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Perez: “Alla Red Bull non tutti riescono a sopravvivere”

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Il secondo sedile della Red Bull è sicuramente uno dei più importanti all’interno del paddock di Formula 1. Al tempo stesso, però, è un sedile molto complicato da mantenere visti gli standard richiesti dal team. Eclatanti in questo senso sono i casi di Gasly ed Albon che hanno trascorso pochissimo tempo nel team di Milton Keynes. Dal 2021 è stato ingaggiato Sergio Perez che è ormai giunto al suo quarto anno al fianco di Max Verstappen. Il contratto del messicano scade al termine della stagione corrente e non si sa se sarà riconfermato o no.

Il numero 11, a differenza dei suoi predecessori, non faceva parte del “vivaio” Red Bull: Perez, infatti ha iniziato con la Ferrari Driver Academy per poi guidare con Sauber, McLaren e Force India (poi Racing Point nel 2020).

Le parole del messicano

Perez, ospite del podcast “Beyond the grid”, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla pressione vissuta all’interno del team: “In uno sport come il nostro sei continuamente sotto pressione. L’importante è dare il massimo in ogni weekend di gara e in qualsiasi condizione. Sento che in questo senso sia cambiato qualcosa alla Red Bull: è un team che lavora in modo diverso da tutti gli altri. Molti piloti non sopravvivono perché c’è molta più pressione e un modo diverso nel concentrarsi su se stessi”.

Il pilota messicano ha poi dichiarato come ha dovuto affrontare i numerosi rumours che lo vedevano fuori dalla Red Bull per il 2024. Voci che si erano fatte più insistenti soprattutto nella parte centrale della passata stagione quando Perez ha avuto un momento di difficoltà: “Sono cresciuto senza social media e cerco di starne lontano il più possibile. L’unica cosa che posso fare è lavorare con il mio team e prepararmi nel modo migliore possibile. Le interferenze esterne ci saranno sempre, sta a me spegnerle”.

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