L’analisi del passo gara basata sui dati della Sprint Race di 19 giri. Verstappen sembra imprendibile, Ferrari seconda forza.
Dopo una Sprint Race dominata da Verstappen, l’olandese è riuscito a fare il vuoto dietro di sé anche nelle qualfiche, seguito dal suo compagno di squadra. La delusione di giornata è forse la Ferrari, che non è riuscita ad andare oltre la P6 con Leclerc e la P7 con Sainz. La domanda che tutti gli appassionati si stanno ponendo è “quanto si può recuperare in gara?“. Sfruttando l’occasione della Sprint Race, cerchiamo di scoprire quali potrebbero essere i valori in campo in termini di passo gara!
Disclaimer: ovviamente, si tratta di una gara vera e propria e non di una simulazione. Il traffico e le battaglie hanno una certa influenza nei tempi di tutti i piloti, e in questo caso tutti i giri effettuati alle spalle di Alonso dalle Ferrari, da Perez e da Norris sono da prendere con le pinze.
Red Bull
La certezza di questo weekend cinese sembra essere la Red Bull. Per valutare al meglio tutto il potenziale della RB20 bisogna prendere in considerazione i tempi di Verstappen, che ha sostanzialmente girato sempre con pista libera una volta risolti i problemi alla batteria (giro 3). L’olandese ha mantenuto un passo gara impressionante con la sua gomma media, riuscendo addirittura a scendere sotto il passo del 41 a inizio stint. Ma il vero capolavoro è riuscito a farlo nella parte centrale e finale, mantenendosi sul 41 basso fino alla bandiera a scacchi. Il campione in carica è addirittura tornato a girare in 40 alto (giro 10 e 13), senza mai salire oltre l’1:41.6.
Sergio Perez, invece, ha dovuto fare i conti con il traffico di Alonso e Sainz, che lo hanno rallentato il ritmo nella parte centrale della gara. Il messicano ha però mantenuto un buon passo quando ha avuto pista libera (giro 2-7), oscillando tra il 41.0 e il 41.4. Dopo essere salito sul 42 medio per tutta la parte centrale dello stint, Checo è tornato a girare in 41 alto negli ultimi 3 giri della corsa, dimostrando ancora una volta tutta la competitività della Red Bull, indubbiamente favorita.
Ferrari
Interessante anche il passo gara della Ferrari, con Sainz che è riuscito a stare al passo di Verstappen nei primi passaggi. Con pista libera, lo spagnolo è stato capace di tenersi tra il 40 alto e il 41 basso, con un paio di picchi in 40.9 (giro 3 e 4). Carlos sembra però aver pagato questi ottimi tempi nella parte finale dello stint, in cui si è rivelato più lento di Leclerc nonostante fosse in pista con una gomma più fresca. Dal settimo giro in poi, infatti, l’alfiere della Rossa non è più riuscito a scendere sotto il muro del 42, ed ha sfiorato diverse volte il 43 a fine gara.
Il suo compagno di squadra, che non ha spinto eccessivamente nella prima parte di gara, è risultato piuttosto costante nel primo segmento della Sprint, mantenendosi sul 41 basso (picco negativo in 41.4). Dopo i classici giri passaggi sul 42 alle spalle di Alonso, Charles è però riuscito a far registrare un 41.5 e un 41.7 per concludere arrivare alla bandiera a scacchi, pareggiando quindi il passo gara di Perez. Nonostante una qualifica deludente, il podio sembra un obiettivo alla portata per le due SF24.

McLaren
Difficile valutare, invece, la situazione in casa McLaren. Norris, infatti, è incappato in un errore al primo giro, e da quel momento in poi si è sempre trovato negli scarichi di qualche avversario (prima Leclerc, poi Sainz). Ad ogni modo, è da segnalare come l’inglese sia riuscito a stare al passo della SF24 per l’intera durata della corsa, riuscendo a girare sul passo del 41 medio nelle prime 10 tornate (picco positivo in 1:40.9, al quarto passaggio). Da quel momento in poi, però, non è più riuscito a scendere sotto il muro del 42.
Costante ma non esaltante è stato poi Oscar Piastri, che ha avuto a disposizione aria pulita sostanzialmente per tutta la durata della Sprint Race. Dopo aver girato in 41 medio/alto (unica eccezione il 41.1 del giro 3), l’australiano si è stabilizzato sul piede del 42 medio fino all’ultimo giro, staccandosi progressivamente dal suo compagno di squadra. Complessivamente, il passo gara della MCL38 non è malvagio, ma tenere dietro le Ferrari non sarà certamente un’impresa facile per Norris, tantomeno per Piastri.
Mercedes
Notevole, poi, il confronto in casa Mercedes, specialmente vista la differenza di mescola tra i due piloti. Se da un lato Lewis Hamilton ha montato la media e ha potuto sfruttare la pista libera dovuta alla sua posizione di partenza, Russell ha corso con gomma rossa ed ha dovuto superare diversi piloti (Zhou, Bottas, Magnussen). Il 7 volte campione del mondo è riuscito a mantenersi addirittura sul piede del 40 per i primi 3 giri, ma è andato calando con li passare del tempo. Tra il quinto e l’ottavo passaggio ha mantenuto il piede del 41.5, ma da lì alla fine della Sprint ha peggiorato i suoi tempi mediamente di un altro secondo.
Non sfigura in termini di passo gara la soft, che ha permesso a Russell di girare in 41 medio/alto fino al giro 8, per poi salire sul 42 basso/medio, con due soli piccoli picchi negativi in 42.7. Chissà che analizzando il ritmo del pilota inglese qualche squadra non possa pensare ad utilizzare la gomma rossa, che non ha mostrato particolari segni di degrado sulla W15.
Aston Martin
Infine, è degno di nota anche il ritmo di Fernando Alonso, che ha tenuto testa a 4 piloti più veloci di lui per la maggior parte della Sprint. Purtroppo, lo spagnolo ha rovinato tutto nel duello finale, ma ha mostrato buoni segnali sul passo gara. Dopo un buon inizio sul piede del 40 alto/41 basso (picco in 1:40.5) nei primi 5 giri, la sua Aston Martin ha di fatto dettato il passo di tutti gli avversari, salendo sul piede del 42 medio con qualche sporadico picco in 42.0. Considerando l’ottima posizione di partenza, immaginarsi un’Aston Martin in lotta per la top 5 in gara non è un’utopia.
Appuntamento a domani (ore 9) con il GP di Cina per scoprire chi trionferà questa volta!


