Vediamo cosa hanno detto Josef Newgarden e Pato O’Ward al termine della Indy500. Il primo ne è uscito vittorioso per la seconda volta consecutiva. Il secondo, invece, è arrivato secondo. La vittoria del pilota Penske è arrivata, come sappiamo, grazie ad un sorpasso alla penultima curva dell’ultimo giro.
Le parole di Newgarden
Nella sua intervista Newgarden non ha potuto non fare i complimenti al Team Penske. Buone parole, però, non sono mancate per il suo diretto avversario in gara, ovvero O’Ward.
Newgarden ha iniziato la sua intervista dicendo: “Questa squadra si è guadagnata questa vittoria per tutto il mese. Se la sono guadagnata per tutto l’anno. Non avete idea di quanto impegno ci sia stato dietro tutto questo. Ogni individuo ha contribuito. Questo è ciò che rappresenta Indy. Rappresenta la squadra.”
“E dimostrarlo in qualifica, dimostrarlo in gara è un momento di orgoglio per tutti. Sono grato che Jonathan fosse qui. Mi mancavano Tim e Luke, ma ero altrettanto felice di avere Jonathan e Raul. Era diverso ma sono altrettanto bravi.”. Con questa affermazione, l’americano si riferisce a Tim Cindric e Luke Mason, sospesi dopo lo scandalo di St Petersburg. Jonathan e Raul, invece, sono Jonathan Diuguid e Raul Prados. Quest’ultimi sono diventati vincitori della Indy500 per la prima volta.
Newgarden continua: “Questa squadra non manca mai di eccellenza in ogni aspetto. Mi sentirei di salire in qualsiasi di queste auto con gratitudine. Non devi essere su un solo programma. Sono tutte fantastiche. Penso che tutte abbiano contribuito a questa vittoria, quindi è stata una grande giornata di squadra. Veramente grato. Mi sono divertito a guidare oggi. È così che ho iniziato quest’anno. È quello che volevo tornare a fare, ed è stata una gara molto, molto gratificante da attraversare con questo gruppo.”

Come già detto, non sono mancati i complimenti per Pato O’Ward. Quest’ultimo e Newgarden hanno messo in scena una grande battaglia negli ultimi giri della gara. Il pilota Penske ha provato molta empatia per il pilota Arrow McLaren descrivendo così quello che potrebbe provare e la loro battaglia.
“Non penso che funzioni a meno che tu non stia correndo contro qualcuno come Pato-inizia dicendo Newgarden-Non è che Pato non mi abbia corso duro, mi ha semplicemente corso pulito. Quella mossa non funziona a meno che tu non stia correndo contro qualcuno così. Semplicemente non funziona. È molto facile che non funzioni.”
“Quindi penso che sia un campione straordinario. Avrebbe potuto facilmente vincere la gara lui stesso. Era molto capace di farlo con il suo team. Per noi, ha funzionato. Mi ha guidato in modo eccellente. Gli sono molto grato per il modo in cui ha guidato.” continua l’americano.
“Sono grato per il modo in cui guida. Ha guidato come un campione in questa gara e merita tanto quanto me di vincere, a mio parere. Avrebbe sicuramente potuto vincere questa gara. È difficile non vincerla. Non posso dire nulla per alleviare il suo dolore. Quando non vinci, fa male. Ho lasciato questo posto 11 volte con il cuore spezzato, quindi conosco la sensazione. Che tu sia vicino o lontano, è un cuore spezzato. Non posso alleviarlo. Ma è un campione. Penso che lo sappia. Ho sicuramente molto rispetto per lui.”
“Da parte nostra, abbiamo lasciato tutto in pista. Non c’era nulla di cui ci saremmo pentiti tornando a casa. Sicuramente l’ho sentito nell’ultimo tratto. Ho pensato, ‘Metteremo tutto in gioco.’ Devi farlo se vuoi vincere Indy. È così che deve essere, soprattutto al giorno d’oggi.”
