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Sì, era il momento giusto per lasciar andare via Sainz

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Non fermatevi al titolo, provocatorio sì, ma che ha un suo perché. Era proprio il momento giusto. E la conferma arriva ad ogni fine Gran Premio. Ogni maledetto fine settimana.

No, non vogliamo passare per i pesanti di turno. Per coloro che hanno preferenze per pilota X o pilota Y. Perché, dinanzi a tutto, c’è la Ferrari. Il resto non conta. Anche perché, a trovare il pelo nell’uovo, ci pensano sempre i media di una certa nazionalità che con l’Italia condivide solo il clima e poco più.

Il titolo è forte, provocatorio. Molti, fermandosi solo al titolo avranno pensato che “non capiamo nulla”. Ma perché allora Ferrari ha fatto bene a lasciar andare via Sainz? Perché il fatto che l’unico pilota non Red Bull ad aver vinto nell’ultimo anno e mezzo vada via dovrebbe essere un bene e non un male?

Non fermatevi al titolo, provocatorio sì, ma che ha una suo perché. Era proprio il momento giusto. E la conferma arriva ad ogni fine Gran Premio. Ogni maledetto fine settimana.

Basandoci sulla pista c’è poco da dire: Carlos Sainz sta dimostrando con i fatti di essere un pilota top, un pilota che merita un sedile in un top team e un pilota che sa anche reggere la pressione. Aspetti su cui è sicuramente molto migliorato da quando è arrivato in Ferrari. Oltre ad essere estremamente intelligente come pilota e ad avere una visione di gara da fenomeno, ci sentiamo di dire che lo spagnolo sia diventato anche molto più concreto sul giro singolo.

“Quindi, quale sarebbe il problema? Hai detto solo cose a suo favore fino a questo punto” qualcuno si chiederà. Sul Sainz pilota ci sono zero dubbi. È un pilota valido. Un pilota forte. Un pilota che in Ferrari ci può stare tranquillamente.

Non fermatevi al titolo, provocatorio sì, ma che ha una suo perché. Era proprio il momento giusto. E la conferma arriva ad ogni fine Gran Premio. Ogni maledetto fine settimana.

“Tossico, ti chiama tutta la gente che non lo sa…”

Il problema sta nell’ambiente che si porta dietro. Nella tossicità del suo entourage, nella merda che viene buttata dai media spagnoli, costantemente. Prima sulla Ferrari. Poi su Leclerc. L’esagerazione su Sainz, la continua delegittimazione di tutto ciò che non è spagnolo.

Non fermatevi al titolo, provocatorio sì, ma che ha una suo perché. Era proprio il momento giusto. E la conferma arriva ad ogni fine Gran Premio. Ogni maledetto fine settimana.

Più puntuale delle tasse, ad ogni fine Gran Premio, arriva il fatidico commento: che sia AS o Marca, è il momento di prendere e tirare secchiate di merda su Ferrari. “Il sedici non ha più la scusa dei freni del Bahrain, un problema avuto anche da Carlos, che lo ha gestito meglio, come ha fatto con le gomme a Melbourne, allontanandosi da lui diverse volte. [Sainz, ndr] È migliore di lui [Leclerc, ndr], nel leggere la gara e massimizzare i suoi strumenti, un qualcosa in cui Charles ha sempre peccato” si legge questo fine settimana sui fantastici schermi di Marca. La prima pagina di AS invece titola addirittura “Vendetta”. Ma vendetta di cosa? Vendetta verso il team che ti ha permesso di vincere? Che ti ha fornito la macchina per vincere? E che è stato professionale al 100%? Come sempre.

Dopo una doppietta della Ferrari, in cui Sainz è stato trattato alla pari – nonostante lasci il team a fine anno – di Leclerc, dove il team ha fatto semplicemente il giusto, che senso ha spalare veleno su Ferrari?

Non fermatevi al titolo, provocatorio sì, ma che ha una suo perché. Era proprio il momento giusto. E la conferma arriva ad ogni fine Gran Premio. Ogni maledetto fine settimana.

E allora, nel processo di ristrutturazione che Frederic Vasseur, con l’appoggio del presidente John Elkann, sta portando avanti, è giusto che si vada ad eliminare questa tossicità che può far male all’ambiente. È giusto creare un ambiente di lavoro in cui il bene primario sia Ferrari. In cui tutti lavorino per riportare la Ferrari in alto. Senza pressioni esterne che puntino a favorire i propri interessi.

Questo circo spagnolo che viene messo in piedi ogni weekend, vi possiamo assicurare, non ci mancherà.

One comment

  1. Concordo in pieno, vivo in Spagna e il livello della stampa dei motori qua è semplicemente imbarazzante. Aggiungo anche che non vi è dubbio secondo me che tra Lecrerc e Sainz ha nettamente più potenziale il monegasco.

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