Audi quattro, la prima vettura a quattro ruote motrici a partecipare al campionato del mondo Rally. Una rivoluzione destinata a durare in eterno.
Audi nella sua lunga storia sportiva ha sempre ricoperto un ruolo di innovatore, nel motorsport. Negli ultimi anni la casa automobilistica tedesca, in ogni competizione a cui prendeva parte ha sempre cercato di proiettarsi verso il futuro. Una delle tante innovazioni degli ultimi anni è stata quella di iscrivere un Buggy completamente elettrico al Rally Dakar. Anche nel passato gli ingegneri di Audi hanno dato vita a grandi innovazioni, la più grande e significativa? “L’introduzione della trazione integrale in un auto da Rally”.
Le origini
Nel 1977, Jörg Bensinger, responsabile dei telai per Audi, iniziò a valutare la possibilità di introdurre la trazione integrale anche anche su macchine stradali. Secondo Bensinger, la trazione integrale poteva essere la soluzione ai problemi delle auto di grande potenza: poca maneggevolezza e trazione su superfici scivolose, usura eccessiva degli pneumatici. La ragione principale che spinse Ferdinand Piëch, l’allora capo tecnico di Audi, a dare fiducia a Bensinger, fu la decisione della FIA di ammettere le auto a trazione integrale al Campionato del mondo Rally.
Nel 1977 venne avviato quindi il progetto “EA 262”, che prevedeva la costruzione in larga scala di automobili con la trazione integrale. Il primo prototipo realizzato da Bensinger fu denominato: “A1 quattro 80”, un Audi 80 con la trasmissione di una Iltis. II principale problema di questo prototipo era il grande ingombro del blocco trasmissione, che si rivelò inadatto per una vettura sportiva. Gli ingegneri Hans Nedvidek e Franz Tengler, furono incaricati di realizzare una trasmissione il più possibile compatta e leggera, per riuscire a produrre una vettura da impiegare in ambito sportivo. Nell’ autunno del 1979, con il gruppo motopropulsore e la meccanica pronta, Audi testò il nuovo prototipo, affidandolo a Hannu Mikkola, il quale fu entusiasta del comportamento del prototipo, al punto di disdire il suo contratto di pilota con la Ford e firmare per Audi già dal 1980.

Il debutto nei Rally
La quattro fu progettata principalmente per partecipare al Campionato del mondo Rally. Il debutto assoluto in una gara di rally fu al Janner Rally in Austria nel 1980. Debuttò ufficialmente nel Campionato del mondo Rally nel gennaio del 1981 al Rally di Montecarlo, con gli equipaggi Mikkola/Hertz e Mouton/Pons. Il debutto non fu dei migliori con guasti e problemi tecnici che afflissero le due vetture. La prima vittori di un Audi quatto arrivò nel Rally di Svezia, dove MIkkola trionfò, davanti alle Ford di Vatanen e Airikkala. Nel 1981 le Audi completarono 8 dei 12 eventi del Campionato del mondo Rally, chiudendo il campionato al quinto posto tra i costruttori. Nella stagione del 1981 ci fu anche la prima vittoria in assoluto per una donna nel Mondiale Rally, ed è stata proprio quella di Michèle Mouton, alla guida della seconda Audi quattro.
Nell 1982 Audi schierò tre vetture al via del Mondiale Rally, affidandole sempre agli equipaggi Mikkola/Hertz, Mouton/Pons e Blomqvist/Cederberg. Nella stagione 82 i tre piloti conclusero la stagione al secondo, terzo e quarto posto assoluti, consentendo ad Audi di aggiudicarsi il campionato costruttori. Le Audi quattro preparate per il mondiale rally 1982 montavano un motore capace di sviluppare tra i 320 e i 340 CV. Nell 1982 la quattro fu omologata Gruppo 4 per l’ultima volta, per poi lasciare strada al Gruppo B.

Audi quattro A1/A2
Con l’introduzione del nuovo regolamento Gruppo B, Audi iscrisse al campionato rally la quattro A1. Per esigenze omologative, l’Audi quattro venne ridotta di cilindrata da 2144 a 2109 cm³, altre modifiche portarono il motore a crescere di 20 CV. Vennero riconfermati i tre equipaggi della stagione precedente, con Blomqvist che gareggiò con un Audi 80 quattro debitamente progettata. La quattro A1 ebbe vita breve infatti disputò solo le prime quattro tappe del Mondiale Rally, vincendone due. La sostituta della A1 fu la quattro A2, un evoluzione che porto il motore a sviluppare tra i 360 e i 400 CV, debuttando ufficialmente al Tour de Corse del 1983. Al termine della stagione 83 Audi si aggiudicò il titolo piloti con Hannu Mikkola, perdendo però il campionato costruttori per due punti su Lancia.

Nel 1984 Audi affianco al trio di piloti ufficiali anche Walter Röhrl, riuscendo così ad aggiudicarsi sia il titolo piloti che il titolo costruttori, con otto successi. Durante la stagione la quattro A2 fu rimpiazzata gradualmente dalla nuova sport quattro, con la quale Blomqvist vinse una tappa del mondiale. La sport quattro fu l’apice dell’evoluzione dell’ Audi quattro, vettura costruita esclusivamente per le competizioni, che vide la costruzione di due varianti la sport quattro e la sport quattro S1. La versione S1 fu l’ultima Audi a prendere parte al Campionato del mondo Rally, un auto che nella sua versione finale arrivava a produrre fino a 600CV.
Audi ha rivoluzionato il mondo dei Rally con l’introduzione della trazione integrale, indicando la strada per il il futuro di questo sport, lasciando in eredità una innovazione che tutt’oggi caratterizza le vetture di prima classe.

“quattro” un nome che è diventato leggenda
Il nome quattro richiama immediatamente alla caratteristica principale dell’ auto, ovvero le quattro ruote motrici. Questo nome fu suggerito da Walter Treser, che si ispirò al al nome del sistema di trazione integrale di Jeep, chiamato “Quadra-trac“. A partire dal 1982 Audi optò per far uscire gran parte della gamma auto con la trazione integrale. Nell’ 83 Audi fondò una divisione denominata quattro GmbH, società che si occupa della progettazione, sviluppo e costruzione delle versioni più sportive della gamma Audi, come i modelli R ed RS.
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