Aston Martin 2026, motore HONDA

Aston Martin boccia l’aggiornamento Honda per risolvere le vibrazioni

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Nonostante il problema sia tutt’altro che risolto, Aston Martin rinuncia alla soluzione Honda per attenuare le vibrazioni portata in pista in Giappone.
 

La gestione delle vibrazioni prodotte dalla Power Unit Honda continua a essere un problema di primo ordine per Aston Martin, ancora impossibilitata a sbloccare il reale potenziale della propria monoposto e ad assicurare ai propri piloti una macchina pienamente guidabile. Nei primi tre appuntamenti stagionali, la scuderia britannica ha faticato a trovare continuità di risultati, collezionando cinque ritiri complessivi tra Alonso e Stroll, con la P18 ottenuta a Suzuka dallo spagnolo come miglior piazzamento e, al momento, unico arrivo al traguardo.

Aston Martin 2026, motore HONDA

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Proprio Suzuka, gara di casa del motorista nipponico, era stata identificata come un appuntamento chiave per tentare di risolvere le problematiche legate alle vibrazioni prodotte dalla Power Unit. L’obiettivo era quello di presentarsi in Giappone con una soluzione concreta, capace di restituire competitività a un progetto fin qui segnato da risultati deludenti nelle prime gare stagionali in Australia e Cina.

In effetti, durante le Prove Libere del venerdì, Aston Martin aveva introdotto sulle proprie vetture un nuovo componente sperimentale, soprannominato internamente “ball”, progettato per attenuare le oscillazioni anomale provenienti dal pacco batterie. I primi riscontri erano stati incoraggianti, con sensazioni di guida sensibilmente migliorate.

Shintaro Orihara, direttore generale in pista e capo ingegnere Honda, aveva promosso il nuovo aggiornamento, sottolineando come il dispositivo avesse effettivamente mostrato un potenziale concreto nel ridurre le vibrazioni. L’unica incognita restava l’effettiva durata in condizioni di gara, dal momeno che il dispositivo poteva rompersi in maniera improvvisa compromettendo la guida dei piloti, motivo per cui i tecnici inglesi hanno preferito ritornare al setup originale per il GP de lGiappone.

Abbiamo lavorato su molte cose, ma c’è sempre un rischio nell’introdurre nuovi componenti. Per ragioni di affidabilità abbiamo deciso di non utilizzarlo in gara, ma credo che abbiamo visto segnali promettenti. Continueremo a testarlo nelle Prove Libere del venerdì“.

Il fine settimana di Suzuka ha rappresentato comunque un modesto passo in avanti nel difficile avvio di stagione di Aston Martin. Con il componente montato sulle monoposto, infatti, la squadra ha registrato il miglior venerdì da inizio stagione, completando 78 giri complessivi tra Stroll e Crawford – Alonso indisponibile causa paternità. Una magra consolazione che fa ben sperare per il prosieguo di stagione della scuderia di Siverstone.

Aston Martin Stroll

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