Il team svizzero Stake è stato due volte vittima di grandi problemi ai pit stop, con Bottas in Bahrain e con Zhou che ha visto andare in frantumi la propria gara in Arabia Saudita.
Inoltre, la C44 non sta mettendo abbastanza energia nelle gomme, compromettendo le prestazioni sul giro singolo nelle qualifiche. Anche per questo le gomme dure montate da Bottas a Gedda non hanno lavorato come avrebbero dovuto.
“Penso che debba essere un campanello d’allarme”, ha detto Bottas quando la stampa gli ha chiesto un commento sul deludente inizio di stagione.
“Ovviamente, è solo la seconda gara su 24 e abbiamo aggiornamenti in arrivo. Ma dobbiamo sicuramente migliorare. Non solo il ritmo, ma anche operativamente, visto che entrambi i piloti hanno avuto grossi problemi ai pit stop.”
“Ci sono alcuni pezzi nuovi in arrivo per l’Australia. Ora abbiamo due settimane per cercare di risolvere il problema ai pit stop. È qualcosa che dobbiamo risolvere, perché anche se rendiamo la macchina più veloce, se abbiamo pit stop lunghi non è ideale.”

Problemi di gomme
Bottas è stato l’unico pilota a partire con il compound morbido a Gedda assieme a Oliver Bearman.
Il periodo di safety car all’inizio ha mandato la maggior parte del gruppo ai box e, dopo essere passato alle gomme dure, Bottas ha iniziato a lottare. In seguito ha effettuato una seconda sosta non pianificata per tornare alle gomme morbide e ha terminato 17° battendo solo lo sfortunato Zhou.
“Pensavamo che per noi la strategia pianificata ad inizio gara sarebbe stata la migliore”, ha detto il finlandese.
“Ma alla fine il compound duro non ha funzionato. Non siamo riusciti a creare abbastanza temperatura, ci sono voluti almeno 15 giri per ottenere una certa aderenza. E a quel punto avevamo perso troppo tempo.”
“Oggi i compound più morbidi erano molto migliori. Quindi penso che con la nostra macchina sia difficile generare molta energia alle gomme.”
“Probabilmente è per questo che il ritmo in gara è stato abbastanza buono in Bahrain, perché l’asfalto è ruvido e devi mantenere le gomme fredde. Su un asfalto come questo sembrava solo che non riuscissimo a generare abbastanza temperatura.”
Bicchiere mezzo pieno?
Nonostante tutto il team principal Alessandro Alunni Bravi ha notato alcuni segnali positivi.
“Purtroppo nella prima parte dello stint Valtteri stava lottando per portare il compound duro nella giusta finestra di temperatura”, ha detto l’italiano.
“Nella seconda parte però è stato competitivo, e i suoi tempi sul giro erano solidi e consistenti. Poi abbiamo deciso di ritornare sulle morbide per beneficiare di un’eventuale safety car nell’ultima parte della gara, perché era l’unica opportunità per noi di tornare a lottare per i punti.”
“Zhou è invece stato molto consistente sulle medie. Purtroppo abbiamo dovuto gestire temperature elevate. Penso che questo sia stato anche dovuto all’incidente nelle FP3, perché abbiamo dovuto cambiare molte componenti sulla macchina.”
“Nella prima parte della gara, è stato costretto fare molto ‘lift and coast’, e ciò ha compromesso la possibilità di combattere con Magnussen e Hülkenberg.”
“Il pit ha poi compromesso la sua gara, ma le prestazioni erano solide. Ecco perché siamo fiduciosi che a Melbourne si possa fare un ulteriore passo avanti. Ma come Stake dobbiamo materializzare queste prestazioni e il nostro potenziale con una gara senza problemi.”
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