La piccola grande Isotta Fraschini ha viaggiato per tutta la gara “in direzione ostinata e contraria”, parafrasando il vezzeggiativo che il grande Paolo Villaggio scelse per definire il suo grande amico Fabrizio De André.
La soddisfazione si taglia con il coltello in casa Isotta Fraschini. Il loro prototipo la IF Tipo 6, ha vinto la sua personalissima battaglia con la 24 ore di Le Mans, in virtù del 14esimo posto ottenuto. Un team, questo, che non può contare su budget faraonici come quelli dei suoi compagni di classe. I vertici di Isotta Fraschini, infatti, hanno provato sin dal giorno 1 a ridurre quel frustrante gap economico che li separa dai competitor, mettendo in campo uno spirito di squadra talmente forte, da tenere testa, per qualche istante, addirittura a Peugeot, che nonostante ingenti somme di denaro spese nel progetto WEC, al momento sta inanellando solamente una marea di figuracce e di brutte prestazioni. Non contenta Isotta, nel weekend della Le Mans, ha approfittato dell’autoeliminazione di BMW e Alpine per tirare un altro bello schiaffo in faccia ai poteri forti.
Jean-Karl Vernay, il maratoneta
Leader indiscusso del “Commando Isotta Fraschini”, composto tra gli altri anche anche dall’anglo-thailandese Carl Bennett e dall’italo-canadese Antonio Serravalle. Il francese Jean-Karl Vernay, vecchia conoscenza dell’ETCR con Hyundai N, dall’alto delle sue 9 ore trascorse al volante, ha rappresentato il punto di riferimento del team italiano, gestito da Duqueine.

“Fa tutto parte del piano!”
Il prototipo italo-francese Tipo 6 è stato allestito a tempo di record con il motore, montato solo martedì scorso mentre i freni nuovi sono stati installati addirittura il giorno prima della corsa.

La prima 24 ore non si scorda mai
La gara poi è iniziata in maniera pulita, gestita in maniera autorevole da Vernay e proseguita altrettanto bene dai giovani Bennett e Serravalle, capaci di segnare tempi non troppo lontani da quelli del più esperto pilota francese. I due sono apparsi maturi nel loro approccio alla gara, leggermente macchiata solo da un DT rimediato da Bennet per eccessiva velocità in regime di FCY. Attorno alle 12:00, della domenica, si è verificato l’unico momento di apprensione, quando Bennett è rientrato per un rifornimento. Il propulsore non ne voleva sapere di riaccendersi e la macchina veniva, dunque, riportata nel garage dove i ragazzi del team Duqueine, hanno effettuato la riaccensione del motore solo dopo svariati tentativi. Il controllo dei dati ha evidenziato un problema marginale ovvero aria nei condotti del carburante. Risolto il problema la “IF Tipo 6” ha quindi ripreso regolarmente a girare fino a tagliare il traguardo in quattordicesima posizione.

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