, ha dato del filo da torcere a tutti e sembrava in lizza per la vittoria finale, ma un problema meccanico lo ha fermato al sabato, mentre alla domenica non è riuscito a terminare il rally. Un peccato perché stavamo assistendo a una grande prova da parte di un pilota che ad inizio stagione era chiamato a fare di più, viste le premesse.

2° posto, anche se non valevole per il mondiale, per Oliver Solberg. Non avesse avuto problemi alle sospensioni, avrebbe dominato in lungo e in largo. Ha rifilato in un paio di occasioni un minuto o più alla concorrenza, e non c’è quasi più dubbio che il più forte del WRC-2 al momento sia lui.
Podio, tenendo fuori Solberg, anche per Martin Prokop e Carl Tundo. Il primo, esperto pilota ceco da anni nel WRC, termina a 11 minuti da Kajetanowicz ma senza alcuna sbavatura, mentre il secondo, keniota con molta esperienza sulle spalle, si porta a casa il primo podio mondiale della carriera.
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