Senna e Prost sono senza dubbio due delle più grandi leggende della Formula 1, e la loro è stata la miglior rivalità che la storia di questo sport abbia mai visto.
“Con Senna, è morta anche una parte di me, perché le nostre carriere sono sempre state profondamente legate l’una con l’altra”
Con queste parole Alain Prost ha reso perfettamente l’idea di che rapporto ci fosse tra lui e Ayrton Senna. Un rapporto di grande stima, che ha saputo superare le complicazioni dettate da uno sport in cui il tuo compagno di squadra è il tuo primo nemico.
Loro compagni di squadra lo sono stati, e proprio in quegli anni hanno sviluppato una competizione senza eguali.
Una rivalità determinata, che è però riuscita, nonostante la sfida, a guardare oltre.
Una rivalità che ha lasciato con il fiato sospeso milioni di tifosi ad ogni gara, che è riuscita a spiegargli il vero significato della parola “adrenalina”, e che li ha fatti innamorare di uno sport unico.
Ma ripercorriamo insieme le fasi del loro meraviglioso antagonismo.

1984: L’Alba
Ayrton Senna arriva in Formula 1 nel 1984, all’età di 24 anni, al volante della Toleman, monoposto britannica.
All’arrivo di Senna, Alain Prost, 29enne, era in Formula 1 già da 4 anni e aveva avuto modo di dimostrare il suo talento.
Prost nel corso della sua carriera ha avuto duelli con alcuni dei più grandi piloti al mondo, come Nigel Mansell e Niki Lauda. Ma la rivalità con Senna sarà destinata a lasciare un segno di tutt’altro spessore nella sua storia, nella sua vita.
I due avevano stili di guida molto differenti tra di loro: Senna era molto impulsivo e spontaneo, mentre Prost era più calcolatore e pignolo (da qui il suo soprannome “il Professore”).
Ayrton riuscì a farsi subito strada tra i grandi talenti della F1, dando prova di un talento eccezionale.
L’episodio più straordinario venne registrato al Gran Premio di Monaco 1984, dove sotto la pioggia Senna riuscì a salire sul secondo gradino del podio. Proprio alle spalle di Alain Prost.
1988: Prost e Senna diventano compagni di squadra
Nel 1988 Senna approda in McLaren, al fianco del due volte campione del mondo Prost.
La McLaren era a livello tecnico la squadra più forte della stagione, e il mondiale in pochissimo tempo si trasformò nel duello più sensazionale mai visto tra due compagni di squadra.
Per Senna la stagione iniziò in modo turbolento. Venne infatti squalificato in Brasile e successivamente fu costretto al ritiro a Monaco, dove a causa di un incidente regalò la vittoria a Prost.
Tuttavia il brasiliano riuscì, in un secondo momento, a ritornare a galla, registrando 6 vittorie su 7 gare e posizionandosi in testa alla classifica, davanti a Prost.
I duelli tra i due diventarono sempre più entusiasmanti, fino a quando durante il GP del Portogallo Senna spinse il compagno contro il muretto dei box per mantenere il primo posto. Prost riuscì però a sorpassarlo e a vincere la gara.
Durante le dichiarazioni post-gara, Prost accusò il pilota brasiliano di averlo messo in una situazione pericolosa.
Il titolo mondiale si decise a Suzuka, in Giappone, dove Senna diventò campione del mondo per la prima volta in carriera.
1989: La competizione tra i due raggiunge l’apice
Nel 1989 la rivalità tra i due divenne ancora più esplicita, in particolare al Gp di San Marino.
Alla curva del Tamburello Gerhard Berger si rese protagonista di uno sfortunato incidente che portò ad una ripartenza.
Prost si mise in testa, ma Senna, non rispettando gli accordi presi prima della bandiera verde, lo sorpassò dopo poco.
Senna vinse la gara e tra i due piloti volarono pesanti accuse, al punto che Alain Prost minacciò la squadra di non correre il successivo Gran Premio se Senna non si fosse scusato.
Il brasiliano fu fermato, nelle gare successive, da problemi di affidabilità e Prost riuscì a rimettersi in testa al mondiale.
Lo scontro per il titolo arrivò però nuovamente in Giappone.
Durante il GP tra le due auto inglesi c’è un contatto, ed entrambe finiscono fuori pista.
Senna è l’unico dei due a riprendere la gara, ma viene squalificato per essere stato aiutato dai commissari a ripartire e Prost vince il mondiale.
L’episodio di Suzuka scatenò una serie di polemiche tra Ayrton Senna e il presidente della FISA Jean-Marie Balestre, polemiche che continuarono anche durante la pausa invernale.
La McLaren prese le difese di Senna e fece ricorso, anche in virtù dell’imminente trasferimento di Prost in Ferrari.
Il ricorso fu però respinto e Senna venne definito “pericoloso per l’incolumità degli altri piloti” e fu condannato al pagamento di una sanzione di 100.000 dollari.
Il pilota accusò la FISA di manipolazione dell’esito del mondiale. Dopo queste pesanti accuse, la FISA sospese per 6 mesi la superlicenza di Ayrton, obbligatoria per partecipare alle gare.
Poco prima dell’inizio della stagione 1990, Senna si scusò pubblicamente e la sua licenza venne ripristinata.
1991: il Tramonto
Nel 1991 le acque si calmarono grazie alla netta superiorità della McLaren, e nel 1992 Prost prese una pausa dalle corse. Nel 1993 il francese tornò in F1, vincendo il suo quarto e ultimo mondiale, precedendo Senna.
Nonostante la grande competizione in pista, tra i due vi è sempre stato affetto reciproco, e nel loro rapporto regnava grande stima.
Ayrton confidò ad un suo amico intimo di aver compreso, dopo il ritiro di Alain, come gran parte della sua determinazione fosse andata perduta per sempre con il ritiro del pilota francese. Senna lo aveva definito più volte “l’unico pilota che temo”.
Nel 1994 Ayrton Senna si fece dare da un giornalista francese il numero di telefono di Prost.
A Imola, prima del tragico incidente in cui Senna perse la vita, Ayrton commentando un giro di pista direttamente dall’abitacolo, sapendo della presenza di Prost , disse: “Un saluto speciale al mio…al nostro amico Alain. Ci manchi Alain…”.
Ai funerali di Senna, Alain Prost fu tra i piloti che trasportarono a spalla il feretro del pilota brasiliano.
Inutile negarlo: Ayrton Senna e Alain Prost sono la prova vivente di come anche il più grande antagonismo sportivo riesca a passare in secondo piano di fronte alla nascita spontanea e del tutto incontrollabile di qualcosa di più grande: l’amicizia.

