In Formula 1 c’è qualcosa che non va, e il weekend dell’Austria ha messo a nudo degli aspetti critici che rischiano di far saltare tutto.
I 1200 track limits da visionare per gli stewards del GP d’Austria sono l’ultimo emblema di un qualcosa che in Formula 1 non sta più funzionando. La macchina imbastita da Liberty Media, nonostante il grandissimo successo degli ultimi anni, è piena di contraddizioni che rischiano di snaturare l’essenza di questo sport.
Il weekend dello Spielberg ha mostrato ancora una volta che troppo spesso qualche ingranaggio rischia di far saltare tutto. Spoiler: non è il dominio Verstappen-Red Bull.
Shoot-che?

Andiamo per ordine: Shootout. Ma voi ve lo ricordavate che le qualifiche del sabato ora si chiamano così? Se no, siete scusati perché nemmeno io lo ricordavo. Se sì, state mentendo o l’avete letto nella Race Preview di Alberto.
A Baku la novità del rinnovato weekend Sprint poteva in qualche modo destare attenzione e curiosità. In Austria si è capito che è l’ennesima invenzione senza capo né coda di Stefano Domenicali–Domenicali Stefano & Co. Di per sé l’idea di disputare una sola sessione di libere, lasciando che una buona dose di incertezza regni sovrana tra venerdì e sabato (perché poi la domenica a vincere alla fine è sempre Max), non sarebbe nemmeno malvagia. Il punto è che non è nel DNA della Formula 1.
Formula 1 è calcolo e precisione, non incertezza (Ok sì, vi sento ridere pensando a Ferrari, ma quello è un altro discorso). La buona riuscita di un weekend, in questo sport, dipende dal lavoro certosino svolto durante le sessioni di prova e che culmina, se il dio del motorsport vuole, in Pole Position e vittoria della gara.
Sì, perché le qualifiche sono storia a sé, uno dei momenti magici del weekend. Orbene, a che pro aggiungerne un’altra? Dai piani alti dicono sia più figo averne due, da tifoso prima che da wanna-be journalist dico invece che questo format svilisce totalmente le qualifiche, oltre che la gara. Sì, perché con due qualifiche di cosa bisogna ricordarsi? Del run di Q3 di Leclerc o del miracolo in Q1 shootout di Sainz? Ma soprattutto, chi è il pole sitter? E perché non può esserlo quello del sabato?
E poi, che senso ha una qualifica del tutto uguale a quella del venerdì tranne che per le varie sessioni accorciate e gomme ad cazzum canis? Sembra buttata lì come per dire che è un’altra qualifica e quindi devi guardarla perché è faiga ma siccome è per la Sprint allora è più corta e si chiama Shooutout.
Resto convinto che una vera shooutout sarebbe con giro singolo, stile Formula E (senza il teatrino stile Champions League degli ottavi, quarti, semifinale, finale ad Istanbul ecc.). Ma al di ciò, sono ancora più convinto che non serva veramente un’altra qualifica. Anche perché, chi lo dice che alza lo share?
Gara No-Sprint

Due paroline per la Gara Sprint, che in questo format nuovo sembra quasi il male minore. Non fosse che non ha per nulla senso. Mi spiego meglio: prendete una FP2, aggiungete una partenza, aggiungete un numero di giri predefinito, aggiungete che si pigliano punti per il mondiale et voilà, les jeux sont faits.
Alt! So cosa state pensando, quella del Red Bull Ring è stata abbastanza divertente. Una FP2 è divertente se piove? Sì. Ed ecco a voi la risposta. Non basta qualche goccia d’acqua per cambiare il giudizio sulla Gara Sprint, purtroppo. Anche perché in condizioni di asciutto non sarebbe stato altro che un trenino dove tutti provano, con un livello di realtà estremamente alto, il passo gara per la domenica.
Guai a te se esci!
Avete presente quando la mamma vi vieta di uscire di casa, voi lo fate lo stesso e lei è costretta a rassegnarsi? Sostituite la mamma con i commissari di gara e voi stessi con 20 ragazzi che sfrecciano a 300 all’ora. Avete capito bene, parliamo di track limits.
Prima di scendere nel dettaglio, una premessa. La questione dei track limits è molto delicata e bisogna pesare bene le parole perché si rischia facilmente di scambiare bisi per fave, come dice un vecchio detto. Innanzitutto, la prima domanda é: hanno senso i track limits? Da tradizionalista quale sono (per deformazione professionale, io e Alberto probabilmente diremmo conservatore) no. Però bisogna ammettere che nel 2023 avere dei track limits non è una bestemmia, anzi è forse giusto controllare che nessuno si avvantaggi in qualche modo.

Ma (e c’è sempre un ma), probabilmente bisogna che siano pensati meglio. Se io passo la riga di un centimetro e faccio scattare il sensore, mi avvantaggio? Per un centimetro? Ok che la Formula 1 è precisione, ma qui mi sembra esagerato. Sarebbe da ripensare anche il posizionamento dei sensori: ha senso a curva 10 in Austria, dove dopo qualche giro su un set di gomme, causa degrado, rischi di fare sempre track limits? (Halma, c’arriviamo).
La gestione dei track limits, da qualche anno, genera un’enorme perplessità, ma qui in Austria probabilmente siamo arrivati al nocciolo della questione. È pressoché impossibile chiedere ai piloti di rimanere sempre all’interno della linea bianca, soprattutto in alcuni circuiti. E dunque perché perseverare in questa direzione quando in questo weekend hai cancellato Dio solo sa quanti giri?
Ma non è finita qui, perché i limiti di pista superati sono stati così tanti che la direzione gara se li è persi, e si è fatta autogol da sola. Aston Martin, forse anche giustamente, ha protestato e gli steward si sono trovati costretti a riguardare 1200 casi, penalizzando 8 piloti e stravolgendo la classifica.
E dunque, ha ancora senso insistere in questa direzione? Magari sì (anche se dubito fortemente). Però bisogna fare in modo che se esiste una regola, essa esista per tutti. Impensabile perdere di vista dei track limits e penalizzare post-gara.
Impeding

Come dimenticarsi dell’incresciosa gestione delle penalità per impeding. O gli stewards non c’hanno capito nulla, o (anche se lungi da me imbastire complotti) un qualche interesse li spinge in una determinata direzione. Veramente imbarazzante il fatto che sia stata data penalità a Leclerc e nulla invece a Verstappen, che molto probabilmente l’ha combinata più grossa.
La cosa peggiore è che ogni decisione della direzione gara fa giurisprudenza. Ossia la prossima volta, dovesse essere data penalità, un team può portare il video dell’accaduto tra Max e Lewis come prova di comportamento non antisportivo e quindi non passibile di penalità.
Questo precedente rischia veramente di creare nuove situazioni in cui tutti possono rovinare il giro lanciato di un altro pilota per avvantaggiarsi o per evitare che un avversario faccia meglio. Se non regge nemmeno più il gentlemen agreement tra i piloti, è un bel problemone.
Quindi?
Giustamente direte: tutto questo pippozzo a cosa serve? Non lo nego, prima di tutto come sfogo. E in secondo luogo, a rimarcare il fatto che, a mio parere, in Austria si sono visti i limiti della gestione degli ultimi anni. E questi rischiano veramente di catapultare la Formula 1 in una spirale negativa, piuttosto che farla crescere. Anche perché, chi ha voglia di guardare due qualifiche e due gare se il risultato lo si decide ex post?
Seguici sui canali social!
Sei un grande appassionato della Formula 1? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

