La Croazia ci regala un altro, bellissimo weekend di WRC, tra lotte sul filo del secondo e vittorie mancate all’ultimo. Ecco il Post-Rally.
Dire che il Rally di Croazia è stato un gran bel weekend è riduttivo. Sì, perché le strade croate ci hanno regalato uno spettacolo che non si vedeva da tempo. La lotta è durata per l’intero rally, dalla prima all’ultima speciale, condita con condizioni atmosferiche e dell’asfalto non sempre facili da prevedere. Una ricetta perfetta che ha reso l’evento della Croazia il perfetto esempio di ciò che è (o dovrebbe essere) il mondiale rally.
Addirittura, dopo la prima giornata di gara i due piloti davanti sono arrivati al Parco Assistenza con un distacco nullo. 0 secondi! Su un’ora di gara, dire che è strabiliante è dir poco. E la lotta si è poi protratta anche al sabato, sempre rimanendo sotto i 5 secondi. Poi, la domenica, c’è stato il primo cambio di leadership tra sabato e domenica da…il Rally di Croazia 2022!
E dopo aver giustamente rimarcato quanto il weekend sia stato divertente e avvincente, bisogna anche analizzarlo a mente fredda. Bando alle ciance, vai col Post-Rally.
Rally1
Toyota: “non posso né scendere né salire”

Prima di spiegare il senso del titolo, applausi a Sébastien Ogier. Il francese porta a casa la 59esima vittoria in carriera e il 100° podio nel WRC, correndo con la solita intelligenza che l’ha contraddistinto durante tutto l’arco della sua carriera. Non ha strafatto, ha lasciato che Neuville ed Evans si sfogassero e ha accettato il fatto che i due fossero per larghi tratti più veloci di lui, soprattutto al venerdì. Ha pensato a portare a casa il podio senza per non dover oltrepassare il limite. Così, quando davanti hanno fatto la frittata lui ne ha approfittato alla grande. “Un po’ Lauda e un po’ Prost”, come direbbe qualche illustrissimo giornalista? No, semplicemente Ogier.
E veniamo al titolo. Ve lo ricordate Aldo di Aldo, Giovanni e Giacomo e la famosa frase “Non posso né scendere né salire“? Bene, il weekend di Elfyn Evans è stato esattamente così. Il gallese, assieme al rivale Neuville, ha messo in scena un vero e proprio spettacolo, soprattutto al venerdì, degno dei migliori match di Mike Tyson, o se vogliamo buttarci nella cinematografia, dei match tra Rocky Balboa e Ivan Drago. Il batti e ribatti è continuato anche al sabato.
Ma, la domenica, Evans così come il rivale ha buttato tutto al vento. Tra punti del sabato, punti della domenica e Power Stage, i due hanno fatto esattamente lo stesso numero di punti. Una grande beffa, visto che hanno lottato praticamente per nulla. Soprattutto per Evans, che sperava di avvicinarsi al pilota della Hyundai e magari prendersi la testa del mondiale. Non è sceso e non è salito, proprio come Aldo.
Segnali positivi anche da parte di Takamoto Katsuta. Il giapponese sembra apprezzare particolarmente la formula del Super Sunday, che lo può aiutare molto in campionato. E infatti Taka-san ha vinto il Super Sunday croato, con delle bellissime prestazioni che gli hanno regalato 7 punti in più. È vero, durante tutto l’arco del weekend non è stato incisivo come i piloti davanti, però gli va dato atto che nell’ultima giornata di gara ha guidato davvero bene.
Hyundai: Per una nota in meno…

Per Hyundai, il weekend croato è stato quello delle occasioni mancate. Soprattutto con Thierry Neuville, che sembrava potesse ambire alla vittoria finale, e invece è incappato in un incidente che lo ha relegato in 3a posizione. Risuona meno, perché comunque il nuovo sistema di punteggio lo salva, ma anche questa volta come altre in passato il belga non conclude sul più bello. Come per Evans, applausi per averci regalato una delle sfide più belle degli ultimi anni in termini di singolo rally, ma rimane l’amaro per ciò che poteva essere e non è stato. Una nota non dettata dal fidato navigatore Martijn Wydaeghe ha tradito Thierry, che se ne va da Zagabria con 19 punti come Evans, e dunque con un nulla di fatto. Al contrario di Elfyn, però, non poteva salire ma solo scendere.
Occasione mancata anche per Ott Tänak, che guadagna sì un punto su Evans e Neuville, ma che termina di nuovo fuori dal podio. Il feeling con la i20 fatica ad arrivare, e anche in Croazia l’estone si è lamentato di non sentire la macchina come vuole lui. Il percorso di riadattamento alla Hyundai sembra essere più lento del previsto, a discapito di Tänak che nella sostanza ha ora una gara in meno per ambire a recuperare in classifica mondiale. Ok, alla domenica si è giocato il Super Sunday con Katsuta ma questo, purtroppo, non basta. Fra un po’ rischia di dover cominciare a fare il galoppino di Neuville, situazione dalla quale scappò nel 2022.
Che dire di Andreas Mikkelsen? La posizione è scomoda: da una parte, non ce la si può prendere con un pilota che è solo alla seconda gara su una Rally1 e che ha bisogno ancora di adattarsi. Se serve tempo a Tänak è chiaro che serva anche a lui. Dall’altra parte il norvegese ha militato nel WRC per tanto tempo, ha vinto due rally in massima categoria ed è un pilota assai esperto, nonché bi-campione del mondo WRC-2. Aggiungiamoci che Hyundai ha puntato su di lui per le gare su asfalto e il risultato è che il bicchiere è mezzo vuoto. Serve trovare del ritmo in più che al momento fatica ad arrivare. Però, per ora non può essere bocciato del tutto.
M-Sport: Va bene così

