Una delle vittorie più emblematiche di Ayrton Senna, arrivata per soli 14 millesimi di secondo a discapito del “Leone” Mansell.
“Il tempo è relativo e deve adattarsi alla velocità della luce”, così impatta una delle rivoluzioni del secolo scorso, ad opera del fisico Albert Einstein. A volte il tempo scorre inesorabilmente. Altre volte resta stampato, immortalato in un’istantanea, impresso nelle memorie di chi vive quell’attimo. In questo caso, di chi ha vissuto quei 14 millesimi di secondo. In pochi millesimi di secondo, la mente manda impulsi al corpo e facciamo azioni, sconsiderate o meno che siano.
Pochi millesimi di secondo possono racchiudere anche la delusione di un vinto e l’incontenibile gioia di un vincitore. Così si sono sentiti Nigel Mansell, il “Leone” britannico, e Ayrton Senna, “The Magic”, in un lontano giorno di Aprile del 1986.
In 14 millesimi di secondo, o poco più, possiamo navigare con la mente e immaginarci lì, a Jerez de la Frontera, e rivivere una delle gare più spettacolari della storia della F1.
Prologo
13 Aprile 1986, secondo appuntamento della stagione di Formula 1. A Jerez si corre per la prima volta, ampliando alla Spagna il prodotto motoristico. Durante le prove e le qualifiche il nome che svetta è quello di Ayrton Senna, che piazza la pole position in 1:21:605. Prime 3 posizioni in griglie completate dalle Williams di Piquet e Mansell. Ayrton, dopo poco più di due anni nella formula regina, iniziava a marchiare a ferro e fuoco i suoi avversari con la velocità come marchio di fabbrica.

Una rimonta folle
La partenza dimostra di essere un corollario della qualifica per i primi 3. Scatto di Senna, secondo Piquet e inseguitore dei due verdeoro Mansell. Il sorpasso da parte delle due McLaren di Rosberg e Prost ai danni di Mansell avviene progressivo durante il corso della gara, facendolo scivolare in quinta posizione. Fino al 19esimo giro il canovaccio della gara recita in ordine i nomi di Senna, Piquet, Rosberg, Prost e Mansell.
Come un lampo, però, si abbatte sul circuito la furia del Leone britannico. Mansell supera in sequenza Prost e Rosberg e si mette alla caccia del suo compagno di scuderia. Al 32esimo giro Mansell è ufficialmente alla caccia sfrenata di Senna, per tutta la gara con pista libera e aria pulita in faccia. Detto fatto, il sorpasso è confezionato al giro 40, nulla può Senna contro l’iradiddio di Mansell.
Poi, il disastro. Una crisi degli pneumatici mette in grosse difficoltà Mansell. Durante il 62esimo giro arriva puntuale il rombo della Lotus numero 12. Ayrton, alla curva “Angel Nieto”, entra senza chiedere permesso e facilita anche il successivo sorpasso del “Professore” Prost ai danni di Mansell. Ad un passo dallo psicodramma, Nigel Mansell entra ai box per modificare i suoi pneumatici e provare l’azzardo per agguantare la così vicina vittoria.
“Il ruggito del Leone” non tarda ad arrivare e Mansell, dopo aver ridotto lo svantaggio nei confronti del francese con la McLaren, effettua il sorpasso alla 69esima tornata.

Quanti sono 14 millesimi?
Adesso Senna si ritrova alle spalle un dinamico Mansell e in 3 giri deve amministrare un vantaggio di 5 secondi. Ultimo giro, Nigel si ritrova attaccato e pronto a sferrare il sorpasso ai danni di “The Magic”. Jerez è però una pista dal layout tortuoso, e Mansell deve inventarsi un sorpasso speciale per agguantare la vittoria. Il leone prepara la curva che porta all’ultimo rettilineo in maniera superba.
Attaccato, c’è un confine labile tra i due piloti, sentono l’uno i respiri dell’altro.
Fotografia, cortomuso. Senna rimane in testa, lasciando solamente 14 millesimi di secondo tra lui e Mansell. Il podio recita: Senna, Mansell, Prost. “Siamo arrivati così vicini che dovrebbero darci 7.5 punti a testa”, affermerà al termine della gara l’amareggiato pilota britannico. Millesimi di secondo che Mansell, alla fine della stagione, pagherà al termine della stagione motoristica, vinta dalla McLaren di Prost di sole due lunghezze.
14 millesimi di secondo che posizionano questa gara sul podio dei GP conclusi con il minor distacco tra il primo ed il secondo classificato. Il tempo si è portato via anche uno dei due protagonisti di quella sfida, e siamo tutti vedovi dei racconti che avrebbe potuto regalarci un personaggio come Ayrton.
Ayrton, eterno come quei 14 millesimi di secondo, ancora oggi nella leggenda.


