In questo articolo narreremo la vicenda di Ayrton Senna e di un suo approccio alla Indycar che poi non si è mai avverato.
Siamo qui a parlare nuovamente di Ayrton Senna, nell’occasione del trentesimo anniversario della sua scomparsa a Imola il 1 Maggio 1994 come, ovviamente ricordiamo anche Roland Ratzenberger, scomparso il giorno prima del brasiliano.
Su di lui e delle sue imprese sono stati scritti libri, pubblicati documentari e molto si è parlato anche qui su questo sito: dove abbiamo narrato le sue imprese leggendarie e la sua iconica rivalità-amicizia con Alain Prost.
Ma non siamo qui per rinarrare per l’ennesima volta la sua vita: rischieremo di essere insistenti e di corrompere il dolce ricordo che abbiamo di Ayrton Senna. Siamo qui per narrare una vicenda che è personalmente, la ritrovo molto sottovalutata e poco raccontata quando si parla di lui … Voi mi starete domandano “ma da quando Ayrton Senna in Indycar?” io vi risponderò: credetemi, è successo (anzi stava per succedere).

SENNA IN INDYCAR
Inizio
Il 20 novembre 1992, Ayrton Senna è indeciso se rinnovare con McLaren o cercare opportunità in altri settori dell’automobilismo. Sa che Honda non fornirà più motori a McLaren e che stanno trattando con Ford. Inoltre, è consapevole che il motore V8 Cosworth usato da McLaren non è potente come il V10 Renault della Williams.
Così tramite lo sponsor comune, ovvero Marlboro, Senna riuscì a contattare Roger Penske, proprietario dell’omonimo team gli offrì la possibilità di effettuare dei test con la loro monoposto della stagione passata al Firebird Circuit a Phoenix in Arizona.
Sviluppi ed esiti
Ad accoglierlo oltre a Roger Penske, vi erano anche John Hogan proprietario della Marlboro ed infine il suo idolo d’infanzia e “tramite” per questo evento, Emerson Fittipaldi nonché anche pilota Penske.
L’inizio di questi test fu abbastanza complicato per Senna che non riusciva ad adattarsi alla vettura: specialmente con la leva del cambio sequenziale della monoposto, finendo addirittura dietro ad Emerson.
Nonostante le difficoltà, egli si adattò al mezzo in maniera sublime e, poi con un cambio gomme e degli accorgimenti sulle sospensioni e sul bilanciamento della vettura, Senna riuscì in pochissimo tempo a battere il tempo di Fittipaldi di 49.7, con un 49.09!
Fittipaldi batté poi il record con un tempo di 48.05 alla guida della nuova vettura, ma questo non toglie nulla alle grandiose prestazioni di Senna e al suo talento straordinario nel adattarsi rapidamente a qualsiasi vettura, oltre alla sua felicità nel testare una macchina priva di tecnologie di assistenza alla guida.
Epilogo
Di quei test purtroppo, nessuna delle due parti fece qualcosa: Penske confermò il duo Emerson Fittipaldi e Pau Tracy, mentre il brasiliano decise di optare per un contratto “a gettone” con McLaren per la stagione 1993, continuando con la Formula 1 fino a quel tragico giorno.

