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Cos’è successo al freno di Verstappen durante il GP d’Australia 2024?

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L’olandese ha dovuto abbandonare prematuramente il GP d’Australia in seguito a un guasto al freno posteriore destro. Ma cosa sappiamo sull’anomalia di Verstappen? Proviamo a fare chiarezza.
 

Allo spegnimento dei semafori era uno dei principali contendenti per vittoria, forte della propria Pole Position e di una RB20 in cui ha sempre riposto massima fiducia. Tuttavia, nel corso del quarto giro del GP d’Australia, Max Verstappen ha dovuto abbandonare anzitempo la sfida dell’Albert Park in seguito a un guasto al freno posteriore destro.

L’olandese, tradito dalla stessa monoposto che finora gli aveva consentito di vincere e dominare i primi due appuntamenti stagionali, non ha potuto fare altro che rallentare a bordo pista e veder sfilare accanto a se la colonna di macchine ancora in gara, rinunciando a una potenziale decima vittoria consecutiva.

Ma cosa sappiamo sul guasto riportato dalla Red Bull numero 1? Proviamo a fare chiarezza analizzando tutti i dati a nostra disposizione.

Freno Red Bull
Impianto frenante di una Red Bull.

 

Problemi sin dallo spegnimento dei semafori!

A ben vedere tutto ha avuto inizio in griglia di partenza. La RB20 di Verstappen ha cominciato a lanciare le prime avvisaglie di malfunzionamento sin dallo spegnimento dei semafori, quando il freno della monoposto numero 1 si è insolitamente bloccato al via del GP d’Australia.

Quello che possiamo vedere finora nei dati è che non appena le luci si sono spente, il freno posteriore destro si è bloccato e ovviamente le temperature sono aumentate. È stato come guidare con il freno a mano” dirà poi Verstappen ai microfoni dei media parlando del ritiro.

In questo specifico caso la telemetria non può esserci di particolare aiuto ma può alimentare qualche supposizione. Il tracciato mostra come Verstappen abbia tenuto il pedale del freno abbassato in attesa dello spegnimento dei semafori, il che può essere visto sia come una semplice procedura per scongiurare una falsa partenza, sia come un tentativo di “scollare” le pastiglie o i componenti dell’impianto frenante che limitavano il corretto funzionamento del disco.

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A prescindere da ciò il guasto, quantomeno nelle fasi iniziali del Gran Premio, non ha impedito a Verstappen di mantenere la leadership della gara per diversi giri. Nonostante il bilanciamento della monoposto fosse per ovvie motivazioni compromesso e l’handling della RB20 continuasse a peggiorare con il passare del tempo, Verstappen ha comunque saputo resistere agli attacchi di Sainz, lottando contro la propria monoposto in alcune curve. “[Il guasto] Spiega anche perché sentivo che la monoposto fosse strana da guidare in alcune curve. Era molto scattante“.

L’olandese ha provato ad adattarsi alle mutate condizioni di funzionamento della propria monoposto cambiando il suo stile di guida e, più nello specifico, l’approccio a curve particolarmente ostiche, come il complesso 9-10, curva 12 e curva 14. Tra le Prove Libere 3 e la Gara Verstappen ha parzializzato in maniera differente il proprio acceleratore, in parte per colpa del “traffico” dovuto alla monoposto di Sainz, in parte per evitare di perdere un posteriore già di per sé poco domabile e ballerino.

I distacchi sono abbastanza evidenti: si passa dal 70% al 3% al termine di curva 10, dal 43% al 6% al termine di curva 12 e dal 67% al 31% al termine di curva 14. È bene osservare che le comparazioni sono state effettuate prendendo in esame condizioni simili: parità di mescola (media) e parità di “stato” (simulazione passo gara nelle FP3 e gara effettiva).

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Non si può dire che il Campione del Mondo non abbia provato il tutto per tutto pur di proseguire la gara. Tuttavia non è stato sufficiente: nel corso del secondo giro Verstappen è uscito di pista nei pressi di curva 3, è stato sorpassato da Sainz nella successiva zona DRS e infine, due giri dopo, ha dovuto abbandonare definitivamente la gara in seguito a un peggioramento delle condizioni della propria monoposto. Il numero 1 Red Bull ha quindi percorso lentamente l’ultimo chilometro e mezzo di pista per raggiugere il box di appartenenza, dando spettacolo in pit lane tra l’esplosione del cestello del freno e il principio di incendio domato dai meccanici austriaci.

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Il rientro di Max Verstappen e il principio di incendio prontamente domato dai meccanici Red Bull.
© REUTERS/Scott Barbour

 

La dinamica nel dettaglio

L’ipotesi più accreditata e compatibile con il quadro finora delineato è che all’origine del ritiro ci sia un cedimento meccanico della pinza del freno. I componenti della pinza, incastrandosi sul disco, avrebbero sia aumentato la sua capacità frenante anche in momenti non opportuni, sia diminuito la sua capacità di dissipare calore, andando a simulare l’effetto freno a mano lamentato da Verstappen. La presenza del copri cerchio ha poi peggiorato drasticamente la gestione delle temperature, portando all’esplosione del terminale dell’impianto frenante durante il rientro ai box.

Cio troverebbe riscontro con la disamina fatta da Horner al termine della gara. “Nel primo giro [giro di formazione] i freni erano ancora piuttosto freddi, il freno [destro] funzionava normalmente. Frenavi e poi si raffreddava normalmente. [A un certo punto] Il freno destro non raffreddava più. Potevi vedere il calore accumularsi e già nel secondo giro era come se Max avesse tirato il freno a mano. In curva tre Max ha avuto un malfunzionamento e poco dopo subito un altro che ha permesso a Carlos di sorpassarlo. A quel punto è [Max] si è messo in fila per provare a recuperare posizione, ma poi ha avuto un altro di quei momenti. Subito dopo abbiamo iniziato a vedere il fumo e il fuoco“.

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