La Red Bull monopolizza il podio occupando la prima e la terza piazza, eppure sono tanti i miglioramenti da apportare.
La relazione fra Max Verstappen e la vittoria è un rapporto che sempre di più assume il valore di una costante, e Miami non fa eccezione. Al netto di una partenza trascorsa col fiato sospeso, l’olandese si rende protagonista della sua gara tipo: mette fra sé e gli inseguitori qualche secondo di vantaggio per poi sparire da ogni telecamera o menzione in telecronaca.
Questa volta , però, il risultato è dolceamaro. La prestazione della RB20 , infatti, non è quella auspicata, e per la gara gli interrogativi si fanno sempre maggiori.

“La mia partenza non è stata delle migliori, quindi sono stato costretto a difendermi da Charles “, ha commentato Verstappen circa l’avvio di gara.
“Fortunatamente tutto ha funzionato da lì in poi e la safety car ci è stata d’aiuto per aver calmato un po’ le acque.”
“Successivamente siamo riusciti ad aprire un buon gap, ma non era tale da consentirci di poter gestire tranquillamente il resto della sprint.” Ha poi continuato.

“Abbiamo ancora un po’ di lavoro da fare. La nota positiva è che con l’apertura del parco chiuso possiamo nuovamente mettere le mani sulla vettura, sperando di poterla migliorare per le qualifiche e per la gara.”
“Le sensazioni rispetto alla Cina sono molto diverse, dobbiamo migliorare molto.” Sono le considerazioni finali.
Il team austriaco è dunque costretto a tenere alta la concentrazione, nonostante abbia dimostrato di lavorare bene anche sotto pressione. D’altronde non si diventa assoluti dominatori per caso.
ambizioso, perfezionista e in cerca di migliorarsi costantemente.

