La SF-24, ancora “acerba”, sembra mancare di carico aerodinamico al posteriore e ha dunque bisogno di aggiornamenti.
La SF-24 si è rivelata una buona monoposto nelle prime due uscite stagionali. Finora, Leclerc, Sainz e Bearman sono riusciti a conquistare due podi e 49 punti e hanno dimostrato che la Ferrari è al momento la seconda forza netta del campionato. L’obiettivo del Cavallino è comunque quello di chiudere il gap con la Red Bull entro fine anno, in modo da provare un assalto al titolo nel 2025, quando arriverà a Maranello Lewis Hamilton.
Per arrivare a mettere pressione al team di Milton Keynes si stanno dunque preparando degli aggiornamenti per la SF-24. Il primo corposo pacchetto di migliorie dovrebbe debuttare in pista a Imola a metà maggio e dovrebbe modificare solo la veste aerodinamica della vettura. La Rossa di questa stagione è comunque una monoposto ancora “acerba”, essendo stata rinnovata in tutte le aree rispetto alla sua progenitrice, e deve quindi essere ottimizzata e perfezionata.

Pregi e difetti della SF-24
Chiaramente, in Bahrain e in Arabia Saudita si sono potuti vedere i punti di forza e di debolezza di questa macchina. La SF-24 è innanzitutto facile da guidare e sincera nelle reazioni, come detto già molte volte e dimostrato anche dall’ottima prestazione di Bearman a Jeddah, che ha avuto a disposizione meno di un’ora prima delle qualifiche per adattarsi, e, a differenza della sua predecessora, non soffre particolarmente il vento e le sue variazioni. Proseguendo nell’analisi, la vettura di Maranello è fortissima nelle curve veloci, soprattutto quelle a percorrenza prolungata, e, nonostante le difficoltà a Sakhir, in frenata.
Anche le top speed e l’usura delle gomme sono molto buone, quasi al livello di quelle della RB20. Le aree in cui la monoposto di Cardile fatica sono invece la trazione e la messa delle gomme nella loro finestra di utilizzo ottimale, in particolar modo quelle posteriori. Bisogna comunque ricordare che in inverno a Maranello hanno attuato una vera e propria rivoluzione tecnica, perciò è comprensibile che il pacchetto non sia ancora stato ottimizzato. In particolare, gli uomini di Vasseur dovranno rivedere il retrotreno della vettura per fare un ulteriore step in avanti in termini di competitività.
Confronto tra la SF-23 e la SF-24 e il bilanciamento
A ogni modo, per capire meglio le difficoltà e la loro origine può essere dunque utile fare una breve comparazione tra le ultime due vetture del Cavallino. È subito fondamentale sottolineare che la SF-23 e la SF-24 sono due monoposto molto diverse dal punto di vista del bilanciamento.
I più attenti ricorderanno infatti che l’anno scorso i tecnici del Cavallino optavano sempre per l’ala posteriore più scarica tra le diverse configurazioni possibili. L’esempio più lampante è sicuramente Zandvoort, quando la SF-23 scese in pista con un’alettone da medio carico nonostante il tracciato olandese richieda di solito valori di downforce elevatissimi, comparabili a quelli di Monaco.

Il fatto che la scelta dell’ala posteriore ricadesse sempre su quella meno carica era dovuto al sottosterzo cronico di cui soffriva la monoposto, causato da un anteriore debole. Per ridurre il sottosterzo, difatti, si deve aumentare la deportanza all’avantreno, e ciò era impossibile per dei limiti irrisolvibili della vettura, oppure ridurla al retrotreno, che era la “soluzione” attuata. Essa generava però un altro problema, ossia la mancanza generale di downforce.
La scorsa settimana in quel di Jeddah è successo invece l’opposto. Difatti, la Ferrari ha scelto l’ala posteriore più carica delle due portate sul Mar Rosso, stupendo tutti gli addetti ai lavori, che si aspettavano il profilo più scarico e più adatto al circuito arabo. Ciò denota dunque che durante la pausa invernale il bilanciamento aerodinamico della vettura è stato ribaltato.
La SF-24 è una macchina sovrasterzante e gode di un anteriore molto forte, elemento che favorisce maggiormente lo stile di guida di Leclerc rispetto a quello di Sainz, ma soffre col posteriore, diventato instabile e “ballerino”. L’aver optato per l’alettone da maggior carico indica perciò che alla Rossa manca la deportanza al retrotreno.
Il problema con le gomme
In Arabia Saudita è emerso anche un altro “problema” della SF-24, già accennato, che è di natura meccanica. Come ammesso anche da Leclerc, a Jeddah la vettura di Maranello ha faticato, come detto poc’anzi, a far funzionare in modo ottimale le gomme, soprattutto quelle dell’asse posteriore. Secondo motorsport.com la Ferrari non riesce a mettere i pneumatici in temperatura, mentre Pirelli crede che il nerbo della questione sia centrare la giusta finestra di utilizzo e mantenerla tra i due assi.

Nonostante ci siano due ipotesi diverse, sembra che questa difficoltà sia dovuta alla già citata mancanza di carico al retrotreno e al fatto che, probabilmente, la nuova sospensione posteriore, completamente ridisegnata (pur continuando a seguire lo schema pull rod), non è ancora stata perfettamente messa a punto. Il problema con le gomme è comunque risolvibile solo tramite aggiornamenti e non tramite il setup.
Conclusioni
In conclusione, alla Ferrari manca carico aerodinamico al posteriore e la sospensione posteriore deve essere ottimizzata. Per chiudere il gap con la Red Bull serviranno aggiornamenti e le aree su cui i tecnici di Maranello dovranno lavorare per le prossime gare sono l’aerodinamica e le sospensioni. La base di partenza è buona, ma per progredire (e non rimanere indietro con gli avversari) saranno fondamentali gli sviluppi nel corso della stagione.
Fuori Pista consiglia:
https://fuoripista.net/2024/03/17/alonso-spiega-i-problemi-della-formula-1-moderna/
Seguici sui social!
Sei un grande appassionato del Motorsport? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

