Festeggia Verstappen, che taglia il traguardo in prima posizione e conquista la settima vittoria stagionale. Completano il podio Leclerc e Pérez, davanti uno straripante Sainz. Grandi protagonisti dell’incontro i track limits e le penalità.
Pregara
Nessuna particolare novità nel pregara. Confermata la griglia di partenza decisa dalle Qualifiche del venerdì, anticipate di un giorno per dare spazio al format della Sprint Race. Qualche informazione generale sul circuito: la temperatura dell’asfalto è di 32°C, quella dell’aria di 22°C. Vento trascurabile e pista completamente asciutta. Un’occhiata alle gomme: la scelta che va per la maggiore è quella media, sulla carta la migliore nel rapporto performance e durata dello stint. Gli unici a montare gomma dura sono Hulkenberg, ottavo, Bottas e Magnussen. D sottolineare la partenza dalla pit lane di Magnussen e De Vries.
Partenza e primi 35 giri
Buona la partenza di Max Verstappen, che riesce a difendere la prima posizione dagli attacchi di Charles Leclerc: due tentativi, ma il monegasco deve accomodarsi alle spalle del rivale olandese. Buona anche la partenza di Hamilton, che allo spegnimento dei semafori riesce a bruciare Norris sopravanzandolo in classifica. Il caos nelle retrovie (contatto tra Tsunoda ed Ocon in curva 1) induce la direzione gara ad esporre bandiera gialla e a far uscire la Safety car, in maniera tale che gli steward possano ripulire opportunamente la pista. Per l’occasione il trenino di monoposto transita eccezionalmente nella corsia dei box, in maniera tale da non creare situazioni di pericolo con gli uomini in pista.
La Safety Car dura appena un giro e, alla ripartenza, la classifica vede al comando il solito Verstappen davanti Leclerc e Sainz. A seguire Hamilton, Norris, Alonso, Hulkenberg, Stroll, Gasly e Albon. Poco dietro, al di fuori dalla zona punti, la dura battaglia tra Russell e Pérez, con il messicano incollato agli scarichi dell’inglese. Altre situazioni di bagarre sono quelle tra Leclerc e Sainz, con lo spagnolo avvantaggiato dalla possibilità di usare il DRS (Leclerc è a 2.5s da Verstappen, Sainz a 0.5s dal monegasco), ma anche quella tra Stroll e Hulkenberg, dove il canadese che riesce ad avere la meglio sul tedesco.
La danza dei pit stop ha inizio al 12° giro, con Hulkenberg che entra prematuramente ai box per montare una nuova gomma hard. Non ha molta vita questo nuovo set di gomme, dal momento che appena due giri più tardi il tedesco è costretto a parcheggiare la monoposto a bordo pista in seguito ad un guasto al motore: bandiera gialla nei primi due settori e Virtual Safety Car.

cc: Formula 1 via Twitter.
Ne approfittano le due McLaren e la Mercedes di Hamilton, che entrano ai box per approfittare della sosta di minore durata – appena 8 secondi a discapito dei 20 normali. I tre piloti montano gomma hard, possibile cambio di strategia: Norris rientra in sesta posizione, Piastri in sedicesima, Hamilton in quarta.
Rientrano ai box anche le due Ferrari: Leclerc ha possibilità di entrare in pista in seconda posizione con gomma media nuova, mentre l’altro Ferrarista, rallentato nella sosta da una pistola difettosa, rientra in pista in quinta, alle spalle di Hamilton. Gomma media anche per la monoposto numero 55. Nel mentre la direzione gara assegna ad Hamilton 5 secondi di penalità per aver infranto ripetutamente i track limits. L’inglese, già affranto dalla penalità, nel giro di poche tornate vede anche svanire la quarta posizione che aveva in pugno in seguito al sorpasso di Carlos Sainz.
È un Sainz straripante quello che, a 21 giri dall’inizio del Gran Premio, sorpassa anche Sergio Pérez, conquistando la terza posizione. Ad onor del vero va riconosciuto che il messicano è su gomma media dall’inizo della gara poiché non ha ancora effettuato una sosta e il degrado gomma comincia ad influenzare negativamente il suo passo gara. Nel mentre i track limits risultano essere i grandi protagonisti dell’incontro, con Sainz che vede esporsi bandiera bianco nera e con Hamilton, incollato agli scarichi di Pérez, che continua a segnalare le infrazioni del messicano.

