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Verstappen critica il sistema della superlicenza

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Max Verstappen crede che non sia giusto che piloti come Antonelli non possano entrare in Formula 1 a causa della superlicenza.

Con Kimi Antonelli che non ha ancora i punti necessari per entrare in Formula 1, il tema della superlicenza è tornato di moda nel paddock. L’italiano ha sicuramente bisogno di correre ancora un po’ in F2, ma i rumors usciti nell’ultimo periodo su un eventuale passaggio in Williams al posto di Sargeant non si contano. Addirittura, si è parlato di una Mercedes che avrebbe chiesto alla FIA un “rilascio anticipato della superlicenza” per il pilota italiano, cosa che è stata prontamente smentita dalle dichiarazioni di Toto Wolff.

Il sistema della superlicenza prevede che un pilota debba accumulare 40 punti in 3 anni prima di poter gareggiare in F1. Questi punti possono essere conquistati grazie a buoni risultati nelle categorie minori, ma anche completando sessioni di prove libere nella classe regina.

Questa novità regolamentare, introdotta nel 2016 in questi termini, non convince Max Verstappen. Il campione in carica è di fatto il motivo per cui la FIA ha deciso di cambiare il regolamento, essendo entrato in F1 da minorenne e senza esperienza in GP2 e GP3. Come riportato da motosport.com, l’olandese non apprezza questo tipo di sistema, e crede che l’unica discriminante dovrebbe essere la velocità di un pilota.

“Ovviamente, questa regola è stata introdotta a causa mia. Non parlo [del caso di Antonelli], ma questo è sistema che può impedire ad alcuni talenti di entrare rapidamente in Formula 1. Il motivo è che devono accumulare prima quei 40 punti. Non sono un grande fan della superlicenza. La FIA pensa che sia buono, ma preferirei che non ci fosse. Se qualcuno ha 17 o 18 anni e magari 20 punti, ma è molto veloce, perché non dovrebbe poter entrare in Formula 1?” ha detto Verstappen.

Verstappen critica il sistema della superlicenza

La posizione dell’olandese è sicuramente comprensibile. Dal punto di vista puramente sportivo, non ci sarebbe nulla di male nel portare in Formula 1 un pilota giovanissimo, anzi. Bisogna però anche considerare altri aspetti della questione. Con la superlicenza e i famosi 40 punti, infatti, la FIA punta anche a dare maggiore importanza ai risultati nelle categorie minori. Quante volte negli ultimi anni abbiamo visto vincitori della Formula 2 che poi non sono riusciti a trovare spazio tra i grandi? I giovani piloti (che magari non sono promesse generazionali come Verstappen o Antonelli) hanno bisogno di essere protetti, e la FIA ha trovato questa soluzione. Difficilmente verrà eliminata nel breve tempo, e non è da escludere che possa paradossalmente aiutare anche lo stesso pilota italiano.

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