Evoluzione perpetua, sia in pista che non. Per stare al passo con i tempi, i piloti non possono più svolgere solo il lavoro per cui vengono stipendiati, ma devono essere anche attivi nel sociale.
Una comunità scelta, quella del motorsport, in cui l’oblio ha sempre tenuto per sé determinati argomenti. Fino a questo momento storico, la stragrande maggioranza dei piloti ha considerato il mondo della Formula 1 veloce come le auto da loro guidate, senza troppo tempo per le riflessioni.
In rarissimi casi i piloti passati hanno mostrato, alle camere dei media, un vero interesse per la vita fuori dalla pista. Il solo Ayrton ha avuto l’accortezza di mostrare al mondo, tramite le sue parole e i suoi modi, i disagi della popolazione brasiliana. Grazie alla sua fondazione, il Brasile versa in condizioni migliori e The Magic resta tutt’ora idolo eterno del popolo brasiliano.
Il mondo è in continua moto, e c’è un’evoluzione anche dal piano della presa in considerazione di tutte le persone. Le discriminazioni stanno via via scomparendo, lasciando l’odio di genere al passato. Anche la Formula 1, grazie ai suoi uomini, ha preso coscienza di essere portatrice di messaggi. I piloti più rappresentativi del decennio scorso della Formula 1, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, hanno prestato il loro volto a battaglie molto importanti per l’inclusione.
Il 7 volte campione del mondo si è fatto promotore del Black Lives Matter nel circus dopo la morte di George Floyd, e da quel momento ha combattuto anche per i diritti civili degli omosessuali. Il campione tedesco, dal suo canto, negli ultimi anni della sua carriera ha affrontato le discriminazioni contro gli omosessuali, come durante il weekend di Ungheria 2021, dove ha manifestato attivamente contro il governo di estrema destra capeggiato da Orban.

Uomini, questi due grandissimi piloti, che hanno prestato con coraggio le loro immagini a battaglie di cui si è fatta carico anche la Formula 1, con l’introduzione dello sponsor Racing Pride sulla vettura Aston Martin. Un passo avanti per tutta la F1, che adesso corre in compagnia delle vicende del mondo, e non più abbandonata a sé e alla sua velocità.


