La gara di ieri ci ha lasciato molti spunti, uno su tutti che Ferrari attualmente è seconda forza. Ma è veramente migliorata dal Bahrain 2023?
La gara del 2023 partì con una prima fila tutta Red Bull e le due rosse solamente in seconda fila, in terza e quarta posizione. Gli sviluppi che dopo la stagione precedente avrebbero dovuto migliorare la SF-23 arrivarono, ma non si rivelarono così efficaci. Infatti Leclerc si ritirò verso la fine del giro 41 per un problema meccanico. Il monegasco si trovava comunque “solo” terzo a circa 25-26 secondi dal leader, Verstappen. In seguito, l’unica Ferrari rimasta, quella di Sainz, soffriva una poca competitività anche a causa della finestra d’utilizzo delle gomme, che era molto piccola. Questo passo gara non brillante costò il podio allo spagnolo, che qualche giro prima della fine venne sorpassato dal connazionale Alonso, che riuscì addirittura a costruire un distacco di nove secondi dal pilota Ferrari.

Sostanzialmente, il Cavallino non rampò in quell’occasione e anzi, ne uscì con le ossa rotte, solamente 12 punti e più di 35 secondi di distacco dal leader all’attivo.
Un passo nella giusta direzione
Il Bahrain di quest’anno ha offerto invece molte informazioni per il team di Maranello. Innanzitutto, sembra che per quanto riguardi i pit stop possa essere stata migliorata la situazione. Infatti, nella serata mediorientale i due pit stop migliori li ha eseguiti Ferrari, in 2.23 per Leclerc e 2.27 secondi per Sainz, a pari merito con Verstappen. La macchina sembrava essere stabile, reattiva e rispondeva a ciò che i piloti chiedevano. Inoltre, nonostante il problema ai freni riscontrato da Leclerc a partire dai primi giri fino alla fine della gara, i punti conquistati sono stati 27. I freni con temperature diverse hanno reso il monegasco molto deluso perché era sicuro che avrebbe potuto lottare per la seconda posizione. Lo stesso disappunto significa che ci fosse di più nella macchina, da prendere come ottimo segno.

Infatti lo stesso Sainz, che lo scorso anno faticò, quest’anno ha conquistato il terzo posto e dunque un podio. Questo darà morale sia al pilota che al team, che sarà fondamentale tenere alto per tutta la stagione. Leclerc ha invece chiuso quarto, dietro proprio al compagno.
Riassumendo dunque i dati a nostra disposizione, possiamo dire che è una Ferrari migliorata. Sainz ha ridotto di circa 20 secondi il distacco finale da Verstappen, che deve essere un punto di partenza e non d’arrivo. L’affidabilità a livello motoristico sembra stabile, non essendo, teoricamente, il problema ai freni riconducibile al motore. Il pit stop funzionante è un altro ottimo segnale. Quando qualche tempo fa ci siamo chiesti se la SF-23 fosse veramente stato un fallimento, rimandammo il giudizio. Oggi possiamo dire che non lo è stato. La sorella minore, l’odierna SF-24 è nata proprio da una macchina buona ma non ancora pronta a vincere.
Aver investito sullo sviluppo di quella macchina ha decisamente aiutato la creazione di quella che abbiamo visto in pista ieri. Secondo noi, alla lunga, questo sviluppo graduale ricompenserà una gestione, quella di Vasseur, che finalmente lavora bene per riportare il Cavallino a rampare sul tetto del mondo.
Ambizioso, perfezionista ed in cerca di miglioramento.

