Max Verstappen si è trovato di fronte al venerdì più difficile della stagione ad Imola. Ma, lavorando sul setup, Red Bull è riuscita a dare all’olandese una RB20 che potesse lottare almeno per la vittoria.
Durante il weekend di gara, Max Verstappen ha apportato significativi cambiamenti al setup della sua Red Bull tra la seconda e la terza sessione di prove libere (FP2 e FP3). Uno dei principali interventi è stato il cambio dell’alettone posteriore, una modifica che ha avuto un impatto notevole sulla prestazione della vettura. L’analisi che di seguito vi riportiamo è tratta dal profilo X “F1 Whisperer”.

Il nuovo alettone ha influito in maniera sostanziale sulla velocità massima della macchina, anche quando Verstappen non poteva beneficiare della scia aerodinamica. Questo effetto è stato evidente nel confronto delle velocità massime raggiunte da Nico Hulkenberg e Verstappen, con quest’ultimo che ha mostrato una significativa differenza, indicata in maniera chiara dai colori utilizzati per rappresentare le velocità: marrone per Hulkenberg e nero per Verstappen.

Tuttavia, mentre Verstappen perdeva temperatura nei pneumatici anteriori, aumentava il sottosterzo della vettura, un fenomeno che è diventato particolarmente evidente nelle sue traiettorie. Ad esempio, in curva 7, Verstappen ha dichiarato di aver avuto la sensazione di finire sugli spalti a causa del forte sottosterzo che lo spingeva verso l’esterno della curva. Questa situazione ha mostrato quanto fosse critica la gestione della temperatura degli pneumatici.

Non è la prima volta che Verstappen e Red Bull si trovano ad affrontare problemi simili. Un esempio recente è stato il Gran Premio del Canada 2023, dove nonostante la vittoria di Verstappen, il secondo stint con pneumatici duri ha visto il pilota olandese faticare a distanziare Fernando Alonso. Questo problema era dovuto principalmente alla difficoltà di mantenere la temperatura degli pneumatici duri (C3).
In quella gara, Verstappen utilizzò pneumatici medi per l’ultimo stint. La scelta è stata facilitata dal fatto che, in Canada, il pit stop è meno penalizzante rispetto a circuiti come Imola e Singapore, dove il tempo perso ai box può compromettere gravemente la gara.
In generale, i circuiti con superfici accidentate e poche varietà di curve, come Singapore, e quelli con un alto rischio di graining, come Melbourne, non favoriscono particolarmente la Red Bull. La configurazione della vettura e la gestione degli pneumatici su questi tracciati rappresentano una sfida significativa per il team di Milton Keynes.