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Al 25° giro arriva la prima sosta di Max verstappen. L’olandese rientra ai box per montare gomma bianca, regalando la leadership della gara a Charles Leclerc. Momentanea doppietta delle due Ferrari, che ora monopolizzano la prima fila approfittando di un Verstappen al momento impegnato nel warm up della gomma dura. Ma è una situazione provvisoria: nel giro di una tornata il Campione del Mondo in carica riesce a sbarazzarsi di Sainz e a conquistare la seconda posizione, mettendosi a caccia dell’altro Ferrarista. Solo 6s separano Verstappen e Leclerc, ma il misero margine è destinato ad assottigliarsi in poco tempo data la differenza tra il passo della Ferrari numero 16 e quello della Red Bull numero 1.
Le penalità continuano a monopolizzare l’attenzione . Al 35° giro la conta dei penalizzati può vantare diversi piloti tra cui Sainz, Hamilton, Albon, Ocon e Tsunoda, con il francese reo di un contatto in partenza e il giapponese colpevole sanzionato poiché la propria pit crew non ha gestito bene la precedente penalità in fase di pit stop. Nello stesso giro Max Verstappen riesce a superare Leclerc, conquistando nuovamente la leadership della gara.
Ultimi 36 giri
Archiviata la pratica sorpasso Max Verstappen comincia a macinare giri veloci a profusione, distaccando Leclerc di oltre 12 secondi nell’arco di 10 giri. L’olandese sembra gestire a meraviglia la gomma hard, tant’è vero che riesce a stampare in fotocopia l’1:09.4 con cui ha rapidamente costruito il vantaggio sull’inseguitore. L’olandese rientra poi ai box nel corso del 50° giro per montare gomma media e il vantaggio è tale che la sosta non causa sconvolgimenti ai vertici della classifica: Verstappen entra esce dai box mantenendo la leadership della gara.
Si fermano anche le due Ferrari, che allo stato attuale sono la seconda forza in pista. Leclerc, che ha l’obbligo di smarcare il cambio mescola, rientra in pista con gomma hard e in terza posizione, alle spalle di Pérez. Sainz, che invece deve scontare penalità, rientra in sesta alle spalle di Norris, sempre con gomma hard. Lo spagnolo riesce però ad archiviare rapidamente la pratica Norris, portando subito a casa un sorpasso sull’inglese che vale la quinta posizione. Il successivo pit di Pérez, che rientra in pista in quinta posizione con gomma hard, consente poi al gruppetto composto da Leclerc, Sainz e Norris di guadagnare una posizione “gratis”.

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Grazie al vantaggio dovuto alla mescola più fresca (9 giri più nuova rispetto a quella del pilota inglese), nonché alla migliore trazione della Red Bull RB19 rispetto alla McLaren MCL60, Sergio Pérez riesce a sbarazzarsi ben presto della vettura di Norris, portando a casa un altro pesante tassello nella sua personale rimonta. Il messicano, partito dalla P15, è ora in quarta posizione, ad un passo da un meritato podio; ma davanti la monoposto numero 11 c’è un avversario decisamente ostico da superare.
Trattasi di Carlos Sainz: per ben 4 giri il messicano tenta invanamente di sopravanzare la Ferrari numero 55, ma lo spagnolo si dimostra tatticamente più intelligente del pilota Red Bull e riesce a sfriuttare a suo vantaggio ogni singolo attacco. Alla fine ad avere la meglio è proprio l’ex Racing Point, non senza aver faticato parecchio dietro uno stoico Sainz. Pérez tenta quindi l’attacco finale a Leclerc, ma il distacco è troppo importante e il tempo veramente poco, quindi il messicano è costretto ad accontentarsi della terza posizione.

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A giochi praticamente finiti, l’ultima emozione del Gran Premio la regala Max Verstappen. L’olandese ha costruito un importante margine di guadagno su Leclerc, oltre 22 secondi, sufficiente a garantire un ultimo pit stop prima dello sventolio della bandiera a scacchi. È per tale motivazione che, a due giri dal termine della gara, il Campione del mondo entra ai box per montare gomma soft e tentare l’ultimo assalto al giro veloce. Con pista estremamente gommata, con una temperatura assolutamente favorevole (31°C) e con una mescola nuova e morbida, Max Verstappen congela le lancette del cronometro sul 1:07.012 e conquista anche il punto addizionale del giro veloce, soffiandolo al compagno di squadra.
Con questo ultimo, rocambolesco, giro di Verstappen termina il Gran Premio d’Austria. A trionfare è Max Verstappen, davanti Charles Leclerc. Terzo Sergio Pérez, autore di una splendida rimonta, mentre Sainz deve accontentarsi della “medaglia di legno” nonostante le prestazioni degne di nota mostrate in pista. A seguire Lando Norris, anch’egli autore di una gara molto solida – e vincitore del titolo Driver Of The Day, mentre Alonso non va oltre la sesta posizione, davanti le due Mercedes, Gasly e Stroll. Di seguito l’ordine di arrivo del GP d’Austria. Tempi e classifica forniti da www.formula1.com.


