Pochi sorpassi e poca azione in pista hanno caratterizzato in maniera decisamente negativa l’inizio della decima stagione di Formula E. Vediamo il perchè.
La scorsa stagione, la FE era sicuramente una delle categorie da battere per quanto concerne i duelli in pista e il livello generale di spettacolarità, superiore secondo molti a sport pilastri come la F1.
I sorpassi continui, i duelli all’ultima goccia di energia e l’azione in pista erano fortemente frequenti giro dopo giro ed è stato proprio questo il punto forte della FE che è riuscita ad avvicinare numerosi gruppi di fan, desiderosi di nuova linfa, da tutto il mondo, accrescendo così i propri ascolti.

Nella stagione 10, arrivata a 3 appuntamenti conclusi, sembra non essere al livello della precedente per una serie di fattori ben diversi tra loro che hanno causato quanto vediamo in pista, come se si trattasse di una sorta di staticità che porta di conseguenza a poco spettacolo.
Lo scorso anno ha debuttato come ben sappiamo la nuova ed innovativa Gen3, monoposto nettamente più efficiente delle Gen2. Ma soprattutto destinata ad offrire uno spettacolo decisamente non indifferente e d’alto livello.
Pur rimanendo la qualifica il pilastro della spettacolarità in FE, dove niente è detto fino all’ultimo round, anche le gare nella passata stagione vedevano vincitori piloti che partivano da caselle ben distanti dalla P1.
Esempi da citare sono l’1-2 di Wehrlein e Dennis in quel di Diriyah, che ricordiamo essere partiti dalla quinta e dalla sesta casella in una pista che a detta di svariati piloti è la più difficile nella quale sorpassare assieme a Londra.
Le cause di tale decrescita, vanno ricercate esclusivamente all’interno delle decisioni degli organizzatori della FE.
Per l’edizione 2024 hanno ridotto l’energia concessa per la gara, 38.5 contro i 40 kWh del 2023, riducendo però anche il numero di giri.
In proporzione, nel 2024 l’energia al chilometro messa a disposizione è stata dell’1.4 e del 4.3% più alta rispetto ai due E-Prix della scorsa stagione.
La Gen3 tuttavia ha dato inizio a un trend in cui le corse a basso risparmio sono sempre più frequenti, a discapito dell’azione in pista.

Nonostante il calo dei sorpassi, secondo molti piloti del circus non c’è motivo di cui preoccuparsi.
“Messico, Diriyah e anche Londra sono le piste più difficili per i sorpassi”, ha affermato il campione del mondo Jean-Eric Vergne.
Wehrlein già dopo la sua vittoria in Messico, ha affermato:” Quando siamo partiti, la gara era già molto vicina ad essere senza risparmio. Contrariamente ad altre categorie, noi non abbiamo degli aiuti per sorpassare, come il DRS o altro. Le possibilità di sorpasso per noi arrivano dal risparmio di energia, che però non era abbastanza”.
I progressi nel campo delle batterie permettono ora di sostenere potenze maggiori per un intervallo di tempo prolungato, non solo in accelerazione, ma soprattutto in frenata.
Si è aperta difatti l’opportunità per l’aggiunta di un secondo motore sull’asse anteriore, al momento sfruttabile unicamente per la rigenerazione in staccata.
Così, mentre le Gen2 recuperavano energia con un solo generatore, le monoposto attuali si avvalgono di due unità.
Wehrlein ha poi continuato dicendo che: “Ci sono delle gare dove si sorpassa fin troppo e dove le qualifiche non contano, mentre ve ne sono altre dove devi essere veloce sul giro secco e partire davanti per avere una possibilità di vincere. Il mix è abbastanza buono”.
Le Gen3 sono vetture fortemente efficienti, ma deve essere rivisto il rapporto fondamentale tra distanza di gara ed energia concessa, che con i passi da gigante dell’industria elettrica, verrà rivisto sicuramente con la Gen4.

