Pat Symonds, Direttore Tecnico della Formula 1, ha evidenziato il vantaggio della Red Bull RB20 rispetto le restanti monoposto del Circus.
La nuova Red Bull RB20 con con inlet a bocca di squalo è senza dubbio l’argomento più discusso di questa prima giornata di test pre stagionali. La scuderia di Milton Keynes ha nuovamente stupito il mondo della Formula 1 con un design a dir poco rivoluzionario, portando sotto i riflettori del Bahrain una monoposto innovativa con sei aperture sparse nel corpo vettura: due fessure orizzontali sulla bocca delle pance, due verticali accanto all’abitacolo e due ai lati della testa del pilota.
Una scelta audace che, al momento, ha incontrato il parere positivo di Pat Symonds, Direttore Tecnico della Formula 1. L’ingegnere inglese ha elogiato la nuova creatura disegnata dalla mano di Adrian Newey, evidenziando la capacità dei tecnici di Milton Keynes di sfruttare al meglio i regolamenti rispetto ai rivali.
“Quando sono stati introdotti i nuovi regolamenti nel 2022 molti ritenevano che fossero parecchio restrittivi. In certe aree lo sono, perché l’obiettivo è consentire alle auto di correre più ravvicinate. Ma ci sono sicuramente molte altre aree con maggiore libertà e in Red Bull ne sono a conoscenza. Hanno capito quali aree sfruttare: quello che stiamo vedendo nel 2024 è che hanno portato questo concetto un po’ più avanti. La RB20 è un passo avanti rispetto alla concorrenza“.
“Il flusso interno alla vettura che attraversava il vano motore e raffredda i radiatori è una cosa spesso trascurata perché non è così visibile, eppure è di enorme importanza. Tutto fa parte di una struttura incredibilmente complessa che contribuisce a determinare se una vettura sarà competitiva o meno“.
Stessi inlet del Concorde?
In molti hanno osservato una certa somiglianza tra le aperture della RB20 e gli inlet del Concorde, veivolo nato negli anni Settanta dalla collaborazione tra gli inglesi della British Aerospace e i francesi della Aérospatiale. Symonds ha colto la palla al balzo per osservare un comportamento tipico di queste fessure che Red Bull, a suo dire, avrebbe risolto o quantomento mitigato.

“Spesso si verificano fenomeni di stallo a causa dello strato limite, una zona di aria relativamente immobile che si attacca ai lati della cellula di sopravvivenza. Nel caso di un aereo, la fusoliera. Tendenzialmente si cerca sempre di allontanare questa zona, ma sulle due Red Bull l’inlet è molto stretto e si trova molto vicino alla carrozzeria. Hanno sicuramente condotto simulazioni approfondite e test, quindi conoscono bene il funzionamento di questa soluzione. Non credo che ci saranno problemi in merito“.



