Il consulente della Red Bull crede che l’olandese potesse tenere facilmente il passo di Sainz, ma non nasconde la mancanza di ritmo di Perez.
Il GP dell’Australia corso stamattina ha visto il trionfo di Carlos Sainz, che compie un’autentica impresa ad appena due settimane dall’intervento per appendicite. Leclerc chiude secondo e suggella la doppietta Ferrari, mentre chiude il podio Norris con la McLaren. I grandi delusi di giornata non possono che essere Max Verstappen e la Red Bull, con l’olandese che ha visto interrompersi il filotto di 9 successi consecutivi e di 43 gare consecutive terminate a punti. Il #1 ha infatti sofferto un problema ai freni della posteriore destra, che ne ha causato il ritiro dopo pochissimi giri.
Il team di Milton Keynes ha potuto dunque fare affidamento sul solo Perez, che non è riuscito ad andare oltre al 5° posto. Il messicano ha sofferto rispetto alle Ferrari e alle McLaren sia in termini di velocità pura che in termini di degrado gomme e ha quindi dovuto accontentarsi di finire dietro a loro. Il #11 ha poi dichiarato che, secondo lui, Sainz avrebbe vinto anche con Verstappen in corsa, ammettendo di fatto la superiorità della SF-24 a Melbourne.

Non è però dello stesso avviso, almeno in parte, Helmut Marko, consulente della Red Bull, il quale ritiene che l’olandese potesse tenere facilmente il ritmo del #55: “Non sappiamo ancora con esattezza cos’è accaduto per il ritiro di Max. Ma nel giro in cui Sainz lo ha passato, i suoi freni non si sono più sbloccati. Quando Sainz l’ha superato, era andato leggermente di traverso e i freni si sono completamente bloccati. Indagheremo la causa. Ho parlato con Max e mi ha detto che, nonostante i problemi, stava tenendo il passo con relativa facilità. Con Max in gara sarebbe andata in modo molto diverso.”
Il manager austriaco ha poi espresso la sua opinione sulla corsa di Perez: “Bisogna guardare il set-up, perché forse quello fatto ieri per le qualifiche non era adatto alla gara. A volte era 2 secondi più lento dei primi, non può essere solo colpa del pilota, qualcosa è andato storto nella messa a punto.” L’80enne ha confessato perciò la mancanza di passo del messicano, forse dovuta anche a un setup errato, senza però contraddire quanto detto in precedenza su Verstappen.
“[Tsunoda] Sin dai primi giri del venerdì è stato impeccabile. È la conferma che è un pilota di Formula 1 assolutamente maturo. [Ricciardo] Sta facendo fatica. Le cose non sono andate bene nelle ultime 3 gare, ha bisogno di una vettura con cui sentirsi sicuro e fiducioso. Spero che il team possa dargliela, per essere almeno alla pari con Yuki.” ha aggiunto Marko, che ha commentato così il weekend australiano dei piloti della Racing Bulls, che qualche giorno fa aveva bollato come “troppo lenti in gara”. Il nativo di Graz sembra quindi soddisfatto del rendimento del giapponese, mentre auspica un miglioramento da parte dell’australiano.
A ogni modo, non è stato un gran fine settimana per la Red Bull, che, aldilà del ritiro di Verstappen, è apparsa attaccabile per la prima volta dal GP di Singapore del 2023, anch’esso vinto da Sainz. Come accadde quella volta, anche in questo caso dopo una gara deludente c’è Suzuka. L’anno scorso l’olandese e il suo team dominarono, dimostrando che a tutti possono capitare degli scivoloni. In questa stagione la situazione potrebbe essere leggermente diversa.
Infatti, la compagine di Milton Keynes è, ovviamente, ancora la favorita e la RB20 è rimasta la vettura da battere (non si dimentichino i risultati dei primi due GP), ma è anche vero che gli inseguitori sono molto più vicini. Inoltre, pare che gli uomini di Horner temano l’affidabilità della propria Power Unit. In ogni caso, il prossimo GP del Giappone sarà fondamentale per gli sviluppi del campionato, dato anche che le classifiche si sono accorciate e in F1 tutto è possibile.
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È vero quando le macchine non hanno problemi è un’altra cosa poi se le macchine non sono controllate e non hanno problemi è tutta un’altra storia oggi per verstappo si è verificata solo una condizione la prima purtroppo per lui in ogni caso perez non ha fatto nulla di eccezionale