A 39 anni appena compiuti, Lewis Hamilton non sembra intenzionato a fermarsi presto. Tuttavia, nel 2009 l’inglese fu sul punto di lasciare la Formula 1 a soli 24 anni. Scopriamo perché.
Siamo all’alba del campionato 2009, al round inaugurale a Melbourne. La McLaren e il campione del mondo in carica Lewis Hamilton arrivano in Australia con una vettura poco performante, dichiarando che sarebbero contenti a tornare a casa con un punto.
Le qualifiche confermano gli evidenti problemi del team: Hamilton viene eliminato in Q2 ed è costretto alla sostituzione del cambio. In gara, però, la McLaren rivela un passo gara solido e, con un’ottima strategia, Hamilton si trova in quarta posizione.
Quando davanti a lui Vettel e Kubica si toccano ed esce la safety car, Trulli finisce fuori pista ed Hamilton lo supera. Il sorpasso, però, è avvenuto in regime di safety car, anche se Hamilton non poteva fare altrimenti. Per sicurezza, comunque, la McLaren chiede al proprio pilota di lasciar sfilare Trulli, perdendo così il terzo posto.
Una bugia costata cara

Dopo la gara, però, Trulli viene penalizzato di 25 secondi per aver superato Hamilton in regime di safety car, nonostante il pilota italiano si sia giustificato spiegando di aver passato Hamilton solo quando l’inglese aveva praticamente fermato la macchina. Dal canto suo, Hamilton rivendica di aver passato Trulli solo perché era andato lungo e, successivamente, di non avergli restituito la posizione in maniera volontaria.
Passano alcuni giorni e la FIA, ascoltando le registrazioni radio di McLaren e Toyota, viene a conoscenza della verità: Hamilton, quindi, ha mentito ai commissari. Per questo motivo, l’inglese viene squalificato dalla classifica finale del GP d’Australia e Trulli si vede restituire il podio.
Al round successivo in Malesia, durante la conferenza stampa, Hamilton si apre: “Prima di parlare con i commissari, il mio team manager mi ha chiesto di nascondere alcune informazioni, ed è ciò che ho fatto. Sono un giocatore di squadra, tutte le volte che mi viene detto di fare qualcosa lo faccio, ma questa volta ho commesso un grave errore”.

Il team manager in questione, Dave Ryan, viene sospeso dalla McLaren e si scusa per l’accaduto. A seguito delle forti critiche ricevute, Hamilton ha successivamente rivelato di aver pensato al ritiro. “Ci tengo a come le persone mi vedono e questo era troppo. Ho pensato: come recupero da questa situazione?”.
“Per mesi sentivo attorno a me un’energia negativa e non mi piaceva. Ma piano piano ho realizzato che avevo anche molte persone che mi supportavano. Amo vincere e vincere correttamente. L’integrità è molto importante per me”.
Tutto è bene quel che finisce bene
Alla fine, come sappiamo tutti, Hamilton non si è ritirato: è rimasto con McLaren per altre tre stagioni, prima di passare in Mercedes nel 2013 e infrangere ogni record esistente, arrivando a 103 vittorie, 104 pole position e 7 titoli mondiali.
Fonti: Drive.com, TheLastCorner.it

