Dopo i test e il GP in Barhain e il GP di Jeddah, Adrian Newey salterà la trasferta in Australia (come da programma), e tornerà in pista in Giappone. Adrian collabora con Wache, il direttore tecnico di Red Bull, sulla nuova RB20, nonostante il suo ruolo di direttore tecnico oramai si espande a più progetti.
Newey oltre ala F1, lavora anche ad altri progetti, dedicando molto tempo ad altri progetti della Red Bull. Si vociferava che la casa austriaca voleva spostare l’ingegnere inglese, esclusivamente, sul progetto hypercar RB17, prevista per il 2026.
Ciò sarebbe potuto essere dovuto al buget cup in F1 e alla situazione che c’è al vertice della Red Bull. Tuttavia le fonti che Newey cambi ruolo sono ampie, al momento resta al suo posto e continuerà lo sviluppo della RB20.

Newey è speso al centro di speculazioni che lo vedono terminare la sua carriera nel mondo della Formula 1, ma Adrian è ancora motivato a proseguire il suo percorso in Red Bull. L’unico momento che l’ha visto tentennare sulla permanenza nel Circus è stato il 2014, quando la casa austriaca viveva un abbondante svantaggio tecnico con la sua PU Renault.
Le dichiarazioni di Adrian Newey
“Mi sono unito alla Red Bull per costruire un team dall’inizio, è stato un grande rischio per la mia carriera ma volevo essere coinvolto dall’inizio, e così come Christian (Horner) e Helmut (Marko), abbiamo sviluppato la squadra dall’inizio. Perché mi ci vorrei allontanare?”
“L’unica volta che ero vicino all’abbandonare era il 2014. Era molto semplice farlo in quel momento, avevamo una Power Unit che non funzionava, cose che accadono ovviamente, ma non sembrava esserci voglia da parte di Renault di investire per migliorarla”
“Si è in una posizione deprimente per cui, per vincere campionato c’è bisogno di: motore, telaio e pilota e se uno di questi elementi manca allora non vincerai mai”