M-Sport si è presentata in Croazia con la voglia di fare bene e la convinzione di poterlo fare. E come biasimarli dopo i risultati di Svezia e Kenya? La Puma sembra essere migliorata, e ha addirittura portato in gara un nuovo pacchetto aerodinamico al posteriore che dovrebbe aiutarla e non poco in termini di downforce.
Il weekend, però, è statto forse sotto alle aspettative. Adrien Fourmaux sperava di terminare a podio anche in Croazia, e invece ha fatto anche lui la frittata alla domenica, andando ad impattare contro un dispositivo anti-taglio che, mi si passi il gioco di parole, gli ha tagliato le gambe. Peccato perché stava portando a casa l’ennesima top 5 della stagione, svanita per un banale errore amplificato dai notoriamente fragili braccetti dello sterzo della Puma. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, Adrien ha comunque portato a casa punti pesanti grazie al nuovo sistema di punteggio, ed è sempre 3° in campionato.
Ancora qualche punto per Grégoire Munster, che questa volta non ha commesso errori e ha corso una gara pulita. Fin troppo pulita? Può essere, magari in Croazia avrebbe potuto correre più rischi, fidarsi di più delle sue capacità di asfaltista. Ma appare impossibile incolpare un giovane per aver pensato di portare a casa i punti senza rovinare tutto. Certo, un po’ di amaro in bocca rimane perché qualcuno (compreso chi scrive) sperava di trovare un Munster agguerrito stile CER 2023, magari più vicino ai piloti davanti. Però alla fine ciò che conta sono i numeri. Li ha fatti, non ha commesso errori, sta crescendo e questo a basta per chiudere la discussione.
WRC-2: Dominio Citroën

Ma che weekend ha fatto Citroën? Rettifico: che weekend ha fatto Nikolay Gryazin? Il russo che corre con bandiera bulgara non ha lasciato scampo a nessuno sin dalla prima speciale, e in Croazia è stato veramente di un altro pianeta. La cosa impressionante è che ha totalmente annichilito il ben più quotato compagno di squadra Yohan Rossel, vero favorito alla vigilia del rally. Restituendogli in parte lo sgarbo di Monte-Carlo 2023, Gryazin ha oscurato il talento da asfaltista del francese, che non è apparso troppo felice del distacco preso da Nikolay. I due della Citroën, comunque, hanno lasciato poche briciole agli avversari e ora sono in piena corsa per il mondiale. Rossel è a pari punti con Oliver Solberg, mentre Gryazin a soli tre punti dai due.
3° Sami Pajari, il primo degli umani che però ha deciso di non far segnare punti così come Gus Greensmith alle sue spalle. Nemmeno loro, comunque, si sono risparmiati, soprattutto alla domenica quando in palio c’era l’accesso alla Top 10 in classifica generale. Da parte loro sono comunque arrivati ottimi segnali. I rivali di Rossel e Solberg saranno probabilmente loro due, con Toyota che ha ancora margini di miglioramento sulla GR Yaris Rally2.

Tolti loro due, nella classifica valevole per i punti troviamo Pepe López e Nicolas Ciamin. Il primo ha tentato senza successo di replicare le prestazioni di Monte-Carlo, mentre al secondo è mancato quel qualcosa in più per poter impensierire le Citroën. Ad ogni modo sono ancora in corsa per il titolo, soprattutto Ciamin che rispetto a López ha più esperienza anche sullo sterrato.
Buona gara per il rientrante Eyvind Brynildsen, alla prima sulla nuova Škoda Fabia RS Rally2, mentre è mancato un po’ Emil Lindholm, che complice uno stato fisico non ottimale, non è riuscito a fare meglio del 10° posto (8° senza contare Pajari e Greensmith.
Ottima prestazione, per non dire altro, dell’italiano Roberto Daprà. Il suo Rally di Croazia è passato un po’ in sordina, ma il 23enne (dopodomani) trentino ha fatto stampare tempi non lontani dai big alla seconda gara mondiale, tra le prime in assoluto su Rally2. Già a Monte-Carlo avrebbe terminato in zona punti non fosse stato per l’alternatore. In Croazia invece non ha avuto intoppi e si è preso meritatamente i suoi primi punti mondiali. C’è da esultare? No, però all’Italia manca da troppo tempo qualcuno che nel WRC conti davvero, e la giovane età con la prospettiva di migliorare ancora di più stuzzicano il palato.
Junior WRC

C’è poco da dire del Junior WRC, anche perché a livello di broadcast non vengono quasi mai inquadrati i giovani piloti di questa categoria. A vincere è stato l’estone Romet Jürgenson, già 2° in Svezia e a questo punto candidato principale al titolo. Jürgenson ha dato 2 minuti e mezzo al secondo, con una prova di forza impressionante. Certo, è vero che in questa categoria i distacchi sono spesso molto ampi tra i singoli piloti, però non ci si può nascondere dietro a questo fatto.
Sono invece mancati i big, come Eamonn Kelly, Diego Dominguez o Tom Rensonnet, tutti affetti da problemi o ritiri che ne hanno compromesso la gara, anche se c’è da dire che non sarebbero comunque riusciti ad arginare Jürgenson.
Prossima tappa in Sardegna!
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