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WRC | Günther Steiner e gli inizi nel mondiale rally

C’è stato un tempo in cui, prima di diventare una star della F1, Günther Steiner ha calcato i palcoscenici del mondiale rally.

La storia di Gunther Steiner

Tutti conosciamo Günther Steiner come l’esuberante team principal di Haas, in F1. Il nativo di Merano, negli ultimi anni, è diventato forse la star principale del team, anche grazie a scene catturate dalla crew di Netflix per la serie Drive to Survive che sono ormai divenute iconiche presso i fan di tutto il mondo.

Pochi forse sanno, però, che i primi passi nel mondo del motorsport, il buon Steiner non li ha compiuti sui circuiti, bensì sulle strade polverose (oppure innevate, o ancora, asfaltate) del mondiale rally. Ecco la storia di Günther Steiner nel WRC.

Gli inizi come meccanico

Günther Steiner nasce appunto a Merano, in Alto Adige, da una famiglia di macellai altoatesini. Il giovane Steiner inizia gli studi in ingegneria, senza però terminarli, decidendo invece di trasferirsi in Belgio a 21 anni, dopo un breve periodo di praticantato come meccanico in Italia. Tutto ciò pur non sapendo l’inglese e trovandosi di fronte a tante sfide come trovare un alloggio e vivere al di fuori del proprio paese natale.

Nel 1986, quindi, entra nel Mazda Rally Team Europe, il team europeo di Mazda per i rally. Günther inizia la sua carriera nel motorsport come meccanico di allestimento sulla Mazda 323 4WD lavorando con piloti come il finlandese campione del mondo Timo Salonen, un altro campione finlandese, Hannu Mikkola, e lo svedese Ingvar Carlsson. A guidare il team era l’ex pilota tedesco Achim Warmbold, famoso per aver corso assieme al navigatore divenuto poi leggenda della Ferrari, ovvero Jean Todt.

C'è stato un tempo in cui, prima di diventare una star della F1, Günther Steiner ha calcato i palcoscenici del mondiale rally.

Steiner rimane in Mazda fino alla fine del 1988, raccogliendo anche una vittoria, quella del Rally di Svezia nel 1987 con Salonen alla guida. Steiner racconterà di questa esperienza, nel Podcast di Becs Williams su WRC.com, che lo ha aiutato ad imparare molto e ad inserirsi al meglio nel mondo del Motorsport.

Prime esperienze manageriali

Nel 1988, Steiner torna in Italia e diventa assistente team manager del team italiano Top Run Motorsports, team molto forte nella categoria Gruppo N. Günther racconta, sempre a Becs Williams, di essersi stufato del Belgio e di aver deciso di tentare la carriera freelance, girando il mondo con il team per otto mesi e passando il resto del tempo a casa, in Alto Adige.

Secondo quanto scritto nel suo curriculum sul sito di Haas, l’altoatesino gestiva le iscrizioni di piloti privati in varie gare del campionato, e sotto la sua direzione il belga Grégoire De Mévius finisce secondo in campionato sia nel 1989 che nel 1990.

Dopo tre anni, nel 1991, Steiner passa invece ad un altro team italiano, il Jolly Club Lancia, storico team satellite di Lancia nel mondiale rally. Nel Jolly Club, Günther inizia come capo delle ricognizioni e dei test per le vetture Gruppo A, ovvero le Delta che correvano nel mondiale rally con piloti del calibro di Alex Fiorio, Didier Auriol, Juha Kankkunen e Carlos Sainz.

C'è stato un tempo in cui, prima di diventare una star della F1, Günther Steiner ha calcato i palcoscenici del mondiale rally.

Con lo spagnolo, che corre per il Jolly Club nel 1993, Steiner passa più di duecento giorni in un anno concentrandosi appunto sulle ricognizioni, che una volta era possibile effettuare indiscriminatamente.

Sempre nel podcast Günther racconta che: “Tra ricognizioni, test e rally si stava via per almeno tre settimane. Era molto più avvincente di adesso. Specialmente durante le ricognizioni e i test, non avevi l’appoggio diretto del team. Se si rompeva la vettura in posti come l’Africa o la Grecia dovevi sistemarla da solo, non potevi farti mandare i ricambi da UPS o DHL”.

