Non si placano le voci relative al caso Horner: il team principal della Red Bull, come sappiamo, è stato oggetto di un’indagine da parte del suo stesso team in merito all’invio di alcune foto “piccanti” ad una sua dipendente. Un’indagine durata otto settimane che ha portato anche ad alcune lotte interne all’interno della stessa Red Bull ma che, per il momento, vede Christian Horner ancora a capo della scuderia.
Un comunicato della Federazione, in Red Bull si guarda al futuro
L’indagine, dunque, è chiusa per la Red Bull ma non si può dire lo stesso per la FIA. La Federazione, infatti, ha ricevuto una notifica da parte della vittima (che nel frattempo era stata sospesa dal team). La donna, in particolar modo, ha segnalato alla Federazione una violazione del codice etico dell’automobilismo.
Negli anni passati la FIA ha cercato sempre di distaccarsi dalle questioni interne alle singole squadre. In questo caso però, se la violazione dovesse essere effettiva, le cose potrebbero cambiare. Ad ogni modo la Federazione ha sempre promosso una politica di equità per tutti i membri delle squadre e ha anche istituito una linea telefonica per gli abusi.
Come di solito accade in questi casi, sulla questione vige la massima riservatezza, ribadita anche dalla Federazione tramite un comunicato: “Alla FIA, le richieste e i reclami sono ricevuti e gestiti dal Compliance Officer e, se del caso, dal Comitato Etico. Entrambi gli organi operano in modo autonomo, garantendo la massima riservatezza[…]”.
La società madre della Red Bull (sede in Austria), ha detto pochissimo sulla vicenda. Qualche dichiarazione in più, invece, l’ha fatta Christian Horner durante il weekend del GP d’Arabia Saudita: “Questa è una lamentela che la Red Bull GmbH sta gestendo in maniera professionale. L’azienda ha scelto un ottimo legale: lui ha analizzato tutto ed è arrivato a delle conclusioni che hanno permesso di respingere il reclamo. Io mi concentro solamente sulla Red Bull e siamo solo concentrati su quello che accadrà più avanti”.

