Ricciardo è tornato in F1 dopo neanche un anno, al volante dell’AlphaTauri, ma il suo obiettivo è quello di tornare in Red Bull. È pronto per farlo?
AlphaTauri ha avuto ben 4 piloti al volante nel corso del 2023. Al fianco di Tsunoda si sono infatti alternati de Vries, Ricciardo e Lawson. L’olandese, che aveva stupito tutti a Monza 2022, è stata l’ennesima vittima del sistema Red Bull, e dopo una decina di gare Helmut Marko ha deciso di puntare su Ricciardo. L’australiano si è però infortunato a Zandvoort, lasciando spazio al giovane Lawson per ben 4 appuntamenti. Ad ogni modo, Daniel Ricciardo ha vinto il ballottaggio per il 2024, ottenendo il ruolo di pilota titolare per il prossimo anno.
È difficile, in ogni caso, pensare che un pilota esperto e più volte vincitore sia tornato nel Circus dopo esserne uscito nel 2022 per lottare solamente per qualche punto (che è ciò a cui può realisticamente ambire con un’AlphaTauri). Come ha lui stesso dichiarato, l’obiettivo è quello di gareggiare al fianco di Verstappen. Le prestazioni di Perez, seppur non eccellenti, sono state sufficienti per la squadra, che ha deciso di continuare con il messicano per il 2024, ma la sua posizione è decisamente in bilico in vista del 2025. A questo punto, la vera domanda è: Ricciardo sarebbe pronto per tornare in Red Bull? Cosa potrebbe ottenere da una seconda esperienza con la scuderia austriaca?
Seconda guida
Ovviamente, in questo momento la Red Bull ha occhi solamente per quello che è il pilota più forte in griglia: Max Verstappen. L’olandese ha vinto gli ultimi 3 titoli mondiali, dominando di fatto gli ultimi due. Per questo motivo, non c’è ragione di pensare che qualcuno possa spodestarlo dal ruolo di capitano all’interno della sua squadra. Il tempo è passato anche l’australiano, che sembra aver perso parte della velocità pura di un tempo: immaginarsi un Daniel al livello di Max come negli anni 2017-2018 è di fatto impossibile. Perciò, per ottenere il sedile in Red Bull l’Honey Badger deve compiere un sacrificio che finora ha sempre rifiutato: deve fare un passo indietro e accettare di fare “il secondo pilota”.
Parlando di Ricciardo come seconda guida, non si può non citare il caso di fine 2018, quando l’australiano rifiutò il rinnovo contrattuale proprio con gli austriaci che stavano evidentemente iniziando a puntare su un certo giovane olandese. Tirando le somme, Daniel in passato ha preferito essere il punto di riferimento in un team di centro gruppo (Renault) piuttosto che fare la spalla di Verstappen. La situazione attuale è piuttosto diversa, ed è più che probabile che in questo momento Ricciardo sia pronto a fare questo passo indietro in cambio della possibilità di lottare costantemente per podi e qualche vittoria.

Il confronto con Tsunoda
Preso per buono l’aspetto delle gerarchie in casa Red Bull, il vero punto di domanda le prestazioni effettive del pilota australiano: “può fare meglio di Perez oppure no?” si chiedono in molti. Cerchiamo di trovare una risposta analizzando la (metà) stagione disputata da Ricciardo con AlphaTauri, sfruttando il confronto statistico con Tsunoda.
Considerando i numeri i nudi e crudi, il confronto è a vantaggio del giapponese: il classe 2000 ha conquistato 10 punti contro i 6 di Ricciardo nelle 7 gare che i due hanno disputato da compagni di squadra. I piazzamenti a punti di Yuki sono 4 (considerando anche la Sprint Race del Brasile), mentre Daniel è riuscito a stare nei primi 10 solamente in Messico. Inoltre, Tsunoda è in vantaggio nei testa a testa sia in qualfica che in gara, curiosamente con lo stesso punteggio: 4-3.
I numeri, però, non sempre dicono tutta la verità. Bisogna considerare che Ricciardo è salito a bordo della AT04 solamente a metà stagione, oltre che l’infortunio rimediato a Zandvoort che sicuramente non ha aiutato. Sicuramente questo ha inciso sulle prestazioni del pilota australiano, che dalla sua ha una statistica importante: il miglior risultato dell’intera stagione di AlphaTauri è suo, sia parlando di qualifica (P4 in Messico) che di gara (P7, sempre in Messico). Questo dimostra che il buon vecchio Daniel ha ancora qualche cartuccia in più da sparare, e non è assolutamente da escludere che cominciando a lavorare con la squadra sin da questo inverno si possa presentare a inizio stagione in forma smagliante.

Il 2024
Considerando che Ricciardo è riuscito a performare al livello di Tsunoda in una stagione frammentata e complicata come il 2023, è lecito aspettarsi che l’australiano possa arrivare spesso davanti al giapponese nel corso della prossima stagione. Ma il vero obiettivo del 2024 di Daniel deve essere quello di tornare a prendere confidenza con la F1 e con le sue capacità, su cui nessuno può avere dubbi. Se dovesse riuscirci, magari mettendosi anche in mostra con qualche exploit in stile Messico, non è azzardato affermare che sarebbe il favorito per il sedile Red Bull nel 2025. Perez viene infatti da una stagione difficile, e si troverà sin da subito sotto esame da parte di Helmut Marko e Christian Horner.
In conclusione, possiamo dire che Ricciardo si trova in un’ottima posizione. Se da un lato probabilmente le poche gare disputate nel 2023 non sarebbero state sufficienti per permettergli di fare il salto in Red Bull già dalla prossima stagione, dall’altro è consapevole di avere un intero anno per farsi notare. Dovesse infatti fare bene con AlphaTauri (squadra comunque lontana dalle luci dei riflettori e quindi dalla pressione mediatica), sarebbero tutti pronti ad accoglierlo a braccia aperte a Milton Keynes, mentre Checo dovrà essere quantomeno vicino a Max settimana dopo settimana per riguadagnarsi la fiducia che Red Bull sembra aver perso nei suoi confronti. Non ci resta che aspettare l’inizio della prossima stagione per saperne di più!

