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Verstappen spinge i giovani: “Il sim-racing non è un gioco. Credo che i sim-racer possano arrivare nel motorsport reale”

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Il Sim-Racing sta abbassando le barriere d’ingresso nel motorsport. Max Verstappen auspica una scala di carriera per i talentuosi Sim-Racer che si stanno sviluppando in questi anni.

Il campione del mondo di Formula 1 Max Verstappen non considera il motorsport virtuale un semplice gioco. Il Sim-Racing sta diventando sempre più popolare e grazie a simulazioni autentiche come iRacing, Assetto Corsa, Race Room o rFactor, la guida virtuale si avvicina sempre di più alla realtà. Verstappen auspica la creazione di una struttura di carriera per i Sim-Racer che si distinguono nel mondo virtuale.

L’accesso al vero motorsport è costoso. Nell’ambito del karting, ad esempio, i costi possono facilmente superare i 100.000 euro all’anno. Molti giovani talenti non hanno quindi la possibilità di dimostrare le proprie capacità se non dispongono di un sostegno finanziario adeguato.

Il Sim-Racing sta abbassando le barriere d'ingresso nel motorsport. Max Verstappen auspica una scala di carriera per i talentuosi Sim-Racer che si stanno sviluppando in questi anni.

Qui entra in gioco il Sim-Racing, poiché gli investimenti nel mondo virtuale sono molto più contenuti rispetto al motorsport reale. Basta un potente PC, una console e un volante con pedali per sfrecciare nel mondo virtuale. Inoltre, il carburante e le gomme non costano nulla. Nemmeno gli incidenti hanno un impatto finanziario.

Anche se volanti e pedali professionali possono costare diverse migliaia di euro e un computer performante può essere dispendioso, il Sim-Racing rimane comunque più economico rispetto alla realtà. Grazie alle sofisticate simulazioni disponibili sul mercato, l’esperienza di guida con le auto con licenza è ormai molto realistica.

Il Sim-Racing sta abbassando le barriere d'ingresso nel motorsport. Max Verstappen auspica una scala di carriera per i talentuosi Sim-Racer che si stanno sviluppando in questi anni.

Verstappen è un appassionato Sim-Racer e ha grandi progetti: “Ho il mio team e vedo quanto investiamo in preparazione prima di una gara, è molto professionale. È difficile spiegare, ma c’è molto coinvolto. Credo che i Sim-Racer possano arrivare al motorsport reale.”

Verstappen sta lavorando per creare queste opportunità, desiderando dare ai talentuosi Sim-Racer l’opportunità di guidare vere vetture da corsa su piste reali. “Sarà un periodo interessante. Naturalmente ci sono sempre aspetti migliorabili, per renderlo più realistico. Non sarà mai perfetto. Ma è comunque interessante vedere cosa riserva il futuro e cosa sarà possibile.”

Verstappen è convinto che il Sim-Racing diventerà un nuovo ramo di carriera per i piloti. “Si apriranno opportunità per arrivare al motorsport reale,” afferma il pilota olandese della Red Bull Racing. “Non sto parlando solo della Formula 1, ci sono altre categorie. È un periodo eccitante.”

Ci sono già esempi nel motorsport che dimostrano come i Sim-Racer possano ottenere successo nella realtà. William Byron, vincitore del Daytona 500 e campione Xfinity, ha fatto il salto dal Sim-Racing alla NASCAR a 15 anni e ora è uno dei contendenti al titolo nella serie NASCAR. Anche Tim Heinemann ha raggiunto la DTM attraverso il Sim-Racing.

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