Sui rapidi e sconnessi sterrati del Rally di Polonia, ci troveremo davanti al primo esemplare di Rally1 senza il comparto ibrido. M-Sport schiererà una Ford Puma leggermente rivoluzionata da affidare alle mani del giovane e veloce debuttante Martins Sesks. Ma dal punto di vista tecnico, quali sono le differenze?
Ciò che si pensava per il futuro del WRC, è ora presente. In Polonia, M-Sport aggiungerà alla sua flotta una nuova Ford Puma ma in questo caso, la Rally1 in questione sarà al via dell’evento senza l’unità ibrida.
Il debutto del nuovo mezzo di M-Sport sarà ancor più speciale perché, come già annunciato qualche mese fa, il giovane talento lettone, Martins Sesks, sarà alla guida della nuova Ford Puma. Sesks non sarà solo al via del Rally di Polonia ma avrà anche la possibilità di sfoggiare i muscoli sulle strade di casa, in Lettonia.
In merito a questa differenza nelle Ford Puma, Richard Millener ha voluto raccontare a cosa andrà in contro M-Sport grazie a questo progetto. Secondo il Team Principal della squadra, le differenze dovute alla rimozione di questa parte ibrida, non saranno così incisive nella gestione della macchina.
“La componente ibrida sarà sostituita da una zavorra. Ovviamente dal punto di vista del telaio mancheranno alcune griglie e prese d’aria ma per il resto la macchina resta pressoché uguale, si tratta di piccoli cambiamenti per noi.” ha detto Millener.

“Forse le più grandi differenze fanno riferimento alla sicurezza. Senza l’ibrido possiamo sorvolare alcuni aspetti tecnici che sono oggetto di verifica.”
“Dal punto di vista di guida, se devo essere onesto, non ci sono molti pro o contro rispetto alle classiche Rally1.” ha aggiunto.
Ovviamente però non si può pensare che le attuali Rally1 e la vettura di Sesks siano allo stesso piano. La Puma Rally1 senza ibrido soffrirà una perdita di circa 135 CV. Considerano però che gli sterrati polacchi sono estremamente veloci dall’inzio alla fine delle prove, questa mancanza non dovrebbe essere un grande problema per il pilota lettone.
Come riportato proprio da Millener, la mancanza dell’ibrido potrebbe essere sofferta specialmente nei tratti più lenti e tecnici.
“In un rally come questo, l’ibrido è utile fino ad un certo punto. Alla fine per gran parte delle prove sei flat-out e lì, l’ibrido non è così importante.”
“In uscita dalle curve lente Martins soffrirà un po’ l’assenza dell’ibrido. Per lui però è importante fare esperienza anche perché in Lettonia la sua Puma monterà l’unità ibrida.”
Il progetto senza ibrido che va oltre al tecnico
Su due piedi l’idea di correre senza l’ibrido sembra quasi una follia. Schierare una Rally1 sulla carta in svantaggio rispetto alle rivali e affidarla ad un debuttante nel WRC rischia di essere soltanto una parentesi divertente per chi è alla guida ma, assolutamente inutile per M-Sport.
Alle spalle del progetto di una Rally1 senza ibrido però c’è di più. M-Sport, come da accordi con il promoter del WRC, vuole dimostrare la semplicità che sta in queste vetture e la possibilità di affittare delle Rally1 ‘meno complesse’ dal punto di vista tecnico.
Proprio Richard Millener ha riportato quali lavori stanno alle spalle della rimozione dell’ibrido dalla vettura di Sesks: “Grazie ad un tappo, il sistema ibrido si collega al differenziale posteriore. Rimuovendolo possiamo disattivare tutto il sistema mantenendo intatta tutta la struttura della vettura.”
“In Lettonia Martins avrà l’ibrido attivo quindi non avrebbe senso rimuovere tutto il sistema quando basta disattivarlo.”
Queste parole del Team Principal di M-Sport testimoniano alcune piccole semplicità dietro a dei mezzi veramente troppo complessi. Queste possibilità di attivare e disattivare l’ibrido a proprio piacimento, potrebbe attirare l’attenzione di numerosi clienti interessati a delle vetture del genere.
“Senza l’ibrido parliamo di una semplice Rally1 con motore a combustione interna.”
“L’obiettivo era quello di sperimentare e dimostrare il potenziale di queste vetture. Spero inoltre che il feedback positivo di Martins possa invogliare alcuni privati ad acquistare le nostre macchine ed utilizzarle come meglio preferiscono.”
Ora non ci resta che aspettare i risultati prova dopo prova per capire l’effettivo potenziale di una Rally1 senza l’unità ibrida. Martins Sesks e M-Sport hanno ora nelle mani qualcosa di più grande del previsto, non solo dal punto di vista di curriculum per il giovane campioncino e per aprire le porte al futuro del WRC.
Infatti, come riportato dai diretti protagonisti, il progetto mira a ravvivare il mercato di una tipologia di vetture che fino ad oggi non è mai esploso e difficilmente avrebbe potuto farlo nei prossimi anni.
Che sia veramente la stoccata vincente per attirare dell’effettivo interesse in uno sport lontanissimo dai radar del mondo moderno?

