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F1 | Il ruggito dei V10: Vettel riapre il dibattito

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Sebastian Vettel ha criticato le attuali Power Unit e ha invitato la Formula 1 a ritrovare il giusto equilibrio tra spettacolo e sostenibilità.

Mancano dieci gare alla fine del campionato di Formula 1 2025, ma nel paddock l’attenzione è già rivolta al 2026, anno che porterà in pista un nuovo regolamento tecnico destinato a ridisegnare gli equilibri della categoria.

Tra le voci più autorevoli sul futuro del Circus c’è quella di Sebastian Vettel.
Il quattro volte campione del mondo, intervistato da Auto Motor und Sport, non ha nascosto le proprie perplessità sulle attuali Power Unit ibride, giudicate troppo complesse e costose.

Sebastian Vettel ha criticato le attuali Power Unit e ha invitato la Formula 1 a ritrovare il giusto equilibrio tra spettacolo e sostenibilità.

“Motori ibridi troppo costosi”

“L’attuale motore è troppo costoso. A parte l’adesivo ‘Hybrid’, non è stato trasferito alla produzione di serie perché troppo complesso e oneroso”, ha spiegato Vettel.

Il tedesco ha sottolineato come il legame tra Formula 1 e auto di serie sia ormai ridotto al minimo, perdendo quella funzione di laboratorio tecnologico che storicamente aveva contraddistinto la categoria.

Per Vettel la priorità deve tornare ad essere lo spettacolo sportivo:

“Da un punto di vista sportivo, la competizione deve essere la più vicina possibile senza danneggiare lo spirito della Formula 1. E la gente deve ancora potersi permettere questo sport”.

L’interrogativo sulla sostenibilità

Il discorso dell’ex ferrarista si è poi spostato sull’organizzazione stessa dei Gran Premi:

“Un GP è un grande spettacolo che richiama folle immense. Ma bisogna chiedersi: come arrivano le persone al circuito? Cosa consumano? Da dove provengono le risorse? Cosa rende davvero sostenibile un evento del genere?”.

Per Vettel, insomma, non basta guardare alle emissioni delle monoposto: la sostenibilità deve essere affrontata a 360 gradi.

Il fascino perduto del V10

Tra le proposte lanciate dal tedesco c’è il ritorno ai V10, rivisti in chiave moderna per rispettare le nuove esigenze ambientali.

“Il suono di un V10 dava qualcosa di unico alla F1. In passato non si andava in pista solo per vedere chi avrebbe vinto, ma si voleva anche respirare tutto il fascino che c’era intorno”.

Vettel ha ammesso che le nuove generazioni forse non hanno lo stesso legame con quel tipo di motori, ma resta convinto che possano ugualmente appassionarsene:

“Penso che ci sia una generazione che sta crescendo e per la quale il suono del V10 non è più così importante come per noi, ma che potrebbe ancora esserne entusiasta”.

Spettacolo e responsabilità

Parlando di sostenibilità, il ritorno ai V10 potrebbe sembrare un passo indietro rispetto al regolamento 2026, che prevede Power Unit capaci di generare il 50% della potenza tramite l’ibrido. 

Ma per Vettel è proprio questo l’obiettivo principale che la Formula 1 deve perseguire: trovare un equilibrio tra sostenibilità e intrattenimento:

“Bisogna mantenere ciò che conosciamo, ma farlo meglio in termini ambientali. Sarebbe un peccato se il motorsport che conosciamo dovesse sparire. È normale che cambi, ma deve farlo in modo responsabile”.

Le parole di Vettel si inseriscono in un dibattito già acceso, alimentato anche dalle recenti dichiarazioni di Stefano Domenicali, che non ha escluso un futuro ritorno a V8 o V10 ibridi.

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