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Alonso penalizzato per l’incidente di Russell: la versione dello spagnolo

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Alonso ha spiegato le sue ragioni sul suo comportamento all’ultimo giro nei confronti di Russell, ritenuto “non pericoloso”.

Il GP d’Australia si è concluso sotto regime di Virtual Safety Car, a causa del contatto di Russell con le barriere in curva 6. Fin qui, nulla di strano: un incidente all’ultimo giro non è certo una novità per nessuno. Dopo la fine della corsa, però, è uscita un’inaspettata comunicazione della direzione gara, che di fatto assegnava ad Alonso 20 secondi di penalità per quanto accaduto nell’ultimo passaggio. Il motivo? Lo spagnolo avrebbe effettuato un “brake test” che avrebbe avuto influenza nell’incidente di Russell. Per farla breve, Fernando avrebbe rallentato eccessivamente in un punto troppo pericoloso.

Non è la prima volta che si assiste ad un episodio di brake test: lampante è il caso di Jeddah 2021 (l’immagine di Verstappen che rallenta di colpo e viene tamponato da Hamilton è ancora negli occhi di tutti gli appassionati). Ovviamente, si tratta di due situazioni molto diverse, con Alonso che ha fatto un qualcosa di sicuramente molto meno grave ed evidente.

Ad ogni modo, la telemetria dimostra che il pilota Aston Martin ha frenato 100 metri prima del solito, rallentando molto più rispetto ad altri passaggi e che “ha scalato le marce in maniera anomala in curva 6”. Secondo l’interpretazione della direzione gara, questa mossa è stata “potenzialmente pericolosa” ed ha causato l’incidente di Russell. Per questo motivo, quindi, sono stati aggiunti 20 secondi al tempo della vettura numero 14 a fine gara.
Come era prevedibile, la risposta dello spagnolo non si è fatta attendere: Alonso ha giustificato la frenata anticipata con l’obiettivo di cercare un’uscita migliore, e non crede di essere stato “pericoloso”.

“George mi ha raggiunto in fretta, ed è stato nella mia zona DRS per cinque o sei giri. Stavo cercando di fare giri di qualifica per rimanergli davanti. L’obiettivo era quello di massimizzare la mia velocità di uscita dalla curva 6 per difendermi da lui. È quello che farebbe qualsiasi pilota, e non penso sia pericoloso. È deludente ricevere una penalità dai commissari in un duello duro ma corretta. Sono comunque contento che George stia bene. Non è stato bello vedere la sua auto in mezzo alla pista” ha detto, come riporta motorsport.com.

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In seguito, Alonso ha arricchito la sua versione sui social. L’alfiere Aston Martin ha fatto leva sul fatto che si tratta di una normale mossa in un duello corpo a corpo e sul fatto che giro dopo giro tutti affrontano le curve in maniera un po’ diversa.

“Sono rimasto sorpreso dalla penalità di fine gara. Questa riguarda come dovremmo affrontare le curve o come dovremmo guidare. Nessuno di noi vuole mai fare qualcosa di scorretto a queste velocità” si legge sul sui social. “Senza ghiaia in quella curva, non ci sarebbe stata neppure un’investigazione. Penso che cambiare traiettoria, sacrificare la velocità di ingresso per avere ottime uscite dalle curve faccia parte del motorsport. Non guidiamo 100% in ogni singola curva di ogni singolo giro: risparmiamo carburante, pneumatici, freni. Essere responsabili di non fare la stessa cosa ogni giro è un po’ sorprendente” ha concluso lo spagnolo.

Dal canto suo, Russell ha affermato di essere rimasto stupito dal comportamento del suo avversario in curva 6, e che il suo improvviso rallentamento lo abbia portato all’incidente. Complessivamente, si tratta di una penalizzazione piuttosto dubbia: stando al comunicato della direzione gara, Alonso aveva infatti “il diritto di affrontare la curva a suo piacimento”. L’impressione è quindi quella che la penalità sia arrivata solo ed esclusivamente per l’incidente di Russell: sembra che il pilota asturiano abbia pagato non tanto per l’irregolarità dell’azione quanto più per le sue conseguenze. Giusto o sbagliato? Ognuno può avere la sua idea in quanto si tratta di un episodio dubbio e al limite, ma la sensazione è che 20 secondi (l’aggravante della volontarietà è davvero così importante?) siano una penalizzazione eccessiva.

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