Nel 1994 diventa capo tecnico del team, che nel mentre si era assicurato l’appoggio di Ford dopo il ritiro di Lancia dalle corse. Steiner gestisce le Escort RS Cosworth che corrono nel mondiale rally e quelle che corrono nel Campionato Italiano Rally che Gianfranco Cunico, proprio con la Escort, vince per tre volte di fila. In questi anni lavora anche con il futuro boss di M-Sport, Malcolm Wilson, allora ancora pilota.

Nel 1997 lascia il Jolly Club per trasferirsi in Gran Bretagna, nell’Oxfordshire, alla guida dell’Allstar Rally Team gestito da Prodrive, azienda incaricata da Subaru per la gestione del programma rally della casa giapponese. Qui Steiner vince il campionato europeo con il polacco Krzysztof Holowczyc.

M-Sport e il successo del programma Focus

C'è stato un tempo in cui, prima di diventare una star della F1, Günther Steiner ha calcato i palcoscenici del mondiale rally.

Dopo un anno, Günther passa subito alla neonata M-Sport. Malcolm Wilson strappa un contratto con Ford per la gestione del programma rally del costruttore americano, e chiama con sé anche Steiner.

L’altoatesino si mette subito al lavoro sul progetto della nuova Ford Focus WRC, che avrebbe dovuto debuttare nel 1999 e sostituire la Escort. Steiner riunisce alcuni meccanici ed ingegneri nel salotto del suo appartamento in affitto, dal momento che M-Sport non aveva ancora degli uffici nei quali poter lavorare, e inizia preparare la strada per la nuova vettura.

In otto mesi nasce la nuova Focus WRC, che debutta al Monte-Carlo del 1999 dimostrandosi subito competitiva con Colin McRae, fresco di passaggio dalla Subaru, che arriva terzo prima di essere squalificato per irregolarità sulla pompa dell’acqua. La nuova vettura vince poi il terzo round in Kenya e anche il successivo Rally del Portogallo.

Steiner racconta che tutti nel team e in Ford Europe furono molto determinati nel completare il progetto, e che ricevette anche supporto diretto dal quartier generale di Ford in Europa, a Cologna, che gli fornì tutte le parti necessarie della vettura stradale da provare ed utilizzare. “Completare il progetto fu quasi un miracolo” afferma Günther nel Podcast di WRC.

C'è stato un tempo in cui, prima di diventare una star della F1, Günther Steiner ha calcato i palcoscenici del mondiale rally.

Nel 2000 Steiner viene promosso a Direttore del reparto di Ingegneria di M-Sport, e accanto a McRae viene ingaggiata una vecchia conoscenza dell’altoatesino, Carlos Sainz. Il team finisce secondo nel mondiale ripetendo il risultato anche nel 2001, sfiorando il titolo sia con McRae che con Sainz, entrambi battuti al fotofinish dalla Subaru di Richard Burns.

Di Colin, Steiner non può che parlarne bene: “Il rapport con Colin era ottimo. In termini di talento puro alla guida non ho mai più incontrato un pilota come lui. Tutto ciò che faceva gli veniva naturale. Come per me è naturale parlare, per lui lo era guidare” racconta a Becs Williams.

Lui e Carlos erano molto diversi. Per Colin le cose o funzionavano o non funzionavano e non erano affari suoi. Mentre Carlos metteva molto più impegno nei dettagli e nel risolvere i problemi. Per Colin tutto era o bianco o nero”.

A fine 2001, Steiner viene chiamato dal campione del mondo F1 Niki Lauda per guidare il team Jaguar e sistemare sia la situazione sportiva che finanziaria della squadra. Comincia quindi una nuova vita in F1 dopo 16 stagioni nel mondo del rally, nella maggior parte dei casi sconosciuti ai più.

Una parte di carriera che vale la pena raccontare affinché non ci si fermi al personaggio che abbiamo imparato a conoscere su Netflix e negli ultimi anni di F1 alla guida di Haas.

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