“È stato sufficiente. La nostra auto era così veloce, ed era abbastanza buona. Era un po’ rischioso alla fine per quanto riguarda la difficoltà, ma l’avevamo tutto il giorno per quanto riguarda l’impegno, l’auto e il team, e abbiamo dato tutto in Curva 3.” conclude Newgarden.
Le parole di O’Ward
Se da una parte abbiamo la grande felicità di Newgarden, dall’altra abbiamo la grande tristezza di O’Ward. Il messicano, infatti, per la seconda volta in tre anni è arrivato secondo alla Indy500. Dopo tutta la delusione, però, O’Ward ha ammesso che non avrebbe potuto vincere questa gara.
Questa su ammissione la possiamo notare nelle prime frasi della sua intervista: “Penso di aver decifrato un codice e di sapere come posizionarmi per vincere questa gara. So che posso vincere questa gara, e so anche come proteggere un buon risultato quando magari la vittoria non è nelle carte per me.”
“Ma in una gara come quella, dove è stato un continuo ottovolante emotivo, dove le cose non andavano perfettamente lisce, non lo erano affatto, ma penso che il team abbia fatto un lavoro fantastico, mi ha dato un’opportunità e ha chiamato una strategia davvero buona per poi riportarci in testa e ha fatto un overcut molto forte che alla fine ci ha portato in lizza per la vittoria.” continua O’Ward.
“Poi, cercare di entrare nelle prime due posizioni negli ultimi giri è stato come… è così difficile da fare con queste auto. Sei bloccato lì, e devi rischiare molto. Penso che sia con Scott che con Alex avrei avuto una probabilità maggiore di schiantarmi piuttosto che finire in un pezzo solo. Ma è quello che devi fare, immagino. Oggi siamo secondi.”
Forse, presi dai festeggiamenti di Newgarden, non abbiamo notato che O’Ward era rimasto fermo in macchina con il casco. Stessa scena vista, per esempio, nella gara di Formula 1 ad Abu Dhabi nel 2021, protagonista in quel caso fu Hamilton.
Il messicano, questa chiusura in se stesso, la commenta così: “Era solo molto umido lì dentro,” ha detto del motivo per cui ha tenuto il casco. “Non volevo toglierlo subito. Volevo solo calmarmi un po’. Sto bene. È stato un mese difficile. Tanto lavoro va in questa gara. Penso di essere qualcuno che porta il cuore in mano. Non nascondo nulla. È solo che quando sei arrivato così vicino e non riesci a farcela, è solo molta emozione, direi.
“Penso che tra qualche ora mi sentirò molto orgoglioso di ciò che ho fatto oggi. Davvero. È solo che dopo tutto quel lavoro e tutte quelle scelte molto rischiose che ho dovuto fare per mettermi in quella posizione, fa male non riuscire a finirla. Ma è così.”
Cosa che però non ci è sfuggita è sicuramente il salvataggio in Curva 2. Momento di altissima tensione che però come dice lui stesso, non è stato l’unico.
O’Ward infatti dice: “Non è stato l’unico,” ha detto. “Non so se hanno trasmesso gli altri.”
“Amico, se c’è stato un momento in cui ho dovuto mettere tanta fiducia nella mia abilità, è stato oggi. Ci sono stati così tanti momenti in cui pensavo, ‘Non so se andrà a finire bene. Ero così slegato, così, così, così slegato. Si muoveva così tanto, si spostava molto. Ci sono stati così tanti momenti del genere dove sapevo cosa aspettarmi, ma a volte non sai mai quando vorrà mordere.”
“È solo ciò che lo rende così più… oh. Giusto? Ho rischiato così tanto oggi per mettermi in lizza per vincere questa gara, ma è quello che devi fare quando sei bloccato in fila così. L’ho fatto quando contava, e sì… probabilmente la 500 più folle che ho avuto di sicuro, solo in termini di problemi che stavo avendo con la mia auto. Così tanti momenti.”
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