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Storie di F1 – Haas: storia di un sogno americano

Grazie a questa serie di articoli ripercorreremo le origini dei 10 team in griglia: oggi si inizia con la Haas.

Oltre ad essere arrivata ultima nel campionato costruttori e quindi si è conquistata il primo articolo della serie, il team Haas è anche il più giovane della griglia di Formula 1. La scuderia americana infatti è entrata nel circus solo nella stagione 2016 come undicesima del lotto. Da quando è entrata in F1, il team la cui sede si trova a Banbury (Gran Bretagna), è sempre stata motorizzato da Ferrari. Proprio per via dell’utilizzo dei motori italiani, la dirigenza di Maranello ha spesso potuto influito sulla scelta della coppia di piloti.

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2016-2018: un esordio promettente

Al Gran Premio d’Australia 2016, il primo in assoluto per Haas, il team statunitense si presenta con la coppia di piloti Gutiérrez-Grosjean. Il primo, di provenienza messicana, entrava nella sua quarta stagione in F1. Nel biennio 2013-2014 infatti ha corso con Sauber; nel 2015 ha però perso il posto. In compenso aveva guadagnato il ruolo di collaudatore e terzo pilota per Ferrari. Grosjean invece esordisce nel 2009 con Renault, ma la sua prima stagione da titolare l’ha fatta nel 2012 con Lotus, continuando proprio con loro fino al 2015, salvo poi cambiare nel 2016 per Haas. La prima stagione del team americano non è stata per nulla male, visti i 29 punti e ottavo posto nel campionato costruttori conquistati da esordienti. Il 2017 si rivela un passo in avanti visto che si migliora, ottenendo 47 punti (19 in più della passata stagione) con una gara in meno in calendario. L’anno successivo, il 2018, si rivela il migliore della loro (breve) storia. 93 punti ottenuti, di cui uno tramite il primo giro veloce della loro storia nel GP di Singapore, e nuovi sponsor dunque attirati.

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2019-2021: il picco negativo

Il 2019 vede arrivare insieme al nuovo sponsor principale Rich Energy, dopo la migliore stagione nel 2018, la peggiore fino a quel momento. La coppia di piloti Magnussen-Grosjean, per la terza stagione consecutiva insieme, non funziona, anche per via di una macchina poco sviluppata e con evidenti problemi. La stagione successiva sarà quella del definitivo cambiamento: dopo solo un anno di partnership, Rich Energy si separa da Haas e ai due attuali piloti viene annunciato che entrambi non verrano rinnovati per il 2021. Inoltre, il 2020 regala alla Formula 1, uno degli attimi più spaventosi mai visti. Al primo giro del terzultimo GP della stagione Grosjean impatta le barriere del circuito del Bahrain e la sua macchina va a fuoco. Per fortuna di tutti, il francese ne esce miracolosamente quasi illeso, ma terminerà comunque la sua stagione in anticipo. La quinta stagione del team americano in F1 si chiuderà in nona (penultima) posizione nel costruttori, con 3 soli punti conquistati. Il 2021 si apre con nuove speranze: due nuovi piloti alla guida delle monoposto statunitensi portano speranza. Da un lato del garage c’è Nikita Mazepin, russo d’origine, il padre è molto ricco e possiede Uralkali, che diventerà il nuovo sponsor e influenzerà molto anche i colori della nuova livrea. A posteriori possiamo dire, dati alla mano, che probabilmente il portafoglio del padre ha influito di più che il talento del figlio. Dall’altro lato del box Haas c’è Schumacher Jr., anche lui rookie, fresco di vittoria del campionato di F2 2020. Purtroppo, anche il 2021 si rivelerà un nulla di fatto, dato che sarà la loro peggior stagione in assoluto: decimo ed ultimo posto nel campionato costruttori e nessun punto conquistato.

2022-2023: una lenta ripresa

Visti i (non) risultati conquistati dai due giovani e dalla situazione scoppiata tra Russia ed Ucraina, tra febbraio e marzo 2022 Haas scarica il pilota russo per assoldare una vecchia conoscenza: K-Mag. I risultati si vedono: 25 punti conquistati dal danese su 37 totali e ottavo posto nel campionato costruttori. Inoltre, grazie a delle condizioni atmosferiche abbastanza strane e variabili, Magnussen si assicura la prima Pole Position in assoluto del team americano, anche se per una gara sprint, in Brasile. Per l’ultima stagione di questa storia, quella da poco finita, anche Schumacher è stato scaricato: troppi danni e pochi risultati. In compenso è arrivato un altro pilota ricco di esperienza: Nico Hülkenberg. La stagione, se si considerassero solo le qualifiche, non sarebbe andata neanche male, anzi. Proprio il tedesco è arrivato svariate volte in Q3, lottando per delle posizioni importanti. Purtroppo però i punti si conquistano in gara e Haas, visto anche un budget ridotto per il budget cap, ha avuto problemi con gli sviluppi. Tutto ciò ha influito sulla loro stagione e anche per questo la scuderia americana ha concluso al decimo posto con 12 punti all’attivo.

Per riassumere, dunque, nella sua (ancora breve) storia in F1, Haas ha conquistato un quinto, tre ottavi, due noni e due decimi posti nel campionato costruttori. Il team è stato un investimento di Gene Haas che però, allo stato attuale, non ha ancora dato i suoi frutti.

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